I tempi della meditazione

I tempi della meditazione

Tempi della meditazione

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C’è un tempo minimo necessario affinché la meditazione induca effetti positivi?

Numerosi studi hanno individuato i notevoli benefici sia fisici che psicologici indotti dalla pratica della meditazione.

Generalmente si ritiene che i benefici della meditazione siano generati da un aumento della capacità di mantenere la concentrazione e di attenzione al momento presente e dalla capacità di non farsi travolgere da reazioni emotive sproporzionate. Dunque, la meditazione altera l’attività cerebrale e l’elaborazione cognitiva che a loro volta innescano miglioramenti nella salute psicologica (Gotink et. al., 2016; Zeidan et. al., 2010).

Ma di recente numerosi ricercatori hanno cominciato a chiedersi se esista una correlazione tra i benefici generati dalla meditazione e il tempo impiegato nella pratica.

Lo studio

Un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Salford nel Regno Unito e pubblicato sul Journal of Cognitive Enhancement ha cercato di approfondire la relazione tra tempo della pratica e benefici della meditazione.

Sono stati reclutati 70 partecipanti che comprendevano soggetti alle prime armi o che non avevano mai praticato la meditazione e sono stati sottoposti ad una serie di attività di elaborazione globale-locale intervallate da brevi sessioni di meditazione. Il gruppo di controllo invece veniva lasciato libero tra un’attività e l’altra.

Parallelamente ai partecipanti veniva chiesto di compilare il questionario PANAS (Watson et. al., 1988) per valutare l’affetto emotivo. In particolare, si tratta di una misura di autovalutazione composta da 20 parole, 10 che rappresentano emozioni positive e 10 che rappresentano emozioni negative. Il questionario chiedeva ai partecipanti di valutare “quanto ti senti in questo modo in questo momento, cioè nel momento presente” e di rispondere a ciascuna emozione utilizzando una scala a cinque punti da 1 (molto poco o per niente) a 5 (estremamente). L’affetto positivo e negativo è stato misurato separatamente con possibili punteggi che andavano da 10 (affetto basso) a 50 (affetto alto).

Risultati

I risultati hanno mostrato che dopo brevi sessioni di meditazione erano già evidenziabili modificazioni del tono dell’umore ma non si rilevavano miglioramenti nel tempo di attenzione. Complessivamente la meditazione consentiva ai soggetti di avere meno pensieri negativi e allo stesso tempo di aumentare i pensieri positivi.

Nel presente studio, l’affetto negativo si è ridotto nel gruppo di meditazione dopo il primo intervento, supportando l’idea che l’attenzione si sposti da un focus sulle informazioni negative all’esperienza attuale nel momento presente. L’ipotesi iniziale presupponeva che l’effetto positivo aumenterebbe per il gruppo di meditazione durante l’esperimento; tuttavia, questo effetto non è stato osservato e ciò potrebbe suggerire che il gruppo di meditazione richieda un tempo maggiore per manifestare gli effetti positivi. 

I ricercatori hanno concluso che l’intervento di meditazione è stato troppo breve per indurre degli effetti e che quindi è necessario un tempo prolungato per poter evidenziare i miglioramenti ipotizzati. Nel complesso, sembrerebbe che l’intervento di meditazione proposto nel presente studio sia stato troppo breve per suscitare gli effetti ipotizzati.

 

 

Bibliografia

  • Gotink, R. A., Meijboom, R., Vernooij, M. W., Smits, M., & Hunink, M. M. (2016). 8-week mindfulness based stress reduction induces brain changes similar to traditional long-term meditation practice—a systematic review. Brain and Cognition, 108, 32–41.
  • Thompson, C., Quigley, E., & Taylor, A. (2021). The influence of a short-term mindfulness meditation intervention on emotion and visual attention. Journal of Cognitive Enhancement, 5(1), 73-82.
  • Watson, D., Clark, L. A., & Tellegen, A. (1988). Development and validation of brief measures of positive and negative affect: the PANAS scales. Journal of Personality and Social Psychology, 54(6), 1063–1070.
  • Zeidan, F., Johnson, S. K., Diamond, B. J., David, Z., & Goolkasian, P. (2010). mindfulness meditation training improves cognition: evidence of brief mental training. Consciousness and Cognition, 19(2), 597–605.

Autore/i dell’articolo

Rita Massaro
Psicologa, iscritta all’Ordine degli Psicologi della Campania dal 27/01/2020 n° 8632. Svolge il ruolo di Research assistant occupandosi di raccolta dati nell’ambito di progetti di ricerca con il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania. Collabora con l’Istituto Beck come tutor d’aula presso la sede di Caserta. Ha preso parte a progetti di prevenzione del disagio giovanile presso scuole primarie superiori e scuole secondarie del territorio. Ha svolto attività di tirocinio presso il servizio Materno Infantile dell’ASL di Caserta e un Centro di riabilitazione neuromotoria per minori.

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