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Violenza domestica psicologica e fisica all’interno della coppia: il ruolo della depressione

Violenza domestica

Photo by Milada Vigerova on Unsplash

Le notizie di cronaca continuano senza sosta a riportare storie di violenza di vario tipo sia nel nostro paese che negli altri. Basta guardare la tv o ascoltare la radio per imbattersi in qualche notizia di minaccia, di violenza fisica, sessuale, in particolare sulle donne da parte del partner (Intimate Patrner Violence, IPV).

La violenza può essere definita l’atto di minacciare, tentare o esercitare azioni che hanno conseguenze fisiche, emotive, mentali o cognitive che interferiscono con il benessere di un’altra persona (HCR-20 Version 3, 2013).

Le conseguenze dell’IPV riguardano non solo quelle fisiche (dalle ferite all’ esito fatale) ma anche quelle psicologiche e relazionali: qualsiasi la natura, hanno tutte un altissimo costo sia individuale che sociale.

Nel corso delle varie ricerche che via via hanno cercato di approfondire questo triste fenomeno, sono state indagate diverse componenti delle relazioni tra IPV e le caratteristiche delle persone coinvolte, come la presenza di sintomi depressivi.

Le ricerche

Uno studio del 2016 (Barros-Gomes et al.) ha evidenziato che minore soddisfazione di coppia e maggiori livelli di IPV (sia fisica che psicologica) sono correlati positivamente alla presenza di sintomi depressivi.

La base teorica su cui poggia la ricerca è la teoria interpersonale della depressione di Coyne, secondo la quale le interazioni sociali tra persone affette da depressione e i loro partner rinforzano e peggiorano reciprocamente i sintomi depressivi. I quali, a loro volta, possono portare a comportamenti comunicativi ostili e irritabilità che contribuiscono a creare reazioni negative. L’escalation che ne risulta potrebbe sfociare nell’uso di violenza fisica come tentativo di cambiare o controllare il vissuto depressivo.

In letteratura, è stato verificato il contributo della depressione nel rischio di relazione vittima-perpetratore di IPV, con la donna che ricopre più spesso il ruolo di vittima.

Un dato interessante che riporta la ricerca, tuttavia, è la presenza di comportamenti violenti verso il partner da parte della persone con i sintomi depressivi, evidenziando come questo fenomeno sia più complesso di quanto si potrebbe pensare.

Uno studio recedente (Brown et al., 2018) ha cercato di approfondire l’argomento esaminando diversi fattori di contesto che potrebbero contribuire ai comportamenti violenti all’interno di una relazione di coppia. Questa ricerca ha coinvolto 129 coppie eterosessuali che, in modalità differenti, avevano cercato supporto per IPV. L’assessment e le batterie di test proposti hanno misurato l’abuso psicologico, quello fisico, i sintomi depressivi e la soddisfazione di coppia.

I risultati di questa ricerca hanno verificato che i livelli di sintomi depressivi (sia negli uomini che nelle donne) sono correlati significativamente con l’uso di IPV di entrambi i partner. Oltre a questo, lo studio ha esaminato il ruolo di moderatore dei sintomi depressivi nella relazione tra IPV psicologica e IPV fisica: quello che ne è emerso è che solamente i sintomi depressivi nella donna creano un contesto fertile per IPV fisica perpetrata da parte loro piuttosto che dal partner ma nel caso in cui la IPV psicologica di quest’ultimo stesse aumentando.

Risultati

Questi risultati confermano, quindi, la teoria di Coyne: i sintomi depressivi di un partner contribuirebbero a creare e mantenere un ambiente fertile per la violenza, in particolare nell’uso della violenza fisica da parte delle donne come risposta all’essere vittime di sempre più intense violenze psicologiche.

La presente ricerca, assieme ad altre, suggerisce la necessità di includere un assessment anche della salute mentale di entrambi i partner nelle coppie che cercano sostegno per problemi di violenza domestica.

Riferimenti

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