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La vicenda di Scarlett Johansson evidenzia la transfobia di Hollywood?

Vicenda di Scarlett Johansson

Scarlett Johansson, nota attrice americana, è stata scelta per interpretare Dante “Tex” Gill, il personaggio protagonista nel film “Rub & Tug”: la storia ruoterà attorno alla figura di questa persona realmente esistita negli anni ’70 e famosa per le sue attività di prostituzione, evasione fiscale e legami con la mafia nascoste dietro a un salone di massaggi a Pittsburgh. Niente di nuovo, se non che Gill è una persona nata donna che si identificava come uomo, si riferiva a se stessa come uomo e come tale si vestiva. Il necrologio afferma che potrebbe aver cominciato le procedure mediche di cambio di sesso per apparire più mascolina. In termini più vicini a noi cronologicamente, potremmo dire che Dante Gill era una persona transgender e probabilmente transessuale.

Il nocciolo della polemica sarebbe questo: secondo alcuni, i personaggi appartenenti a minoranze (come quelle etniche e sessuali) dovrebbero essere interpretati da attori appartenenti alle stesse minoranze. In parte per la somiglianza dell’attore al personaggio, in parte perché il mondo del cinema, Hollywood in testa, non sembra così sensibile alla rappresentazione di tali minoranze e all’ingaggio di attori, tecnici e altri professionisti che a quelle minoranze appartengono. Avrebbe forse senso veder rappresentato Martin Luther King da un attore bianco truccato a dovere?

Johansson, inoltre, non sarebbe nuova a polemiche sui ruoli scelti che sarebbero dovuti andare ad altri attori, come la protagonista di “Ghost in the shell” che in realtà è asiatica e questo le sta costando un danno di immagine come di attrice che “ruberebbe” i ruoli agli attori appartenenti alle minoranze.

L’attrice avrebbe risposto alle accuse sul suo nuovo film invitando a dire la stessa cosa ad altri attori che hanno lavorato in passato in ruoli di persone transgender e la cui interpretazione è stata acclamata dalla critica ed è valsa loro dei premi: Jeffrey Tambor, Jared Leto and Felicity Huffman. Tuttavia questi tre attori hanno tutti espresso, in un modo o nell’altro, di essere vicini alla causa della rappresentazione di personaggi transgender da parte di attori transgender.

È vero, il compito dell’attore è quello di interpretare i personaggi più disparati, anche lontani dalle loro sembianze, attitudini, storie di vita, ecc. Il fatto che, poi, vengano scelti attori famosi con caratteristiche ben diverse è stato giustificato come una scelta del regista basata su bravura e popolarità: Scarlett Johansson è un nome che attira una certa quantità di spettatori e pubblicità e, dunque, è anche una scelta economica oltre che per l’abilità dell’attrice in sé.

Questa è tuttavia una situazione da “gatto che si morde la coda“. Ci sarebbero tanti attori transgender probabilmente più adatti a interpretare questo ruolo ma, proprio perché poco ingaggiati ad Hollywood, non sono famosi. E, finché si continuerà a non ingaggiarli, non avranno la possibilità di diventarlo.

Il punto è che nell’industria del cinema le cose sembrano ancora andare in un certo, vecchio modo. Ma questo è il momento giusto per parlarne, ora che i riflettori sono puntati su un’altra “minoranza” mal rappresentata dalle varie Hollywood, ovvero le donne.

Benino Argentieri

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