Il trattamento della fatica cronica nelle malattie reumatiche infiammatorie

Il trattamento della fatica cronica nelle malattie reumatiche infiammatorie

trattamento della fatica cronica nelle malattie reumatiche infiammatorie

Photo by Andrea Piacquadio on Pexels

Malattie reumatiche infiammatorie e CBT

Le malattie reumatologiche infiammatorie sono malattie che colpiscono l’intera vita della persona sia a livello fisico che psicologico e i dati dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici indicano che sono molto diffuse, oltre il 10 % della popolazione ne soffre. Sono malattie a carattere sistemico che creano nell’organismo una condizione infiammatoria cronica che può colpire le articolazioni o diversi organi. Di recente si è visto che a questo quadro sintomatologico si associa quello della sindrome da fatica cronica, caratterizzata da stanchezza continua ed intensa difficilmente risolvibile con il riposo e/o il sonno.

Ovviamente tutto questo comporta dei disagi a livello di: dolore fisico, qualità di vita ed aspetti psicologici associati, quali ansia e depressione.

Da alcune ricerche si è evidenziato come un approccio con la terapia cognitivo comportamentale (CBT) può, con dei programmi specifici, aiutare queste persone a migliorare la fatica cronica attraverso l’elaborazione del collegamento tra i sintomi, i comportamenti e i pensieri. La comprensione di questi nessi favorisce un cambiamento nella persona che per esempio non si ostinerà più in attività quando è affaticata, ma cambierà il modo di pensare riguardo gli impedimenti dovuti ai vari aspetti della malattia, modificando di conseguenza anche il comportamento.

Di seguito vengono illustrati sinteticamente due importanti studi su quanto sia rilevante un approccio integrato tra cure abituali farmacologiche e un approccio di terapia cognitivo comportamentale per la riduzione della stanchezza cronica.

Programma cognitivo comportamentale di gruppo per ridurre l’impatto della fatica cronica nell’artrite reumatoide: il RAFT

Lo studio è stato condotto presso 7 unità ospedaliere di reumatologia in Inghilterra e nel Galles, su un campione di 333 pazienti che ricevevano le cure farmacologiche abituali da almeno 2 anni con una stabilità della malattia. Il campione è stato diviso in 2 metà di cui una ha proseguito le cure abituali ed una ha partecipato anche al programma RAFT (Reducing Arthritis Fatigue by clinical Teams using cognitive-behavioural approaches) per un periodo di 6 mesi. Lo studio ha permesso un confronto tra il programma RAFT e le cure abituali, sia per gli effetti sulla stanchezza cronica sia per la qualità di vita.  Si è evidenziato come l’impatto della stanchezza cronica nel campione che ha utilizzato anche il programma RAFT, sia migliorato significativamente rispetto alle persone che hanno ricevuto solo le cure abituali. Mentre si è mostrato che la qualità di vita non sia cambiata molto in nessuna delle due modalità, anche se le domande del RAFT con approccio CBT hanno fornito ai partecipanti un diverso modo di affrontare i problemi ottenendo un cambiamento nella vita quotidiana e un miglioramento nella pratica clinica.

Interventi cognitivi comportamentali ed esercizi personalizzati per l’impatto della fatica nelle malattie reumatiche infiammatorie (LIFT)

Il LIFT (Lessening the Impact of Fatigue in infiammatori rheumatic diseases: a randomized Trial) è uno studio multicentrico, randomizzato e controllato su gruppi paralleli per valutare le cure farmacologiche abituali e l’integrazione di queste con un approccio di terapia cognitivo comportamentale e programmi di esercizi personalizzati (PEP), entrambi forniti telefonicamente rispetto alle sole cure abituali farmacologiche. Il campione era di 367 pazienti in cura presso diversi ospedali del Regno Unito ed affetti da una malattia reumatica infiammatoria stabile con un indice clinicamente significativo e persistente di stanchezza cronica. La durata dell’esperienza è stata di 6 mesi e le valutazioni sono state effettuate attraverso due scale, la Chalder Fatigue Scale che valuta la gravità della stanchezza cronica e la Fatigue Severity Scale che valuta l’impatto della stanchezza cronica. I risultati hanno indicato che sia il trattamento con l’approccio CBT e sia gli esercizi personalizzati PEP hanno prodotto e mantenuto una riduzione significativa, sia a livello statistico che clinico, della gravità e dell’impatto della stanchezza cronica in più malattie reumatiche infiammatorie.

