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A Terni la teoria gender nelle scuole. Anche se non esiste.

Teoria gender nelle scuole

Un progetto per le classi terza e quarta di una scuola in provincia di Terni ha fatto sollevare un vespaio fino alla sospensione del progetto stesso. Stiamo parlando di “Bambole azzurre e soldatini rosa“.

Questa iniziativa, promossa dalla consigliera alle pari opportunità della provincia, Maria Luisa di Lernia, ha come obiettivo quello di educare i bambini alla parità di genere, alla lotta agli stereotipi basati sul sesso e alla consapevolezza di chi siamo, la nostra personalità e di come vorremmo essere. Questo progetto è stato creato a seguito di un protocollo firmato tra il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca e la Consigliera nazionale di parità e ha in programma laboratori diversi per anno di scolarizzazione in cui, tra l’altro, verranno discusse le fiabe più famose e come le donne vengono rappresentate in esse e nei media, così come il ruolo femminile nella società.

Purtroppo questa iniziativa non ha accolto il favore di tutti. Tra gli oppositori, l’assessore comunale alla Scuola del Comune di Terni, Valeria Alessandrini, la quale ha visto negli argomenti affrontati la solita “ideologia gender”, in particolare nel titolo e che non è convinta dell’efficacia delle metodologie utilizzate per la lotta alla discriminazione.

Proprio attaccare il titolo sarebbe prova, secondo di Lernia, che gli adulti subiscono dei condizionamenti culturali che andrebbero affrontati. L’uscita dell’assessore, quindi, sarebbe inappropriata e anche una ingerenza che, prima che essere sviluppata su Facebook, avrebbe potuto essere risolta semplicemente chiamando direttamente la consigliera e chiedendo delle delucidazioni.

Può essere colta l’occasione di questo spiacevole evento per ribadire che la teoria o ideologia gender non esiste. Stiamo parlando di un agglomerato di nozioni (studi sulle differenza tra maschi e femmine da vari punti di vista, la genesi stessa del genere, femminismo e sessismo) che viene usato a sproposito per paventare un attacco organizzato all’uomo come maschio e alla donna come femmina e, persino, alla famiglia formata da uomo e donna. Sulla mancanza di fondamento e di esistenza stessa di tale ideologia si sono espressi molti organi e istituzioni, come l’Associazione Italiana di Psicologia e diversi Ordini degli Psicologi.

Riferimenti:

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