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DBT e terapia affermativa per le persone LGBTQ. Come ridurre gli effetti dello stigma sessuale attraverso l’apprendimento delle skills della DBT

terapia affermativa per le persone LGBTQ

Photo by Jasmin Sessler on Unsplash

La terapia dialettico comportamentale (DBT) di M. Linehan spiega la disregolazione emotiva basandosi sul modello biosociale, il quale essenzialmente afferma che le persone con una vulnerabilità emotiva di origine biologica, inserite in un ambiente invalidante, tendono a sviluppare una difficoltà pervasiva a regolare le proprie emozioni (Linehan, 1993). Cerchiamo di capire meglio cosa si intende.

Le caratteristiche tipiche della vulnerabilità emotiva sono tre: un’alta sensibilità agli stimoli emozionali (la persona si attiva a livello emotivo più prontamente di altre), una notevole reattività emotiva (le emozioni sono più intense) ed un lento ritorno allo stato emotivo di base (le reazioni emotive durano a lungo). Per ambiente invalidante invece, si intende un contesto in cui all’espressione dei propri stati interni seguono delle risposte estreme, inappropriate e variabili, ad esempio le emozioni e la loro comunicazione vengono spesso ignorate, trascurate, o addirittura punite o banalizzate. Nel tempo, l’invalidazione derivante dall’ambiente e la vulnerabilità emotiva di origine biologica producono effetti negativi sulla capacità di riconoscere e regolare le proprie emozioni, tanto che la persona può arrivare a dubitare di sé e provare una profonda sfiducia nei propri pensieri, ad evitare le emozioni dolorose e diventare molto attenta ad ogni minimo segnale di invalidazione proveniente dall’ambiente.

Linehan estende il concetto di invalidazione anche a livello di ambiente sociale e culturale, dove può manifestarsi attraverso alcuni aspetti strutturali dell’eterosessismo: gli stereotipi di genere, la descrizione dicotomica dei ruoli e/o degli interessi maschili e femminili, il maggior numero di abusi sessuali sulle donne, la disparità di potere negli ambienti di lavoro e nelle relazioni affettive a discapito delle donne sono tutti esempi di invalidazione da parte del contesto socio-culturale. In modo molto simile, lo stigma sessuale, così come viene considerato da Herek e colleghi (2009) e descritto in un articolo precedente (https://www.istitutobeck.com/beck-news/la-terapia-affermativa-per-le-persone-lgbq), contribuisce ad invalidare i vissuti delle persone LGBTQ rispetto al proprio orientamento sessuale e/o la propria identità di genere. Considerando i punti di contatto tra i due modelli, in che modo quindi la terapia dialettico comportamentale (DBT) può essere utile ad aiutare le persone LGBTQ a ridurre gli effetti dello stigma sessuale sulla loro salute psicologica?

In un articolo pubblicato da Skerven e colleghi (2019) viene illustrata l’applicazione della DBT all’interno della terapia affermativa rivolta alle persone LGBTQ, al fine di illustrare come le abilità (skills) della DBT, possano essere utili a ridurre gli stressors ambientali e ad insegnare strategie di coping per diminuire il minority stress. Lo skills training della DBT consiste in quattro moduli: abilità di mindfulness, di tolleranza della sofferenza, di regolazione emotiva e di efficacia interpersonale. A seconda del livello di stigma sessuale (strutturale, attuato, percepito ed interiorizzato), possono essere insegnate varie combinazioni di skills differenti.

Ad esempio, per ridurre lo stigma strutturale, il “Problem Solving” (regolazione emotiva) potrebbe insegnare alle persone come agire attivamente sull’ambiente sociale (città, famiglia, gruppo di amici, ambiente di lavoro) per ridurre la discriminazione, oppure l’abilità “Dear Man” (efficacia interpersonale) potrebbe essere utile a manifestare i propri diritti e chiedere supporto ad altre persone per intervenire sulle istituzioni oppressive eterosessiste, promuovendo cambiamenti a livello politico e sociale. Le abilità di regolazione emotiva, come l’”Azione Opposta” o la “Mindfulness delle Emozioni”, aiuterebbero le persone LGBTQ a gestire le emozioni negative intense, quando subiscono episodi di discriminazione (stigma attuato), mentre “Controlla i Fatti” potrebbe facilitare una visione più realistica della situazione quando lo stigma viene percepito e quindi ridurre, ad esempio, la paura di essere aggrediti quando si mostra affetto in pubblico. Infine, per intervenire sullo stigma interiorizzato, ad esempio sul senso di colpa, di alienazione e di mancanza di valore, le abilità’ ”Autoconsolazione” (tolleranza della sofferenza) e “Trovare le persone giuste” (efficacia interpersonale) sarebbero delle strategie valide ad aumentare il livello di benessere ed il senso di appartenenza e di connessione agli altri.

In conclusione, gli effetti dello stigma sessuale, inteso come esperienza di invalidazione a vari livelli, costituiscono un target di fondamentale importanza nel lavoro psicoterapeutico con le persone LGBTQ e, considerando le analogie tra il modello biosociale della disregolazione emotiva di M.Linehan e quello dello stigma sessuale di Herek, l’applicazione delle skills specifiche della DBT, potrebbe rivelarsi molto efficace, anche se rimane un ambito di ricerca ancora da approfondire.

 

Riferimenti

  • Linehan M., (1993), “Cognitive Behavioral Treatment of Borderline Personality Disorder. Skills Training Manual for treating Borderline Personality Disorder”, Guildford Press
  • Herek, et al., (2009), “Internalized stigma among sexual minority adults: insights from a social psychological perspective”, Journal of Counseling Psychology 56, 32–43.
  • Skerven et al., (2019), “Applying dialectical behaviour therapy to structural and internalized stigma with LGBTQ+ clients”, The Cognitive Behaviour Therapist (2019), vol. 12, e9.

Autore/i dell’articolo

Dottor Marco Stefanelli - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologo, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.Docente presso l’Istituto di Psicoterapia cognitivo- comportamentale A.T.Beck di Roma e di Caserta.Socio Ordinario della SITCC (Società Italiana di Psicoterapia Comportamentale e Cognitiva) e Terapeuta EMDR I livello.Vanta esperienza clinica in ambito adulto e si occupa prevalentemente di tutti i disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo e omofobia interiorizzata. 
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