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Cena con amici noiosa? Prova a mettere lo smartphone in tasca.

Uso dello smartphone

Uno scenario classico. Un’uscita con amici, si entra in un ristorante, ci si siede al tavolo, si ordina, si fanno selfie, si chiacchiera, si controlla WhatsApp, si mangia, si scatta una foto al piatto e si condivide su Instagram, altre chiacchiere e così via. Siamo ormai abituati alla presenza degli smartphone come co-commensali, li teniamo persino sul tavolo tra posate e bicchieri, pronti per essere afferrati se arriva lo squillo di una notifica o una più discreta vibrazione. Alcuni tolgono educatamente la suoneria, per poi controllare di continuo lo schermo nel caso arrivasse qualche messaggio.

Alcuni ricercatori (Dwyner et al., 2017) hanno creato un setting di studio con queste caratteristiche, chiedendo a più di 300 persone di recarsi a cena fuori con famiglia o amici. Ad alcuni di loro è stato chiesto di non usare il telefono durante il pasto. Dopo sono state somministrate loro alcune domande per registrare il livello di gradimento dell’esperienza.

I risultati dimostrano che i partecipanti che hanno potuto usare il loro smartphone durante la cena riportano di essersi sentiti più distratti, tesi e nervosi e di aver, quindi, gradito meno il tempo passato con gli altri. Uno dei dati più interessati è stata la noia che hanno provato, contrariamente alle aspettative dei ricercatori, che pensavano che lo smartphone avrebbe intrattenuto i partecipanti durante i tempi morti di conversazione.

Poiché gli studiosi volevano verificare questi risultati anche in contesti più quotidiani e random, hanno effettuato una seconda ricerca. Questa volta hanno chiesto ai partecipanti di rispondere a un breve questionario inviato loro via smartphone 5 volte al giorno per una settimana. Le domande del questionario riguardavano come si stavano sentendo in quel momento e cosa stavano facendo nei 15 minuti prima di ricevere il messaggio. Anche i risultati di questo secondo studio riportano che i partecipanti gradivano le interazioni sociali meno se stavano usando il loro telefono, si sentivano più annoiati, distratti e, quindi, meno felici.

I dati che ci portano queste ricerche si riferiscono anche ai più giovani, coloro quindi che hanno a che fare ogni momento con la tecnologia degli smartphone e che quindi sono più abituati ad un multi-tasking sociale, come avere una conversazione con alcuni amici di persona e contemporaneamente inviare un messaggio ad un altro amico. Purtroppo sembra che, invece, questa abilità non sia scevra da effetti negativi. Proprio la qualità delle interazioni sociali, di cui abbiamo tutti bisogno per il nostro benessere psicofisico, è quella che viene intaccata dalla “necessità” di essere connessi al resto del mondo. Seppure gli effetti documentati in queste ricerche sono minimi, si accumulano nella stessa giornata e nel corso del tempo, impoverendo la nostra esperienza nella vita reale.

Sembra dunque vantaggioso, oltre che segno di buona educazione e galateo, mettere da parte lo smartphone quando si sta passando del tempo con le persone care. Sarebbe come vivere secondo i principi della Mindfulness, la pratica di meditazione che ci aiuta a rimanere in contatto con noi stessi nel qui ed ora, perdendo quell’urgenza di controllare cosa stia facendo il resto del mondo. Smetteremo quindi di comportarci come cardiochirurghi in perenne disponibilità di salvare vite e potremo godere appieno del momento presente.

Riferimenti:

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