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Giocare bene per stare meglio: Thera-Build Therapeutic Approach with Lego®

Thera-Build Therapeutic Approach with Lego®

Photo by Kelly Sikkema on Unsplah

Sono rossi, verdi, gialli, blu, neri, bianchi. Sono piccoli, piccolissimi, grandi e grandissimi. Dal 1958 i nordici mattoncini LEGO® accompagnano i giochi dei bambini di tutto il mondo e i collezionisti ed appassionati di ogni età. Il nome LEGO® deriva dal danese “leg godt” che letteralmente significa “gioca bene”. E forse, Alyson Thomsen, ideatrice del Thera-build with LEGO® è partita proprio dal significato letterale del gioco per ideare questo approccio terapeutico che ha illustrato in un breve manuale di facile fruizione pubblicato nel 2018 dalla casa editrice Jessica Kinsley Publishers (per il riferimento completo si rimanda alla bibliografia).

L’obiettivo è quello di migliorare le abilità sociali, rafforzare la resilienza, potenziare l’autostima e in generale migliorare il benessere psicologico dei più piccoli. Giocare bene può quindi fare bene.

L’autrice scrive che alla base dell’approccio esiste un vero e proprio mantra costituito da 4 S che indicano il modo in cui il bambino deve sentirsi durante la seduta di gioco:

  • Seen (visto): implica l’abilità dell’adulto di stare con il bambino in modo completo ed empatico
  • Safe (protetto): l’adulto deve evitare azioni o commenti che possano urtare o spaventare il bambino
  • Secure (sicuro): il bambino deve poter percepire il luogo in cui gioca come sicuro, in cui è supportato tanto da potersi permettere di sviluppare e nutrire dentro di sé un senso di benessere e di valore personale
  • Soothed (confortato): implica l’abilità dell’adulto ad aiutare il più piccolo a gestire le emozioni negative o situazioni altamente attivanti così da potenziare le proprie capacità di resilienza e auto-regolazione

L’importanza del gioco in terapia è un concetto ormai largamente diffuso in psicologia e condiviso da più orientamenti. Giocare infatti permette al bambino di esplorare ed esprimere liberamente i propri pensieri e le proprie emozioni; è un momento in cui può sperimentare e potenziare le proprie capacità comunicative e relazionali. Un setting “ludico” permette al bambino di sentirsi a suo agio e di rilassarsi in un contesto in cui il più delle volte non ha deciso lui di stare. Le difficoltà che si incontreranno durante il gioco saranno momenti di crescita in termini di resilienza, perseveranza, fiducia nelle proprie capacità e autostima. Il bambino è così autorizzato ad esprimere la propria creatività, immaginazione, ingegnosità e, elemento assolutamente non da trascurare, fisicità.

L’autrice inglese punta ai LEGO® in quanto giocattoli resistenti e versatili ma soprattutto per via della loro forma. Nel suo libro infatti la Thomsen sottolinea come i mattoncini LEGO® apportino dei benefici a più livelli: cognitivo (ragionamento matematico, abilità visuo-spaziali, problem-solving, decision making, linguaggio, memoria, abilità di ascolto); motorio (abilità grosso e fino motorie, coordinazione occhio-mano, consapevolezza dello spazio, aspetti sensoriali e gestione dello stress fisico); emotivo (capacità di autoregolazione, autostima, controllo dell’impulsività, persistenza, resilienza, empatia) e a livello sociale (comunicazione positiva, cooperatività, negoziazione, compromesso, comprensione e rispetto dei ruoli all’interno del gioco).

A seconda che il gioco si svolta uno di fronte all’altro o uno accanto all’altro, in sequenza, in contemporanea o ci si divida i mattoncini l’obiettivo terapeutico sarà diverso: creare relazione, fare da modello, sviluppare abilità di cooperazione. Gli scenari che si costruiranno riprodurranno momenti di vita del bambino su cui si è deciso di lavorare.

All’interno del libro, dopo una prima parte di introduzione all’uso dei LEGO®, si troveranno poi capitoli specifici rispetto al potenziamento degli aspetti di autoregolazione emotiva, sull’utilizzo dell’approccio in caso di bambini vittime di trauma o ancora il riadattamento del modello ABC della Terapia Cognitivo Comportamentale: mattoncini in sequenza e di diverso colore per pensieri, emozioni e azioni.

Nel libro si parla del “potere” dei mattoncini LEGO®. Personalmente penso che il potere sia nel dare la possibilità ai più piccoli di accettare di aprirsi in uno spazio, spesso non scelto, che però diventa ben presto familiare perché ad attenderli ci sono tanti mattoncini colorati che ne renderanno più facile la permanenza.

Riferimenti

  • Thomsen “Thera-Build with Lego®. A playful Therapeutic approach for promoting emotional well-being in children. Jessica Kinsley Publishers, London, 2018

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Roberta Rubbino - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa-Psicoterapeuta, esperta in Psicodiagnostica, Responsabile Area Età Evolutiva "Beck for Kids" e docente dell'Istituto A.T.Beck .Si occupa prevalentemente di clinica relativa all’infanzia e all’ adolescenza. Per anni ha lavorato nell'ambito della neuropsicologia dell'età adulta e dell'età evolutiva in strutture ospedialiere in Italia e all'estero sia ai fini clinici che di ricerca. In Istituto si occupa anche della organizzazione e realizzazione dei gruppi di Mindfulness per pazienti oncologici (MBCT-CA). La dott.ssa Rubbino è full member della Società Internazionale di Schema Therapy (SIST) e membro fondatore della Associazione Italiana per lo Studio del Trauma e della Dissociazione (AISTED). Di recente insieme alla dott.ssa Montano ha curato l'edizione italiana del protocollo di Mindfulness per bambini ansioni (MBCT-C).
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