Conclusioni

Questi studi sulla sindrome da stanchezza cronica dovuta a malattie reumatologiche infiammatorie evidenziano come sia importante non soltanto un approccio farmacologico, ma la necessità che questo sia integrato con altri approcci come quello della CBT che permettono alla persona di porter ristrutturare i propri pensieri e di conseguenza acquisire nuove modalità per affrontare le difficoltà che comporta una malattia così invalidante.

Questi interventi dovrebbero essere considerati una componente chiave della gestione della malattia reumatica infiammatoria nella pratica clinica, oltre il fatto che possono essere effettuati a distanza, permettendo alla persona con difficoltà di stanchezza cronica di non esporsi ad ulteriore affaticamento per raggiungere la struttura di riferimento, così come descritto nel secondo studio sperimentato nel periodo di restrizione dovuto al Covid- 19 dove il trattamento di CBT e PEP sono stati effettuati telefonicamente con ottimi risultati.

Riferimenti

  • Eva Maria Bachmair, Kathryn Martin, Lorna Aucott, Neeraj Dhaun, Emma Dures, Richard Emsley, Stuart R Gray, Elizabeth Kidd, Vinod Kumar, Karina Lovell, Graeme MacLennan, Paul McNamee, John Norrie, Lorna Paul, Jon Packham, Stuart H Ralston, Stefan Siebert, Alison Wearden, Gary Macfarlane, Neil Basu; LIFT study group (2022). “Remotely delivered cognitive behavioural and personalised exercise interventions for fatigue severity and impact in inflammatory rheumatic diseases (LIFT): a multicentre, randomised, controlled, open-label, parallel-group trial”. Lancet Rheumatol 2022 Jun 27;4(8): 534-545.
  • Sarah Bennett, Celia Almeida, Eva Maria Bachmair, Stuart Gray, Karina Lovell, Lorna Paul, Alison Wearden, Gary Macfarlane, Neil Basu, Emma Dures, (2022). “Therapists’ experiences of remotely delivering cognitive-behavioural or graded-exercise interventions for fatigue: a qualitative evaluation”. Rheumatol Adv Pract 2022 Oct 17;6(3).
  • Sarah Helett, Celia Almeida, Nicola Ambler, Peter Blair, Ernest Choi, Emma Duras, Alison Hammond, William Hollingworth, Bryar Kadir, Giovanni Kirwan , Zoe Plummer, Clive Rook, Giovanna Spina, Nicola Turner, Jonathan Pollock, (2019). “Group cognitive-behavioural programme to reduce the impact of rheumatoid arthritis fatigue: the RAFT RCT with economic and qualitative evaluations”. Health Technol Assess 2019 Oct;23(57):1-130.
  • Sarah Hewlett, Nick Ambler, Celia Almeida, Alena Cliss, Alison Hammond, Karen Kitchen, Bev Knops, Denise Pope, Melissa Spears, Annette Swinkels, Jon Polloc, (2011). “Self-management of fatigue in rheumatoid arthritis: a randomised controlled trial of group cognitive-behavioural therapy”. Ann Rheum Dis. 2011 Jun;70(6):1060-7.
  • S. Hewlett, N. Ambler, C. Almeida, P. S. Blair, E. Choy, E.. Dures, A Hammond, W. Hollingworth, J. Kirwan, Z. Plummer, C. Rooke, J. Thorn, K. Tomkinson, J. Pollock; RAFT Study Team (2015). “Protocol for a randomised controlled trial for Reducing Arthritis Fatigue by clinical Teams (RAFT) using cognitive-behavioural approaches”. BMJ Open. 2015 Aug 6;5(8).
  • Per ulteriori riferimenti [1]: https://www.istitutobeck.com/beck-news/artrite-reumatoide

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