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Come il Tai Chi migliora i sintomi della fibromialgia

Tai Chi

La fibromialgia è una sindrome reumatica caratterizzata da aumento della tensione muscolare, dolore cronico, spossatezza, disturbi del sonno. Le complicanze a livello psicologico possono essere disturbi d’ansia e depressivi. Le cause non sono certe e possono essere multifattoriali (stress, predisposizione genetica, problemi al sistema immunitario, ecc.). I comuni antidolorifici non sembrano fare il loro lavoro e gli interventi di cura si focalizzano su una routine regolare di ciclo sonno-veglia, di attività fisica e una dieta adeguata.

Il trattamento standard della fibromialgia prevede inoltre l’esercizio aerobico, il quale ha dimostrato di migliorare i sintomi. Tuttavia può essere difficoltoso per alcuni pazienti a causa della fluttuazione dei sintomi e la caratteristica migrante dei dolori.

Alcuni studi hanno suggerito l’utilizzo del Tai Chi per alleviare il dolore e migliorare la salute sia fisica che mentale. Il Tai Chi (tàijíquán, in cui taiji potrebbe essere tradotto come Culmine Supremo) è un’arte maziale cinese che, nonostante sia nata come tecnica di combattimento, viene usata in occidente come ginnastica per aumentare la consapevolezza del proprio corpo attraverso movimenti lenti e dolci a basso impatto fisico. Gli studi finora condotti hanno però evidenziato la necessità di approfondimenti per confermare i risultati e definire durata e frequenza della pratica di Tai Chi rispetto all’esercizio aerobico.

Per determinare queste caratteristiche, è stata condotta una ricerca pubblicata quest’anno (Wand & al.). I 226 partecipanti con diagnosi di fibromialgia sono stati divisi in due gruppi: quello che ha fatto esercizi di aerobica due volte alla settimana per sei mesi e quello che ha praticato Tai Chi, sempre due volte a settimana, per tre o sei mesi. L’osservazione dei partecipanti si è prolungata per 52 settimane, all’inizio e alla fine delle quali è stata somministrata ai pazienti una batteria con il Revised Fibromyalgia Impact Questionnaire (FIQR, che fa un assessment della situazione del paziente dal punto di vista dei sintomi della malattia) e altri strumenti che hanno registrato sintomi di depressione e di ansia, strategie di coping, perfomance di funzionalità fisica, sonno e altri aspetti importanti per la ricerca.

Il primo aspetto interessante è che i pazienti che hanno portato a termine le lezioni di Tai Chi (62%) sono stati più numerosi di quelli che hanno partecipato al gruppo “aerobico” (40%), suggerendo che i pazienti con fibromialgia trovano questa disciplina orientale più adatta alle loro esigenze.

I risultati del FIQR sono migliorati in entrambi gruppi, evidenziando un minore ricorso ad analgesici, miorilassanti e antidepressivi. Tuttavia, alla 24esima settimana, la pratica di Tai Chi ha dimostrato un effetto clinico più intenso soprattutto nei risultati al FIQR ed effetti significativi anche negli altri sintomi osservati, rispetto all’esercizio aerobico.
Inoltre, gli effetti sono stati più positivi che quelli registrati dopo 12 settimane, evidenziando l’importanza della durata della pratica.

Questa ricerca sembra dunque dare una valida alternativa all’esercizio aerobico, da molti pazienti con fibromialgia percepito come difficoltoso (“il pavimento è troppo duro” oppure “ho troppo dolore”). I partecipanti alla ricerca non hanno inoltre riportato nessun serio effetto collaterale alla pratica di Tai Chi, rendendo quindi questa pratica un sostituto al trattamento standard attuale.

 

Riferimenti:

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