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Stress in gravidanza: quali conseguenze per lo sviluppo del bambino?

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Stress in gravidanza: quali conseguenze per lo sviluppo del bambino?
Stress in gravidanza: quali conseguenze per lo sviluppo del bambino?

Stress in gravidanza: quali conseguenze per lo sviluppo del bambino?

Possibili effetti dello stress in gestazione sullo sviluppo del bambino.

La gravidanza è un momento particolarmente delicato della vita di una donna, i tempi e il funzionamento della nostra società spesso non agevolano le future madri durante il loro percorso di attesa e di maternità.

A volte è sempre meno il tempo da dedicare a se stesse in questa fase, che invece richiederebbe un rallentamento dei consueti ritmi  quotidiani e lavorativi,  essenziale per creare uno spazio “mentale” per la gravidanza e per il bambino che arriverà.  Quando ciò non avviene e la donna non ha la possibilità di rallentare e vivere a pieno il momento presente legato alla gravidanza, possono crescere i livelli di stress percepito.

Molti studi hanno approfondito questa tematica, cercando di indagare i possibili effetti dello stress in questa fase della vita di una donna sullo sviluppo del feto e sulla salute psico-fisica del bambino dopo la nascita e nel corso dei primi anni di vita.

Lo stress materno sperimentato durante diversi periodi della gestazione appare legato all’ aumento del rischio nel bambino di sviluppare malattie neuropsichiatriche, cardiovascolari e metaboliche in età avanzata. Il cortisolo è stato complessivamente indicato come il principale mediatore del trasferimento dello  stress materno al feto. La sua natura lipofila permette un passaggio transplacentare, dunque eccessivo cortisolo materno potrebbe incidere negativamente sullo sviluppo dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene del feto, asse fondamentale per la mediazione e gestione dello stress. La maturazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene del feto avviene in particolare nelle ultime settimane di gestazione e dunque gli effetti di elevati livelli di cortisolo posso avere impatto negativo in particolare nell’ultima fase della gravidanza (Rakers; et al 2017).

La ricerca ha anche approfondito l’effetto di altri mediatori responsabili del trasferimento dello stress materno al feto che, oltre al cortisolo, risultano essere le catecolamine, in particolare adrenalina e noradrenalina. Tali ormoni esercitano il loro impatto sullo sviluppo del feto indirettamente, non riescono infatti a oltrepassare la barriera placentare, ma tramite il flusso sanguigno sono in grado di agire come vasocostrittori sulle arterie uterine, peggiorando dunque l’afflusso di sangue all’utero (Rakers; et al 2017).

In un altro recente articolo pubblicato sul Journal of Pediatric Child Healt (Polanska et al, 2017) i ricercatori hanno riscontrato che eventi stressanti durante la gravidanza influenzano negativamente lo sviluppo psico-motorio del bambino e possono aumentare il rischio di disturbi psichiatrici nel corso della vita. La popolazione dello studio consiste di 372 coppie madre-bambino, in cui la madre aveva lavorato almeno 1 mese durante il periodo di gravidanza. Lo stress psicologico materno è stato valutato con una scala sullo stress percepito (Perceived stress scale), mentre lo sviluppo psicomotorio del bambino con il Bayley Scales of Infant e attraverso l’indice di APGAR alla nascita. I risultati indicano un impatto negativo sullo sviluppo psico-motorio del bambino, ad esempio basso indice di APGAR, all’aumentare dei punteggi riportati dalle madri alla scala sullo stress percepito.

I ricercatori confermano dunque l’ipotesi che lo stress materno incida negativamente sulla salute psico-fisica del bambino. Occorreranno certamente altri studi in futuro per approfondire tale correlazione.

In base a tali risultati emerge l’importanza di sviluppare interventi che forniscono una maggiore assistenza alle donne in gravidanza, che garantiscano supporto emotivo e un aiuto per gestire lo stress psicologico, in particolare nell’ultimo trimestre di gravidanza, momento in cui secondo la ricerca lo stress esercita sul feto maggiori effetti negativi.

La Mindfulness può portare un prezioso contributo durante la gestazione perché sembra avere effetti importanti in termini di riduzione dello stress percepito e di riduzione delle preoccupazioni riguardo alla gravidanza.

La Mindfulness può essere definita come  il portare attenzione intenzionalmente al momento presente, in modo non giudicante; si tratta di una pratica meditativa che pone l’individuo nella posizione di osservare il presente, l’unico momento che abbiamo, astenendosi da ogni giudizio ed esercitando la nostra consapevolezza rispetto al funzionamento della nostra mente (Kabat-Zinn, 1994).

In uno studio randomizzato e controllato i ricercatori hanno tentato di verificare  in modo sperimentale  l’effetto benefico della mindfulness sullo stress prenatale materno (Guardino Et al., 2014).  Le partecipanti alla ricerca sono state donne seguite per la gravidanza presso una clinica universitaria e selezionate secondo i seguenti criteri: gestazione tra la 10 e la 25 settimana, età superiore ai 18 anni, disponibilità a frequentare il training di mindfulness di 6 settimane, e punteggi alla scala sullo stress percepito maggiori di 34. Sono stati somministrati questionari anche sull’ansia specifica legata alla gravidanza e una sulla preoccupazione per la propria salute e quella del bambino.

Le 20 donne selezionate hanno poi partecipato al training di Mindfulness “Mindful Awareness Practices (MAP) per la durata di 6 settimane, lo studio ha utilizzato anche un gruppo di controllo, formato da 22 donne cha hanno ricevuto del materiale di lettura sulla salute gravidanza.

Le misurazioni post-intervento mostravano un declino dei punteggi alla scala sullo stress percepito e alla scala sull’ansia legata alla gravidanza, tale diminuzione è stata rilavata anche nel gruppo di controllo.  I ricercatori, cercando di spiegare questo dato hanno riscontrato che, anche nel gruppo di controllo, circa il 30% delle donne aveva svolto per proprio conto un training di rilassamento o dei corsi di yoga (Guardino Et al., 2014).

Appare dunque importante in gravidanza abbattere i livelli di stress percepito, per evitare un possibile impatto negativo sullo sviluppo psico-fisico del bambino, ad esempio  esercitando delle attività in cui la donna possa aumentare in senso di consapevolezza verso la gravidanza stessa, come la Mindfulness.

Paola Graziano

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Stress in gravidanza – Bibliografia

  • Pediatric Child Health; 2017, Vol.53 (3); K. Polanska, A.Krol, J. Jurewicz. F. Chiarotti, G. Calamandre, W. Hanke; Maternal stress during pregnancy and neurodevelopmental outcomes of children during the first 2 years of life.
  • Neuroscience and Biobehavioral Review; 2017; Vol.16; F. Rakers, S. Rupprecht. C. Bergmeier, O. Witte, M.Schwab; “Transfer of maternal psychosocial stess to fetus”.
  • Psychology & Health; 2014,
Vol. 29 (3); C.M. Guardino, D. Schetter, J. E. Bower, M. C. Lua, Smalley “Randomised controlled pilot trial of mindfulness training for stress reduction during pregnancy”.
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