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When We Rise – U.S.A. 2017

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When We Rise – U.S.A. 2017

Miniserie TV in 8 puntate; trasmessa da ABC e in Italia da SKY.  

Ideata e Scritta da Dustin Lance Black

Diretta da Gus Van Sant, Dee Rees, Thomas Schlamme, Dustin Lance Black

Dustin Lance Black ha vinto un Oscar, nel 2008, per la potentissima sceneggiatura di Milk, il film di Gus Van Sant interpretato da Sean Penn – anche lui premiato con l’Oscar – e dedicato alla vita e tragica morte dell’attivista americano Harvey Milk.

A quasi dieci anni di distanza Black – sempre con la complicità di Van Sant, qui in veste di produttore esecutivo e regista – torna su quella identica scena storica e politica e da vita a una mini-serie televisiva dal titolo esplicitamente evocativo: When We Rise.

Cosa successe in America a partire dal 1969 di Stonewall, quando i violenti scontri fra polizia e gruppi di omosessuali diede il via a una rivolta che cambiò la storia dei diritti civili? Cosa successe a San Francisco negli anni che seguirono quando tutti quelli che avevano subìto e sopportato in silenzio decisero di “alzarsi”, appunto, e far sentire la propria voce?

When We Rise ci racconta, ci ricorda, esattamente questo e lo fa partendo simbolicamente dalla copertina di LIFE, un celebre periodico americano famoso soprattutto per i contenuti di fotogiornalismo che, ogni anno, raccoglieva in un’edizione speciale le foto più significative dei fatti culturali, sociali, storici e soprattutto giornalistici dell’anno stesso. La copertina riportava quell’anno una versione pre-internauta e molto grafica di una raccolta di “tag”, di “parole chiave”: fra le altre Pollution, Nixon, Sinatra, Veterans, Unemployment, Hot Pants e Gay Liberation.

Nel primo episodio della serie tre personaggi entrano in possesso di una copia di quell’edizione e in quel momento, in qualche modo, prendono consapevolezza di un qualcosa di più o meno dormiente nella loro coscienza. Roma Guy, giovane donna del Maine con un innato senso di uguaglianza e giustizia, omosessuale e attivista per i diritti delle donne nella National Organization for Women (NOW), lavora in Africa con la sua compagna Diane. Cleve Jones, nato in Indiana e cresciuto in Arizona, decide di comunicare al padre medico la propria omosessualità e la risposta è quella più in voga all’epoca: elettroshock.  Ken Jones è un marinaio di colore, reduce dal Vietnam, scomodo per la comunità nera in quanto omosessuale, inizialmente emarginato da quella LGBT perché di colore.

Questi tre “diversi”, emarginati dai propri contesti sociali, famigliari o lavorativi leggono in quella edizione di LIFE le tracce del proprio destino, di quella che ardentemente e legittimamente volevano a pieno titolo poter chiamare, appunto, VITA. Confluiscono così tutti  a San Francisco, la capitale dei diritti civili e del nascente movimento LGBT, si conoscono casualmente e le loro vite restano intrecciate nell’arco di molti decenni che hanno fatto la storia.

La serie è strutturata per momenti storici, per anni: dal 1972 – l’anno dell’arrivo a San Francisco e delle prime battaglie – passando per gli anni ’80 e 90′ – dalla morte di Milk alla  scoperta dell’AIDS – fino al nuovo millennio e all’approvazione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.

San Francisco è la casa di un movimento che vide combattere insieme, litigare, dividersi per poi sorreggersi di nuovo, principalmente il movimento LGBT e quello femminista. La serie restituisce – utilizzando il punto di vista della docu-fiction, che affianca momenti di finzione e numerose scene di repertorio – proprio quell’intrecciarsi, intersecarsi, farsi una cosa sola di vita privata e lotta politica, che così radicalmente segnò chi visse quegli anni in prima linea. Le vicende private dei protagonisti, i loro amori, amici, lavoro, salute…tutto si fa politica e militanza.

Pare strano pensare che molte delle parole che campeggiavano sulla copertina di LIFE, nel 1971, siano ancora di attualità oggi: Inquinamento e Disoccupazione sono ancora certamente all’ordine del giorno; gli Hot Pants sono tornati di moda; Nixon e Sinatra sono morti da decenni, certo, e se non si può più parlare di “Liberazione” Gay si deve ancora certamente combattere per i Diritti Gay. Molta strada è ancora da fare, ma molta ne è stata fatta e se oggi possiamo partecipare a matrimoni fra persone dello stesso sesso, se la Rainbow Flag di Gilbert Baker (anche lui citato nella serie) è divenuta un simbolo universale e se, grazie alla diffusione dei farmaci antiretrovirali, di HIV non si muore più come prima (ma ci si ammala ancora troppo…) è grazie anche a questi ragazzi e alle loro storie di vita, alle loro battaglie, al loro coraggio e alla loro determinazione.

Tutto rigorosamente romanzato come per ogni fiction che si rispetti (protagonisti delle parte fiction nomi più che solidi e noti del panorama cinematografico e televisivo hollywoodiana come Whoopy Goldberg e Guy Pearce), ma tutto rigorosamente vero e ispirato alle memorie di Cleve Jones, noto ai più per il personaggio, braccio destro di Harvey,  interpretato da Emile Hirsch in Milk, nonché per aver ideato NAMES: Project AIDS Memorial Quilt, la “coperta dei nomi”,  potente opera d’arte collettiva  – candidata al Nobel per la Pace nel 1989 – dove pannelli di stoffa coi nomi dei morti di AIDS, cuciti fra loro, vanno a formare una sola, enorme, coperta di colori e vite.

LIFE nel1990 faceva nuovamente la storia pubblicando la celebre foto scattata da Therese Frare e raffigurante David Kirby, giovane malato di AIDS accolto fra le braccia dei genitori sul proprio letto di morte. Come una passione caravaggesca la foto divenne simbolo di un cambiamento nell’approccio mediatico alla malattia e con esso nella consapevolezza politica e sociale della stessa.

In occasione di un devastante uragano che colpì gli States nel 2012, l’allora presidente Barack Obama disse:  “We rise or fall together, as one nation, and as one people”.

LIFE ha chiuso per sempre i battenti nel 2007.

Barack Obama non è più il Presidente degli Stati Uniti.

Ma When We Rise va in oda su Sky Cinema 1 dal 2 ottobre, disponibile anche su Box Sets: fatevi un regalo per ricordare cosa succede quando ci si alza insieme tutti, uniti, diversi, uguali, liberi di combattere per quello in cui si crede e per i diritti di tutti.

Margherita Chiti

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