Stoicismo e Terapia Cognitivo-Comportamentale

Stoicismo e Terapia Cognitivo-Comportamentale

Stoicismo e Terapia Cognitivo-Comportamentale.

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Cosa hanno in comune lo Stoicismo antico e la Terapia Cognitivo Comportamentale?
Come mostrato dallo psicoterapeuta scozzese Donald Robertson, potrebbero benissimo condividere i principi fondamentali. Nel suo “The Philosophy of Cognitive-Behavioural Therapy (CBT): Stoic Philosophy as Rational and Cognitive Psychotherapy”, l’autore riporta un resoconto dettagliato dell’influenza della filosofia stoica sulla psicoterapia moderna (Robertson, 2010).

Analizzando il lavoro di Robertson, Cavanna individua due argomentazioni principali che potrebbero essere utilizzate per sostenere l’idea di un fil rouge nascosto che collegherebbe la filosofia antica con la pratica della psicoterapia (Cavanna, 2020).

La prima argomentazione è semplice: i fondatori della Terapia Cognitivo Comportamentale hanno fatto esplicito riferimento ai filosofi stoici. Vediamolo adesso con maggiori dettagli.

In epoca moderna, lo psichiatra svizzero Paul Dubois (1848-1918) è stato probabilmente il primo autore a riconoscere esplicitamente lo stoicismo come il precursore della psicoterapia razionale.
Dubois fondò la Scuola di Psicoterapia della “Persuasione Razionale”, che da tempo gareggiava con la psicoanalisi freudiana.

All’inizio del XX secolo Dubois scriveva: “Se eliminiamo dagli scritti antichi alcune allusioni che davano loro colore locale, troveremo le idee di Socrate, Epitteto, Seneca e Marco Aurelio assolutamente moderne e applicabili ai nostri tempi. In questo campo del pensiero etico gli uomini rimangono gli stessi” (Dubois, 1909).

Dubois riconobbe che, tra i filosofi stoici romani, Seneca aveva avanzato l’argomentazione più convincente sul ruolo delle idee errate (cognizioni) nei disturbi emotivi. Se la causa del disturbo emotivo è di natura cognitiva, allora è prevedibile che la sua cura assuma la forma di una terapia cognitiva (razionale).

Negli anni ’50, lo psicologo americano Albert Ellis (1913-2007) sviluppò la Terapia Razionale Emotiva Comportamentale (REBT), una pietra miliare nella transizione dal comportamentismo al cognitivismo (Still & Dryden, 1999, 2012).

Nella sua prima pubblicazione importante sulla REBT, Ellis descrisse la base filosofica del suo approccio come il principio per cui una persona sarebbe raramente influenzata emotivamente da cose esterne ma, piuttosto, verrebbe “influenzata dalle sue percezioni, dai suoi atteggiamenti o dalle sue frasi interiorizzate su cose ed eventi esterni. […] Questo principio […] è stato originariamente scoperto e avanzato dagli antichi filosofi stoici, in particolare da Zenone di Cizio (il fondatore della scuola), Crisippo (il suo discepolo più influente), Panezio di Rodi (che ha introdotto lo Stoicismo a Roma), Cicerone, Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Le verità dello Stoicismo sono state forse esposte nella maniera migliore da Epitteto, il quale, nel I secolo d.C., scrisse nell’Enchiridion: ‘Gli uomini non sono turbati dalle cose, ma dalle opinioni che hanno su di esse’. Shakespeare, molti secoli dopo, ha riformulato questo pensiero in Amleto: ‘Non esiste nulla che sia buono o cattivo, è il pensiero che lo rende tale’” (Ellis, 1962).

Nel primo importante manuale di Terapia Cognitivo Comportamentale, “Terapia Cognitiva della Depressione”, lo psichiatra americano Aaron Beck (1921-) e i suoi colleghi affermarono che “le origini filosofiche della terapia cognitiva possono essere fatte risalire ai filosofi stoici, in particolare a Zenone di Cizio (IV secolo a.C.), Crisippo, Cicerone, Seneca, Epitteto e Marco Aurelio. Epitteto scrisse nell’Enchiridion: ‘Gli uomini sono disturbati non dalle cose ma dalle opinioni che hanno di esse” […] Il controllo dei sentimenti più intensi poteva [per gli stoici] essere ottenuto cambiando le proprie idee” (Beck et al., 1979).

