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Quando non c’è luce siamo più tristi: il fenomeno del Winter Blues

Winter Blues

Photo by Aaron Burden on Unsplash

Winter Blues: di cosa si tratta?

Il Seasonal Affective Disorder (SAD), o Disturbo Affettivo Stagionale, viene definito anche “Winter Blues” (letteralmente, “depressione invernale”), comporta un abbassamento del tono dell’umore che sembra verificarsi esclusivamente nei mesi invernali, ed è stato introdotto come diagnosi vera e propria agli inizi degli anni ’90, quando si scoprì che la luce poteva influenzare il sistema circadiano umano, attraverso la soppressione dell’ormone noto come melatonina (Lewy et al., 1980). Questo portò a formulare l’ipotesi che la simulazione della luce solare estiva potesse essere utile nel trattamento dei pazienti che presentavano questa particolare forma di disturbo affettivo ma, anche se l’approccio sembrava funzionare, in realtà rimanevano molte domande senza risposta: qual è la natura patofisiologica del SAD? È dovuto ad una secrezione insufficiente di melatonina durante le ore notturne o piuttosto ad un’alterazione del ritmo circadiano sonno-veglia? E quale meccanismo sta dietro all’efficacia della luce solare nel trattamento del disturbo (Kripke & Welsh, 2015)?

Il ruolo delle stagioni nelle fluttuazioni dell’umore e non solo

È stato provato che le funzioni cognitive del cervello umano sono profondamente influenzate dall’alternarsi delle stagioni, e questo ha generato l’ipotesi che per l’umore valesse lo stesso meccanismo. Inoltre, il variare della lunghezza delle giornate durante l’anno influenza anche la funzione neuroendocrina (Meyer et al., 2016; Wehr, 1998). Inoltre, è stata dimostrata una variabilità anche per quanto riguarda aspetti del funzionamento umano prettamente psicologici, quali umore ed energia, aggressività, performance, sonno, appetito, funzione metabolica, termoregolazione e risposta ormonale agli stimoli (Lacoste and Wirz-Justice, 1989). Per quanto riguarda il sonno, in particolare, si è anche visto che nei pazienti bipolari il passaggio dalla fase depressiva a quella maniacale avveniva in concomitanza ad una notte passata insonne in modo spontaneo e, al contrario, la prescrizione di deprivazione di sonno per una notte svolgeva le funzioni di un antidepressivo (Dallaspezia & Benedetti, 2015). La luce solare, dunque, influenzando il sonno, altera indirettamente anche l’umore.

Light Therapy – la terapia della luce

Alla luce di questi risultati, dunque, la light therapy è stata considerata la terapia d’elezione per il trattamento del SAD. Negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi strumenti allo scopo di realizzare questo tipo di terapia, e alcuni di essi sono stati sottoposti a trial clinici: in particolare, la maggior efficacia è stata riscontrata con le lampade a luce bianca con uno schermo a bassa diffusione che filtra i raggi UV. Inoltre, alcune ricerche recenti hanno dimostrato l’efficacia della light therapy anche per il disturbo depressivo maggiore non stagionale e per il disturbo bipolare, mentre trial di efficacia sono in corso per altre patologie (ad esempio, depressione premestruale e post partum). È quindi evidente il ruolo fondamentale giocato dalla luce solare nella regolazione delle principali funzioni del nostro organismo, motivo per cui sarebbe importante adattare i nostri ambienti domestici e lavorativi a questa necessità (Wirz-Justice, 2018).

 

RIFERIMENTI

  • Dallaspezia, S., Benedetti, F. (2015). Sleep deprivation therapy for depression. Current Topics in Behavioral Neurosciences, 25, 483–502
  • Kripke, D.F., Elliott, J.A., Welsh, D.K., Youngstedt, S.D. (2015). Photoperiodic and circadian bifurcation theories of depression and mania. F1000 Research, 4, 107
  • Lacoste, V., Wirz-Justice, A. (1989). Seasonal variation in normal subjects: an update of variables current in depression research. In: Rosenthal, N.E., Blehar, M.C. (Eds.), Seasonal Affective Disorders and Phototherapy. The Guilford Press, New York, pp. 167–229
  • Lewy, A.J., Wehr, T.A., Goodwin, F.K., Newsome, D.A., Markey, S.P. (1980). Light suppresses melatonin secretion in humans. Science, 210, 1267–1269
  • Meyer, C., Muto, V., Jaspar, M., Kussé, C., Lambot, E., Chellappa, S.L., Degueldre, C., Balteau, E., Luxen, A., Middleton, B., Archer, S.N., Collette, F., Dijk, D.J., Phillips, C., Maquet, P., Vandewalle, G. (2016). Seasonality in human cognitive brain responses. Proceedings of the National Academy of Sciences, 113, 3066–3067
  • Wehr, T.A. (1998). Effect of seasonal changes in daylength on human neuroendocrine function. Hormone Research, 49, 118–124
  • Wirz-Justice, A. (2018). Seasonality in affective disorders. General and Comparative Endocrinology
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