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Colazione più tardi, cena presto e perdi peso

time-restricted feeding

La time-restricted feeding (alimentazione limitata nel tempo) è una forma di alimentazione che prevede di tenere i pasti della giornata ravvicinati tra loro con la conseguenza di avere un periodo di “digiuno” più lungo tra la cena e la colazione successiva. Questo tipo di alimentazione è stata studiata in laboratorio sugli animali con dei risultati positivi sia in termini di perdita di peso sia di miglioramento dello stato di salute.

Uno studio condotto dai ricercatori dell’University of Surrey (Antoni & al., 2018) ha voluto verificare gli effetti del time-restricted feeding sugli esseri umani, ovvero l’impatto che i tempi dei pasti hanno sulle abitudini alimentari, sulla composizione corporea e sui marcatori del rischio ematico per diabete e malattie cardiache.

I 16 partecipanti all’esperimento sono stati sottoposti a misurazioni del livello di zuccheri, trigliceridi e colesterolo nel sangue. In seguito, sono stati divisi in due gruppi: nel primo, la consegna era di ritardare la colazione di 90 minuti rispetto alle proprie abitudini e di anticipare la cena di altrettanti 90 minuti; nel secondo gruppo (quello di controllo), i partecipanti hanno invece continuato a mangiare secondo i loro soliti orari. L’immediata conseguenza del nuovo periodo di alimentazione nel primo gruppo è stata, quindi, quella di rimanere tre ore in più senza mangiare ogni notte.

Ad entrambi i gruppi è stata data la libertà di mangiare quello che volevano e ogni partecipante ha tenuto un diario alimentare da compilare ogni giorno. Dopo 10 settimane, sono state ripetute le stesse analisi del sangue condotte all’inizio.

È stato osservato che il gruppo con la limitazione temporale dei pasti tendeva a mangiare meno cibo rispetto al gruppo di controllo: il 57% dei partecipanti ha, infatti, riportato livelli minori di fame ma anche meno opportunità di mangiare e una riduzione degli snack tra pasti, soprattutto quelli dopo la cena. Molto probabilmente (ma è da valutare con uno prossimo studio) è questa la ragione per la quale i partecipanti del primo gruppo hanno perso più del doppio del grasso corporeo rispetto ai partecipanti del gruppo di controllo.

I ricercatori hanno preferito non dare istruzioni su qualità e quantità del cibo in quanto volevano capire se il time-restricted feeding è un’abitudine alimentare che potrebbe essere seguita facilmente nella vita di tutti i giorni. Nonostante la comodità di non dover cambiare la propria dieta, più della metà dei partecipanti ha riportato difficoltà a seguire a lungo termine il nuovo periodo di alimentazione in quanto gli orari non erano compatibili con la vita familiare e sociale. Se ci fosse un margine di flessibilità nei tempi, il 43% dei soggetti ha affermato di poterlo prendere in considerazione sul lungo periodo.

Questa ricerca suggerisce come persino piccoli cambiamenti di abitudini, anche se non immediatamente intuibili, possono avere influenza sulla nostra salute: la riduzione del grasso corporeo, infatti, diminuisce la probabilità di sviluppare obesità e le malattie a essa correlate. Il gruppo di lavoro ha in progetto uno studio più ampio con cui continuare a esplorare questo interessante fenomeno.

 

Riferimenti:

A pilot feasibility study exploring the effects of a moderate time-restricted feeding intervention on energy intake, adiposity and metabolic physiology in free-living human subjects.

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