Bullismo, Cyberbullismo e Bullismo Omotransfobico

Bullismo, Cyberbullismo e Bullismo Omotransfobico

Bullismo, Cyberbullismo e Bullismo Omotransfobico

Il Bullismo

Il termine bullismo indica un insieme di comportamenti aggressivi, abusivi, messi in atto per avere potere su una persona. Le azioni prevaricanti vengono agite su soggetti ritenuti più deboli e incapaci di difendersi, i quali cadono spesso in una condizione di sofferenza psicologica, isolamento ed emarginazione. Esso rappresenta un sintomo di disagio, sia per il bullo (colui che mette in atto aggressioni e prevaricazioni), sia per la vittima (colui che subisce e viene perseguitato).

Per parlare di bullismo è necessario che siano presenti 3 condizioni:

  1. Asimmetria: bullo e vittima differiscono per forza fisica e controllo della situazione. Il bullo è in genere più grosso o più forte della vittima, che spesso non è in grado di difendersi
  2. Volontà: c’è l’intenzione da parte del bullo di creare il danno alla vittima
  3. Sistematicità: le prevaricazioni sono protratte nel tempo in maniera continua

Il bullismo è pertanto una patologia relazionale che tiene conto sia degli aspetti della relazione sia dei comportamenti disfunzionali e delle difficoltà psicologiche di entrambi i soggetti. Differisce dai normali conflitti tra coetanei perché il bullo prova piacere nell’insultare, nel picchiare, nel sottomettere la vittima anche se è chiaro che questa sta soffrendo. Manca quindi di compassione. Il bullo ha maggiore potere della vittima sia per l’età, sia spesso per il sesso o per la forza.

Gli atti di bullismo vengono protratti nel tempo andando a ledere l’autostima della vittima, che di per sé è già più vulnerabile alla vittimizzazione a causa delle sue caratteristiche fisiche e psicologiche, ed è più sensibile dei suoi coetanei. La vittima si sente quindi isolata e non in grado né di reagire, né di avere sostegno esterno per la paura di vendette e ritorsioni. Questo la porta ad avere una scarsa opinione di sé, a cercare di evitare la scuola o a divenire a sua volta aggressore.

Quanto è diffuso?

Secondo i dati raccolti nel 2022 dalla  Sorveglianza Health Behaviour in School-aged Children – HBSC Italia  gli atti di bullismo subiti a scuola sono più frequenti nei più piccoli (11 – 13 anni) e nelle ragazze. Il fenomeno del cyberbullismo è in crescita nelle ragazze e nei ragazzi di 11 e 13 anni. Sembra che i due fenomeni decrescono al crescere dell’età. Gli 11enni vittime di bullismo sono il 18,9 % dei ragazzi e il 19,8% delle ragazze; nella fascia di età di 13 anni sono il 14,6% dei maschi e il 17,3% delle femmine; gli adolescenti (15 anni) sono il 9,9% dei ragazzi e il 9,2% delle ragazze. Strettamente correlato al bullismo appare esserci il fenomeno della violenza domestica. I minori esposti a episodi di violenza familiare sono più propensi a esercitare forme attive di bullismo nei confronti dei compagni o a essere vittime di bullismo.

Quanti tipi di bullismo esistono?

Esistono diversi tipi di bullismo, che si dividono principalmente in bullismo diretto e bullismo indiretto.

Il bullismo diretto prevede una relazione diretta tra vittima e bullo e può essere suddiviso in:

bullismo fisico: il bullo colpisce la vittima con colpi, calci, spintoni, sputi o la molesta sessualmente

bullismo verbale: il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi, sgradevoli o minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e scortesie

bullismo psicologico: il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto

cyberbullying o bullismo elettronico: il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite chat o la fotografa/filma in momenti in cui non desidera essere ripreso e poi invia le sue immagini ad altri  o le diffonde sui social per diffamarlo, per minacciarlo o dargli fastidio

Il bullismo indiretto è meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso, e tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.

Quali sono le caratteristiche principali del bullo?

