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Quando la vittima è un lui

Violenza domestica

Photo by Ayo Ogunseinde on Unsplash

Nonostante i casi di violenza domestica vedano la maggior parte delle volte le donne come vittime, sono in realtà anche molti uomini a subire abusi di tipo emotivo e fisico. Forse non è sbagliato parlare di mondo sommerso ed invisibile, che rimane tale anche per via delle resistenze che ancora oggi molti uomini hanno nel denunciare la violenza da parte delle donne.

Una recente intervista condotta dall’università di Bristol ha approfondito quali fossero gli ostacoli che impedivano alle vittime maschili di chiedere aiuto. Huntley e collaboratori (2019) hanno analizzato 12 ricerche di tipo qualitativo effettuate tra il 2006 e il 2017, che riguardavano l’esperienza di uomini adulti che erano stati oggetto di violenza domestica. Degli studi presi in esame, 6 erano stati condotti nel Regno Unito, 4 negli USA, 1 in Svezia e 1 in Portogallo; 5 studi avevano previsto l’utilizzo di questionari, interviste e focus group, i restanti invece erano di carattere prettamente qualitativo. I dati emersi sono stati sottoposti ad un’analisi di tipo tematico interpretativo che ha permesso di rilevare alcuni temi principali: le difficoltà che le vittime maschili avevano riscontrato nel confessare a qualcuno le violenze subite e chiedere aiuto e la risposta di intervento ricevuta.

In 10 dei 12 studi presi in esame è emerso come l’ostacolo in cui gli uomini si sono imbattuti nel confidare la violenza subita, fosse connesso al timore di non essere creduti o addirittura di essere accusati di essere gli abusanti e non sono mancate inoltre paure legate al rischio di dover abbandonare il nucleo abitativo, o perdere la custodia dei figli. L’adesione ad uno stereotipo di genere (nonostante siamo nel 2019!) che vede anomala la condizione in cui l’uomo sia vittima della donna, è stato un altro dei fattori che ha remato contro la richiesta di aiuto; speculare a tale stereotipo, vi è quello legato alla figura femminile vista come “mite, sensibile, bisognosa” ma non va dimenticato che in realtà la violenza è una modalità disfunzionale di rapportarsi agli altri, che può riguardare entrambi i generi.

Dagli studi condotti da Huntely e colleghi, è emerso poi un altro freno alla richiesta di aiuto da parte degli uomini, ovvero il senso di responsabilità collegato all’aver preso un impegno nella relazione con la partner abusante ed il legame emotivo nei suoi confronti. Molti soggetti hanno inoltre manifestato perplessità e scarsa fiducia rispetto alla possibilità di ottenere una risposta di intervento che risultasse essere risolutiva e spesso mancava l’informazione adeguata rispetto alla presenza di servizi dedicati a vittime di violenza domestica. Il ricorso a strutture specializzate nella presa in carico delle vittime di abusi emotivi e fisici, solitamente avveniva quando gli uomini percepivano l’appoggio di persone care attorno.

I soggetti più penalizzati sono risultati essere gli omosessuali, (vittime dei loro partner uomini) i quali hanno lamentato la scarsa competenza dei professionisti dei centri antiviolenza, rispetto alle problematiche tipiche del mondo omossessuale, pertanto, a loro dire, i trattamenti offerti risultavano avere una matrice di stampo eterosessuale.

In conclusione, le importanti informazioni emerse dalla ricerca di Huntley e colleghi (2019) hanno posto in primo piano l’emergenza di creare strutture adeguate, pronte a rispondere in maniera competente ed efficace alle richieste di aiuto delle vittime maschili eterosessuali ed omosessuali. Una buona campagna di sensibilizzazione rispetto al fenomeno della violenza subita dagli uomini, potrebbe essere un ulteriore elemento da prendere in considerazione, augurandoci non rimanga solo nei sogni l’idea di un mondo in cui le persone eterosessuali e non, possano vivere relazioni affettive appaganti, prive di qualsiasi forma di abuso emotivo e fisico.

 

Riferimenti

  • https://www.stateofmind.it/2019/11/abuso-violenza-vittime-maschili/

Autore/i dell’articolo

Dott.ssa Laura Pascucci - Psicologa - Psicoterapeuta - Istituto Beck
Psicologa, psicoterapeuta, ha maturato esperienza clinica all’interno dei servizi afferenti alla struttura operativa Dipartimento di Salute Mentale della ASL RM/E acquisendo competenza nel trattamento dei disturbi d’ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi di personalità, disturbo bipolare, schizofrenia, disturbo post-traumatico da stress. Collabora come libero professionista all’interno dell’istituto Beck e svolge attività di volontariato per l’associazione Onlus “Il Vaso di Pandora” dedicata alle vittime di eventi traumatici.
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