Specifiche tecniche di Terapia Cognitivo Comportamentale possono essere ricondotte alla teoria stoica delle emozioni. Ad esempio, il riconoscimento che le emozioni negative siano principalmente dovute a giudizi o a credenze erronee consente di raggiungere una distanza psicologica dalle emozioni (“distanziamento cognitivo”) e previene la tendenza a giudicare eventi esterni avversi come assolutamente catastrofici (“decatastrofizzazione”) (Robertson, 2016; Robertson & Codd, 2019).

La seconda argomentazione che lega la filosofia antica alla psicoterapia nasce dall’impressione di incoerenza che i lettori contemporanei hanno quando si avvicinano a specifici testi filosofici delle tradizioni antiche. È stato osservato che alcuni dei primi testi filosofici pervenutici mancano di un piano organico (es. i dialoghi di Platone) e contengono incongruenze interne (es. i trattati di Aristotele). Queste perplessità, unite alla tradizione orale in cui fiorì la pratica filosofica, suggeriscono che potrebbero esserci stati usi diversi per almeno una parte dell’antica letteratura filosofica. Una possibile spiegazione per queste osservazioni diffuse è stata proposta alla fine del XX secolo dal compianto studioso francese Pierre Hadot (Hadot, 1995, 1998, 2002). Secondo Hadot, gli antichi discorsi sulla logica, la fisica e l’etica erano tutti finalizzati all’obiettivo pratico di cambiare la vita delle persone. A partire dalle scuole socratiche, lo scopo della filosofia come stile di vita era quello di “trasformare” piuttosto che di “informare” gli studenti.

La filosofia pratica ha inaugurato una tradizione di “esercizi spirituali” che è stata poi codificata in una serie di meditazioni religiose, contemplazioni e preghiere attorno al XVI secolo da personaggi come Ignazio di Loyola.

Con il ritorno del secolarismo, il ruolo del filosofo pratico dell’antichità è stato ripreso come guida per la vita moderna. Nello specifico, l’analisi dei testi degli stoici romani suggerisce che diversi tipi di psicoterapia attualmente in uso possono essere ricondotti alla tradizione stoica della terapia filosofica (Cavanna, 2019a, 2019b; Montgomery, 1993). All’interno della tradizione stoica, il contenuto delle “Lettere da uno stoico” di Seneca può essere letto come un precursore della psicoterapia individuale. I “Discorsi” e il “Manuale” di Epitteto assomigliano rispettivamente a registrazioni di sessioni di terapia di gruppo e a un manuale di auto-aiuto. Infine, le “Meditazioni” di Marco Aurelio potrebbero essere lette come un primo esempio di un moderno diario terapeutico.

La tradizione stoica, che a sua volta deriva dall’insegnamento socratico, è riemersa più e più volte nel corso della storia, come documentato da espliciti riferimenti ad essa presenti già nel Rinascimento (es. Giusto Lipsio e Michel de Montaigne) e nel periodo dell’Illuminismo (es. Denis Diderot), prima di fornire i fondamenti Teorici della Terapia Cognitivo Comportamentale.

La nuova edizione del libro di Donald Robertson presenta un capitolo aggiuntivo, intitolato “Stoicismo e TCC di terza ondata”, che riflette l’osservazione secondo cui nell’ultimo decennio la “terza ondata” delle Terapie Cognitivo Comportamentali sia diventata sempre più influente.
Le terapie di “terza ondata” includono una vasta gamma di interventi ampiamente utilizzati, dalla MBCT – Mindfulness-Based Cognitive Therapy (Terapia Cognitiva Basata sulla Mindfulness) alla Acceptance and Commitment Therapy (ACT).

Sebbene queste terapie siano state collegate principalmente alle tradizioni orientali come il Buddismo, il lavoro di Robertson mostra che la pratica della consapevolezza o Mindfulness si avvicina strettamente all’esercizio stoico dell’attenzione (“prosoche”, che può essere tradotto come “concentrazione sul momento presente”, o addirittura come “consapevolezza/Mindfulness stoica”).