Il bullo si caratterizza per un modello di reazione aggressiva associato alla forza fisica che si manifesta nei seguenti modi:

  • prende in giro in maniera pesante, minaccia, aggredisce, cerca di sottomettere, danneggia le cose di altri più deboli e indifesi, ripetutamente
  • è facilmente irritabile, impulsivo e tollera male la frustrazione. Tende a non rispettare le regole ed è manipolativo – ha il bisogno di dominare l’altro con la prepotenza
  • è poco empatico e manca di compassione – con gli adulti è spesso oppositivo
  • ha un’opinione di sé positiva e la sua autostima è nella media
  • precocemente prende parte ad atti di vandalismo, furto e comportamenti antisociali – ricerca l’aggregazione in “cattive compagnie”
  • il rendimento scolastico è nella media alle elementari ma tende a peggiorare alle medie – non raro il rifiuto della scuola
  • la rabbia e l’aggressività sono il modo in cui generalmente risolve tutte le situazioni

Quali sono le caratteristiche della vittima di bullismo?

La vittima si caratterizza per un modello di reazione ansioso o sottomesso associato alla debolezza fisica. Le vittime presentano spesso facilità al pianto, sono timide e introverse, insicure e passive, sono spesso in ansia e non hanno una buona stima di sé.

Gli indici per riconoscere una possibile vittima potrebbero essere i seguenti:

A scuola:

  • è spesso preso in giro, minacciato, oggetto di beffe e derisioni, sottomesso, isolato dal resto della classe
  • appare indifeso e non in grado di reagire in maniera efficace – tende a giustificare eventuali segni di aggressioni fisiche come incidenti naturali
  • è ansioso, insicuro, timoroso di parlare di fronte ai compagni
  • il rendimento scolastico peggiora nel tempo

A casa:

  • ha pochi amici e tendenzialmente non porta a casa compagni di classe e coetanei
  • lamenta sintomi fisici come mal di testa e mal di pancia per non andare a scuola
  • cerca di evitare di incontrare i propri compagni nel tragitto tra casa e scuola
  • dorme male e ha incubi
  • perde interesse nelle attività scolastiche e nello studio – che si riflette poi sul rendimento
  • è spesso triste e depresso, ha sbalzi d’umore, ha scatti d’ira ed è facilmente irritabile
  • chiede o ruba oggetti e denaro per assecondare i bulli
  • tende a ricercare la compagnia degli adulti invece che quella dei coetanei

Esiste una seconda variante di vittima, la “vittima provocatrice” che, oltre alle caratteristiche sopra descritte, appare come un bambino irrequieto e goffo, con reazioni miste di tipo sia ansioso sia aggressivo, ma comunque poco efficaci, e che ha sviluppato modi di fare irritanti sia per i compagni sia spesso anche per gli adulti.

Quali sono i fattori di rischio alla base del bullismo?

Nel fenomeno del bullismo intervengo fattori di rischio (caratteristiche personali e ambientali che favoriscono lo sviluppo della patologia) di natura psicologica, familiare e relazionale.

Fattori di rischio psicologici

per la vittima: eccessiva prudenza e insicurezza, incapacità di affermare se stessi, accentuata sensibilità e bassa autostima (che peggiora con il protrarsi delle ingerenze), debolezza fisica e atteggiamento negativo verso la violenza che viene interpretato come incapacità di difendersi dalle offese ricevute

per il bullo: bisogno di dominio e potere, ostilità verso l’ambiente, sensibilità al “prestigio” ottenuto dalle prepotenze, mancanza di empatia e compassione, non adeguato riconoscimento delle emozioni altrui, tendenza alla deresponsabilizzazione per i propri gesti

Fattori di rischio familiari

Nelle famiglie delle vittime c’è la tendenza all’iper-protezione e a relazioni di tipo ansioso e controllante. Nella famiglie dei bulli, lo stile educativo è spesso troppo permissivo o coercitivo e le regole poco strutturate e incoerenti. In alcuni casi la violenza e l’aggressività sono una caratteristica delle interazioni familiari.

