Swipe, match e stress: gli effetti di Tinder sulla salute mentale

Swipe, match e stress: gli effetti di Tinder sulla salute mentale

Swipe match e stress

Photo by Alexander Sinn on Unsplash.

A seguito della pandemia COVID–19, le app di incontri hanno assunto un ruolo rilevante nell’ambito degli appuntamenti a livello globale. Siti e app di incontri come Tinder, Bumble, Hinge, Grindr e OkCupid si adattano a gusti, preferenze ed età diverse. Il meccanismo alla base delle app di incontri è semplice: basta creare un profilo – selezionando alcune foto e scrivendo una breve descrizione di sé – a cui i potenziali partner potranno mettere “mi piace” o “non mi piace” scorrendo il dito – swipe – verso destra o verso sinistra.

È possibile affermare, pertanto, che negli ultimi anni l’avvento delle applicazioni di incontri come Tinder ha rivoluzionato il modo in cui le persone cercano l’amore e l’intimità. Mentre queste piattaforme offrono un modo conveniente per incontrare potenziali partner, è importante esaminare anche l’impatto che possono avere sulla salute mentale degli utenti.

Rifiuto

Dato il funzionamento delle app di incontri, i single registrati sono maggiormente esposti alla possibilità di essere rifiutati: la ricerca condotta da Chin Her e Timmermans (2021), ha riscontrato il verificarsi di una bassa percentuale di corrispondenze – match – da parte dei potenziali partner, soprattutto per gli uomini over 40; questo studio, inoltre, ha anche rilevato che circa il 50% dei contatti compatibili non risponde ai messaggi. Di conseguenza, gli utenti si sentirebbero costantemente “non apprezzati” o ignorati e questo contribuirebbe all’innalzamento dei loro livelli di ansia e depressione. Inoltre, moltissimi utenti delle app di incontri sperimentano il “ghosting”, ovvero la pratica di interrompere bruscamente e senza spiegazioni una relazione, una comunicazione o un appuntamento con qualcuno, senza dare alcuna spiegazione o avviso di qualsiasi tipo. In genere, il termine viene utilizzato in riferimento alle relazioni romantiche o alle amicizie, ma può anche essere applicato a qualsiasi altra forma di comunicazione interpersonale. Secondo alcuni studi (Ting & McLachlan, 2022) il ghosting può essere un’esperienza disumanizzante e psicologicamente dannosa per la salute mentale.

Solitudine e scarsa autostima

Le esperienze negative su siti di incontri, come il ghosting, portano molte persone a mettere in dubbio i propri tratti fisici, le proprie capacità comunicative e la compatibilità con i potenziali partner.

Uno studio di Sumter et al. (2017) ha esaminato l’effetto dell’uso di Tinder sulla valutazione di sé e sull’autostima degli utenti: i risultati hanno indicato che gli individui che utilizzano Tinder in modo intensivo tendono ad avere una valutazione di sé più negativa e una bassa autostima. Questo potrebbe essere attribuito alla natura selettiva dell’applicazione, che espone molto spesso l’utente al confronto sociale e a dover gestire la propria insoddisfazione di fronte a una vasta gamma di profili e potenziali partner.

In sostanza, l’uso di app e di siti di incontri, in alcuni casi, sono correlati alla bassa autostima e ai sentimenti legati alla solitudine da parte degli utenti. Tutto ciò è alimentato dalle innumerevoli scelte offerte da Tinder, Hinge, Bumble, OkCupid e altre app. Queste ultime contano milioni di iscritti che entrano in contatto tra loro contemporaneamente; questo, però, anche per gli utenti con standard elevati, può condurre a una vastità artificiale di connessioni anziché a una profondità significativa.

Queste scelte digitalizzate e rapide possono persino generare dubbi su potenziali partner. Molti utenti si chiedono: “La persona giusta si trova nel prossimo swipe?” o “Dovrei acquistare Super Like per farmi notare?”. Ciò porta a un circolo vizioso di relazioni romantiche a breve termine.

Anonimato e potenziale inganno

Prima dell’avvento di Tinder Gold, dei profili di incontri su Facebook Dating e di altri servizi di matchmaking, le persone single tendevano a incontrare potenziali partner nella vita reale, sul posto di lavoro, attraverso amici e parenti o in eventi sociali, come matrimoni. In altre parole, le loro relazioni avevano fondamenta preesistenti che garantivano un senso di fiducia reciproca.

Sfortunatamente, queste basi non esistono nel mondo virtuale degli appuntamenti, dove alcuni utenti di siti di incontri si nascondono dietro l’anonimato e l’inganno. Possono mentire riguardo ai loro tratti fisici, all’età, alla professione o persino alle loro intenzioni. Ad esempio, potenziali partner potrebbero mentire riguardo al desiderio di monogamia, all’esclusività con altri frequentatori o alla loro storia delle relazioni passate.

A sua volta, l’inganno può danneggiare la salute mentale, portando a un umore depresso, problemi di fiducia e dubbi su sé stessi. Ciò può interagire con il costante rifiuto, lo stress del corteggiamento e la pressione di trovare la persona giusta, tutto ciò che può incidere sul proprio benessere mentale.

 

Riferimenti

  • Sumter, Sindy R., Laura Vandenbosch, and Loes Ligtenberg. 2017. Love me Tinder: Untangling emerging adults’ motivations for using the dating application Tinder. Telematics and Informatics34: 67–78.
  • Ting AE, McLachlan CS. Intimate Relationships during COVID-19 across the Genders: An Examination of the Interactions of Digital Dating, Sexual Behavior, and Mental Health. Social Sciences. 2022; 11(7):297. https://doi.org/10.3390/socsci11070297
  • Yu-Chin Her & Elisabeth Timmermans (2021) Tinder blue, mental flu? Exploring the associations between Tinder use and well-being, Information, Communication & Society, 24:9, 1303-1319, DOI: 10.1080/1369118X.2020.1764606
  • [1] Per un approfondimento: https://www.istitutobeck.com/terapia-cognitivo-comportamentale?sm-p=978663996.

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