Violentati due volte: uomini e abuso sessuale

Violentati due volte: uomini e abuso sessuale

uomini e abuso sessuale

Photo by Fernando Cabral on Pexels

Violentati due volte: la discriminazione degli uomini vittime di abuso sessuale

Da sempre gli esseri umani hanno avuto bisogno di semplificare la complessa realtà facendo riferimento a categorizzazioni, stereotipi, scorciatoie cognitive. Se da un lato è possibile ravvisare in ciò l’esigenza di economizzare le risorse mentali, dall’altro non si possono non osservare anche gli effetti dannosi di questo stile cognitivo. Un noto esempio di creazione di dicotomie semplificative, è quello legato all’imposizione dei modelli di genere sessuale. Ancora oggi nascere donna o nascere uomo fa sì che si diventi, senza averlo scelto, depositari di tutta una serie di modelli, schemi di comportamento, gusti, socialmente prestabiliti. Dunque non si è individui liberi di scegliere ma in quanto donna o uomo, è già previsto un “protocollo di vita” al quale doversi uniformare. I condizionamenti, molto radicati nella nostra cultura, agiscono in maniera così profonda, al punto da generare una serie di aspettative sociali, per questo quando si affronta il delicato tema della violenza sessuale, non è infrequente notare come, nell’immaginario comune, l’uomo non venga visto come vittima.

Sei uomo? Non puoi essere vittima

Una delle tante conseguenze che derivano dal mantenimento degli stereotipi di genere, è l’atteggiamento discriminante che la società  assume verso l’uomo vittima di abuso sessuale. Spesso gli uomini oggetto di violenza non sono creduti o non sono ritenuti realmente parte lesa di quello che a tutti gli effetti è un reato, senza distinzione di sesso.

Il fenomeno del victim blaming, (colpevolizzazione della vittima), ovvero la tendenza a criticare ed accanirsi contro chi ha subito reati o ingiustizie, riguarda non solo le donne ma anche gli uomini che sono stati oggetto di violenza sessuale. (Turchik & Edwards, 2012).

L’atteggiamento negazionista che la nostra cultura induce ad assumere verso i reati sessuali ai danni dei maschi (non a caso fu coniato il  termine “sesso forte” che stabilisce l’esistenza di soggetti forti e deboli in base al genere!) colpisce addirittura la giustizia (Javaid, 2017) e ciò porta molti uomini vittime di stupro, a precludersi la preziosa possibilità di ricercare un supporto psicologico; altrettanto scarse sono anche le denunce, per il timore di non essere creduti (aspetto tristemente frequente) o di essere incolpati o stigmatizzati (Hancock et al., 2021; Masho & Alvanzo, 2010).

Una sofferenza solitaria

La carenza di supporto sociale e di strutture preposte ad aiutare le persone di sesso maschile che abbiano subito abusi, induce le vittime stesse a sperimentare pericolosi rimedi autonomi, come ad esempio il ricorso all’abuso di alcol, visto come disperata strategia di coping finalizzata a regolare le dolorose emozioni che la violenza subita ha generato (Rehan et al., 2017). Per quanto riguarda la sintomatologia depressiva, Rutz ha evidenziato come  la nostra cultura contribuisca alla creazione di una “modalità maschile di essere depressi”, connotata da eccessivo consumo di alcol e tentativi di suicidio. Se l’educazione impartita sin dall’infanzia a femmine e maschi non aderisse a degli stereotipi di genere, le differenze nel modo di vivere la sfera emotiva, non sarebbero cosi marcate.

Conclusioni

In una società in cui realmente tutti siano portatori di uguali diritti, è auspicabile non abbiano luogo forme di discriminazione ai danni degli uomini abusati, non è infatti ammissibile concepire l’esistenza di vittime di seria A e vittime di serie B, soprattutto in un’era che a volte, forse con troppo ottimismo, viene ritenuta avanzata.

 

Riferimenti

  • https://www.stateofmind.it/2021/11/victim-blaming-vittime-maschili/
  • Hancock, K.P., Policastro, C., Crittenden, C.A., & Garland, T.S. (2021). Major Blame: Examining Male Rape Myth Acceptance across College Majors. Journal of Criminal Justice Education, 32, (1), 108-125.
  • Javaid, A. (2017). Giving a voice to the voiceless: Police responses to male rape. Policing: A Journal of Policy and Practice, 11, (2), 146-156.
  • Masho, S.W., & Alvanzo, A. (2010). Help-Seeking Behaviors of Men Sexual Assault Survivors. American Journal of Men’s Health, 4, (3), 237-242.
  • Rutz, W., (1996). Prevention of suicide and depression. Nordic Journal of Psychiatry, 50, 61–67.
  • Per saperne di più: https://www.stateofmind.it/2021/11/victim-blaming-vittime-maschili/
  • Turchik, J. A., & Edwards, K. M. (2012). Myths about male rape: A literature review. Psychology of Men & Masculinity, 13, (2), 211-226.

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.

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