Una misura dell’omonegatività basata su una tecnica innovativa, con il contributo dell’Istituto Beck

Una misura dell’omonegatività basata su una tecnica innovativa, con il contributo dell’Istituto Beck

Misurare ciò che pensiamo davvero: oltre le scale tradizionali negli atteggiamenti verso la popolazione LGBTQIA+

Quando si cerca di misurare atteggiamenti complessi come l’omonegatività — ossia quelle forme spesso sottili, implicite o ambivalenti di disagio e distanza nei confronti delle persone LGBTQIA+ — i tradizionali questionari basati su scale Likert (ad esempio da 1 a 5) mostrano limiti ben noti. Le risposte possono essere influenzate da automatismi, desiderabilità sociale o interpretazioni soggettive delle categorie di risposta (come “d’accordo” o “molto d’accordo”).

Uno studio recente pubblicato sulla rivista TPM – Testing, Psychometrics, Methodology in Applied Psychology da Giovanni Battista Flebus (Università di Milano-Bicocca) propone un approccio alternativo: una scala “auto-calibrante” che non assegna punteggi a priori, ma consente ai dati empirici di determinare il valore delle diverse modalità di risposta.

Il contributo dell’Istituto Beck

Gli item dello strumento sono stati sviluppati e raffinati sotto la supervisione del prof. Flebus, con il contributo della Dott.ssa Antonella Montano, psicoterapeuta e fondatrice dell’Istituto Beck, da anni impegnata nel lavoro clinico con persone LGBTQIA+. La raccolta dei dati è stata inoltre condotta con il suo supporto.

Questo contributo ha favorito la costruzione di item maggiormente ancorati all’esperienza concreta: non formulazioni astratte, ma situazioni quotidiane in grado di attivare risposte emotive spontanee, credenze implicite e rappresentazioni legate ai ruoli di genere.

Cogliere le sfumature del pregiudizio

Lo strumento sostituisce le tradizionali scale di accordo con scenari a scelta multipla. Ad esempio: “Cosa ti evocano le persone omosessuali?”, con opzioni che spaziano dalla simpatia al disgusto, includendo anche curiosità o indifferenza.

Attraverso l’analisi delle corrispondenze, ciascuna modalità di risposta viene quantificata empiricamente sulla base dei pattern osservati in un ampio campione (oltre 2.000 adulti italiani). In questo modo, il pregiudizio non viene forzato entro categorie rigide, ma emerge lungo un continuum, spesso caratterizzato da sfumature sottili e ambigue.

Risultati principali

I risultati indicano che l’atteggiamento verso l’omosessualità può essere descritto come un costrutto coerente e sostanzialmente unidimensionale. Inoltre, emergono associazioni significative:

una maggiore religiosità risulta associata a livelli più elevati di omonegatività, mentre un più alto livello di istruzione è correlato ad atteggiamenti più inclusivi;
tratti riconducibili all’autoritarismo mostrano una relazione positiva con il pregiudizio verso le minoranze sessuali;
curiosità e interesse verso il tema si associano a livelli più bassi di omonegatività.

Perché è importante

Questo approccio mostra livelli di accuratezza comparabili a quelli degli strumenti tradizionali, ma offre una maggiore flessibilità e una rappresentazione più aderente ai processi reali di pensiero e valutazione.

L’adozione di strumenti di questo tipo consente non solo di misurare il pregiudizio, ma anche di coglierne le configurazioni più sottili. Ed è proprio in queste aree meno esplicite che si aprono le possibilità più rilevanti di comprensione e intervento.

Bibliografia

  • Adorno, T. W., Frenkel-Brunswik, E., Levinson, D. J., & Sanford, R. N. (1950). The authoritarian personality. Harper.
  • Flebus, G. B. (2026). Beyond traditional scales: Developing a self-calibrating measure of homonegativity. TPM – Testing, Psychometrics, Methodology in Applied Psychology, 33(1), 353–364.
  • Herek, G. M. (2000). The psychology of sexual prejudice. Current Directions in Psychological Science, 9, 19–22.
  • Montano, A., & Rubbino, R. (2021). Manuale di psicoterapia per la popolazione LGBTQIA+. Erickson.
  • Morrison, M. A., & Morrison, T. G. (2002). Development of a scale measuring modern prejudice. Journal of Homosexuality, 43(2), 15–37.

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