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Uguaglianza di genere nella salute: attenzione sugli uomini

Uguaglianza di genere nella salute

Riconoscere l’uguaglianza tra uomini e donne equivale anche a conoscerne le differenze, siano esse culturali, biologiche, fisiologiche. Infatti, anche se dal punto di vista etico e di diritti civili siamo tutti uguali, dal punto di vista medico le cose sono ben diverse. È per questo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha svolto lo studio The health and well-being of men in the WHO European Region: better health through a gender approach (La salute e il benessere degli uomini nella regione europea dell’Oms: una salute migliore attraverso un approccio di genere).

Questo report offre la possibilità di avere uno sguardo generale sulla situazione epidemiologica degli uomini e analizza diversi fattori oltre al genere, come lo stato socioeconomico, quello culturale e quello ambientale. Grazie a questo studio, inoltre, è possibile capire come le norme e i ruoli di genere influenzano l’accesso e l’offerta di supporto medico e indicano ai governi come migliorare la salute e il benessere degli uomini e, allo stesso tempo, contribuire a raggiungere la parità di genere.

Esistono dei fattori che, più che nelle donne, incidono sulla mortalità degli uomini. In particolare le malattie non trasmissibili, ben l’86% dei decessi degli uomini tra i 30 e i 59 anni di età; ricordiamo che tra queste patologie si inseriscono quelle cardiovascolari, respiratorie, diabete e cancro. Tre quarti di tutte le morti per incidente stradale coinvolgono ragazzi con meno di 25 anni. In Europa, quasi il 20% delle morti è riconducibile al fumo mentre il 23,7% è attribuibile a sostanze quali alcool e droghe. Invece, in Asia cattive abitudini alimentari diminuiscono del 17,2% la durata della vita. Infine, un’altra differenza con le donne è la pressione sanguigna: l’ipertensione è più diffusa nei maschi e sottrae quasi il 15% di anni di vita.

L’impegno verso la parità di genere, che abbiamo accennato prima, è una necessità che ha conseguenze positive anche negli uomini: è sinonimo, infatti, di maggiore ricorso al consulto medico per problemi fisici e psicologici, tassi di mortalità più bassi, rischio di sviluppare depressione dimezzato e minori tassi di suicidio, maggiore benessere percepito e ricorso a sistemi di contraccezione che proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili. Infine, in Paesi che hanno raggiunto la parità di genere o che ci sono molto vicini, si ha una riduzione di morti violente di addirittura il 40% e gli uomini sono e si sentono coinvolti in modelli positivi di cura e salute che riguardano loro in prima persona ma anche gli altri, in un meccanismo virtuoso che previene la violenza di genere contro le donne.

Riferimenti:

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