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La validazione nella terapia dialettico-comportamentale (DBT)

Validazione

Photo by Eneida Hoti on Unspash

La validazione è un aspetto centrale della terapia dialettico comportamentale (DBT). In realtà è un prerequisito fondamentale di tutte le forme di psicoterapia che crea un ambiente ottimale per riflettere su contenuti e processi e stimolare il cambiamento.

Che cos’è la validazione

È una strategia fondata sull’empatia e vuol dire riconoscere il senso, l’autenticità e la saggezza di un’emozione, un pensiero o un comportamento.

Se dovessimo usare una metafora, potremmo dire che è come “trovare la pepita d’oro in un deserto di sabbia”. Validare non è necessariamente andare d’accordo, condividere lo stesso pensiero oppure approvare il comportamento dell’altro. Piuttosto vuol dire comunicare e restituire ad un’altra persona che ciò che sta vivendo non è il risultato di irrazionalità, pazzia, o qualcosa che non dovrebbe essere sperimentato ma che invece ha delle ragioni, ha un senso ed è valido.

Non c’è validazione se la persona non la percepisce come tale.

Marsha Linehan in un articolo del 1997 ha esplorato il concetto esplicitandone caratteristiche distintive e requisiti tecnici. Ha fornito precise indicazioni: cosa, perché, se, quando e come validare.

Nella DBT la validazione è una delle due strategie nucleari che favorisce l’accettazione, il problem solving spinge in direzione del cambiamento.

Il problem solving può essere considerato come le “pillole amare ma efficaci”, la validazione come lo “zucchero che aiuta a mandar giù la pillola”.

La validazione è implicata anche nel processo di cambiamento perché contribuisce a strutturare le condizioni ideali perché questo possa realizzarsi. Consente di essere con il paziente in quel momento, vedere ciò che vede e sentire ciò che sente. La conseguenza è che l’individuo si sente connesso, compreso, riconosciuto, accolto e valorizzato, e sente che il suo vissuto ha un senso (Swenson, 2016).

La validazione è un concetto complesso e la DBT individua sei livelli di validazione.

I primi tre livelli guidano alla comprensione, i livelli quattro e cinque si focalizzano sulla validità. L’ultimo livello fornisce le linee guida per validare un essere umano nella sua interezza.

I sei livelli della validazione implicano:

  • Primo livello: prestare attenzione, ascoltare, essere presenti e vigili alle comunicazioni
  • Secondo livello: rispecchiare senza giudicare, mostrare comprensione di ciò che è stato comunicato esplicitamente
  • Terzo livello: “Leggere nella mente” vuol dire mostrare comprensione di ciò che è stato comunicato a livello implicito
  • Quarto livello: riconoscere ciò che ha valore comunicando la comprensione delle cause (storia personale e biologia)
  • Quinto livello: riconoscere ciò che ha valore comunicando la comprensione delle cause (contesto attuale)
  • Sesto livello: dare prova di uguaglianza, essere genuini e autentici.

Il terapeuta utilizza la validazione per ridurre l’attivazione emotiva, contrastare l’auto-invalidazione e insegnare l’auto-validazione, consolidare il legame terapeutico, aumentare la capacità del paziente di risolvere i problemi e rinforzare i progressi clinici.

Un gruppo di ricercatori ha indagato l’efficacia delle strategie di validazione (Carson-Wong et al. 2018). È stata utilizzata la Validation Level Coding Scale (DBT-VLCS) precedentemente messa a punto dagli stessi ricercatori (2015).

Lo scopo dello studio era di esplorare l’uso dei livelli di validazione da parte di terapeuti DBT ed esaminare la relazione tra livello di validazione e cambiamento nell’emozione del paziente durante le sedute di terapia.

I risultati indicano che esiste una relazione tra aumento della frequenza di alti livelli di validazione e aumento delle emozioni positive e diminuzione delle emozioni negative.

L’aumento della frequenza di bassi livelli di validazione era associato ad una diminuzione delle emozioni positive ma a nessun cambiamento nelle emozioni negative.

Un aumento della frequenza del livello di validazione quattro era associato ad un aumento di emozioni negative. Il livello di validazione sei era associato ad un aumento delle emozioni positive e una diminuzione delle emozioni negative.

Questi risultati suggeriscono che specifiche strategie di validazione possono essere correlate a modificazioni nelle emozioni e hanno implicazioni per l’identificazione di potenziali meccanismi di cambiamento.

Riferimenti

  • Carson-Wong A., Rizvi S.L. (2016). Reliability and validity of the DBT-VLCS: A measure to code validation strategies in dialectical behavior therapy sessions. Psychotherapy Research, volume 26, issue 3.
  • Carson-Wong A., Hughes C.D., Rizvi S.L. (2018). The effect of therapist use of validation strategies on change in client emotion in individual dbt treatment sessions. Personality Disorders: Theory, Research, and Treatment, volume 9, issue 2.
  • Linehan M.M. (1997). Validation and psychotherapy. In Bohart, A., Greenberg, L. (a cura di), Empathy Reconsidered. New Directions in Psychotherapy. American Psychological Association.
  • Swenson C.R. (2018). I principi della DBT in azione. Raffaello Cortina editore

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Daria D’Alia
Psicologa - PsicoterapeutaDocente Istituo A.T. Beck di Roma e Caserta.Ha lavorato per 15 anni nei Servizi Psichiatrici del Lazio.Specializzata nei Disturbi dell’Alimentazione e nelle terapie Mindfulness-Based.Conduce gruppi di Mindful Eating e DBT (Dialectical behavior therapy). 
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