L’eccellente lavoro di Robertson si unisce a un numero crescente di libri accademici di recente pubblicazione che segna il risveglio di interesse per la filosofia occidentale antica, in particolare per lo Stoicismo, come guida alla vita moderna (Becker, 2017; Farnsworth, 2018; Irvine, 2009, 2019; Pigliucci, 2017; Pigliucci & Lopez, 2019; Robertson, 2013; Sellars, 2009, 2019; Stephens, 2007).
Nel complesso, l’analisi di Robertson sulla relazione tra la filosofia greca antica e la Terapia Cognitivo Comportamentale ha fornito un supporto evidence-based all’idea che filosofia e psicoterapia non sono sempre state discipline separate (Gill, 1985, 2013).

 

 

Riferimenti

  • Cavanna, Andrea E. (2020). Psychotherapy in ancient Rome. Cognitive Neuropsychiatry, 25:4, 328-331.
  • Beck, A. T., Rush, A. J., Shaw, B. F., & Emery, G. (1979). Cognitive therapy of depression. Guilford Press.
  • Becker, L. C. (2017). A new stoicism. Princeton University Press.
  • Cavanna, A. E. (2019a). Back to the future: Stoic wisdom and psychotherapy for neuropsychiatric conditions. Future Neurology, 14(1), 1.
  • Cavanna, A. E. (2019b). Stoic philosophy and psychotherapy: Implications for neuropsychiatric conditions. Dialogues in Philosophy Mental and Neuro Sciences, 12, 10–24.
  • Dubois, P. (1909). Self-control and how to secure it. Funk and Wagnalls.
  • Ellis, A. (1962). Reason and emotion in psychotherapy. Lyle Stuart.
  • Farnsworth, W. (2018). The practicing stoic. Godine.
  • Gill, C. (1985). Ancient psychotherapy. Journal of the History of Ideas, 46(3), 307–325.
  • Gill, C. (2013). Philosophical therapy as preventive psychological medicine. In W. Harris (Ed.). Mental disorders in the classical world (pp. 339–360). Brill.
  • Hadot, P. (1995). Philosophy as a way of life. Blackwell.
  • Hadot, P. (1998). The inner citadel: the Meditations of Marcus Aurelius. Harvard University Press.
  • Hadot, P. (2002). What is ancient philosophy? Harvard University Press.
  • Irvine, W. B. (2009). A guide to the good life: The ancient art of Stoic joy. Oxford University Press.
  • Irvine, W. B. (2019). The stoic challenge. Norton.
  • Montgomery, R. W. (1993). The ancient origins of cognitive therapy: The reemergence of Stoicism. Journal of Cognitive Psychotherapy, 7(1), 5–19.
  • Pigliucci, M. (2017). How to be a stoic. Basic Books.
  • Pigliucci, M., & Lopez, M. (2019). Live like a stoic. Basic Books.
  • Robertson, D. (2010). The philosophy of cognitive-behavioural therapy (CBT): Stoic philosophy as rational and cognitive psychotherapy. Karnac.
  • Robertson, D. (2013). Stoicism and the art of happiness. Hodder & Stoughton.
  • Robertson, D. (2016). The Stoic influence on modern psychotherapy. In J. Sellars (Ed.), The Routledge handbook of the stoic tradition (pp. 374–388). Routledge.
  • Robertson, D., & Codd, R. T. (2019). Stoic philosophy as a cognitive behavioral therapy. The Behavior Therapist, 42, 42–50.
  • Sellars, J. (2009). The art of living: The stoics on the nature and function of philosophy. Bloomsbury.
  • Sellars, J. (2019). Lessons in stoicism. Allen Lane.
  • Stephens, W. O. (2007). Stoic ethics: Epictetus and happiness as freedom. Bloomsbury.
  • Still, A., & Dryden, W. (1999). The place of rationality in Stoicism and REBT. Journal of Rational-Emotive Cognitive-Behavioral Therapy, 17(3), 143–164.
  • Still, A., & Dryden, W. (2012). The historical and philosophical context of rational psychotherapy: The legacy of Epictetus. Karnac.

Autore/i dell’articolo

Alberto Infante
  • Dottore in Psicologia
  • Redattore Volontario per la ONLUS Il Vaso di Pandora - La Speranza dopo il Trauma
  • Content Creator per l'Istituto Beck

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