Fattori di rischio relazionali

La caratteristica del bullismo è il cronicizzarsi di certe dinamiche all’interno del gruppo, dove alcuni ricoprono sempre il ruolo di vittime e altri sempre il ruolo di bulli.

Il bullo non agisce mai quando è solo, ma sempre di fronte ad altri compagni, i quali raramente prendono le difese della vittima, sia per paura di ritorsioni da parte del bullo, sia perché la vittima è spesso impopolare; altre volte perché “non ci si immischia in faccende che non ci riguardano”.

Il silenzio-assenso e il mancato intervento da parte del gruppo legittima i bulli a continuare con i maltrattamenti e spinge altri ad imitarli e a sviluppare atteggiamenti simili o a sostenere i bulli.

In cosa consiste il trattamento?

L’intervento in caso di bullismo, prevede un trattamento non solo per il bullo, ma anche per la vittima.

Il trattamento cognitivo comportamentale mira nella vittima a:

  • favorire l’acquisizione e lo sviluppo di un maggior senso di sicurezza, di autostima e autoefficacia
  • migliorare il proprio senso di adeguatezza e favorire l’accettazione di sé come persona gradita e accettata dai compagni
  • migliorare il proprio modo di relazionarsi e apprendere uno stile di comunicazione assertiva attraverso il training per le abilità sociali

Il trattamento cognitivo comportamentale mira nel bullo a:

  • far acquisire la capacità di mettere in atto comportamenti prosociali e socialmente accettabili, riducendo le risposte aggressive e utilizzando un modello comunicativo assertivo
  • favorire il riconoscimento degli stati emotivi dell’altro
  • sviluppare un senso di empatia e compassione

L’intervento a livello scolastico prevede 3 livelli:

  1. a livello di scuola – raccolta di dati, formulazione di un piano condiviso e impegno collettivo, predisposizione di spazi controllabili per prevenire azioni di bullismo, comunicazione efficace scuola/famiglia
  2. a livello di classe – definizione di regole e sanzioni condivise sul bullismo, incontri di discussione, sviluppo dell’apprendimento cooperativo attraverso la costituzione di gruppi di lavoro, stimolazione di attività positive in comune, incontri scuola/genitori/alunni
  3. a livello individuale – colloqui sia con le vittime, sia con i bulli e promozione di comportamenti adeguati, colloqui con i genitori delle persone designate per favorire la collaborazione, gruppi misti di discussione guidata tra genitori di vittime e bulli

Cyberbullismo

Dalla lingua inglese “cyber bullying”, questo termine indica il “bullismo elettronico” o “bullismo in internet”, caratterizzato da azioni moleste e diffamatorie messe in atto utilizzando la posta elettronica, i siti web, le chat, i blogs, social su qualsiasi tipo di dispositivo elettronico.

Come il bullismo, è volto a ferire e danneggiare un singolo o un gruppo, è intenzionale, può anche costituire un crimine informatico.

Nella fascia di età 11 anni risultano vittime di cyberbullismo il 17.2% dei maschi e il 21,1% delle femmine; i 13enni coinvolti sono il 12,9% dei ragazzi e il 18,4% delle ragazze; gli adolescenti di 15 anni sono il 9,2% dei maschi e l’11,4% delle femmine.

La scelta del bullismo elettronico, come tecnica di vittimizzazione rispetto al bullismo “tradizionale” (dove offese e soprusi sono perpetrati verbalmente o fisicamente), aumenta con il passaggio alle scuole medie e al liceo.

Bullismo omotransfobico

Il bullismo omotransfobico è un tipo di bullismo che basa le sue vessazioni sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere della vittima. Coinvolge comportamenti aggressivi, intimidatori o discriminatori mirati contro individui che sono percepiti come non conformi alle norme di genere o sessualità prevalenti (eterosessismo).

Il bullismo omotransfobico supera quello «tradizionale» dell’80%. Esistono differenti comportamenti con cui il bullismo legato all’orientamento sessuale o all’identità di genere si manifesta. Il più frequente è l’intimidazione verbale: insultare qualcuno, chiamare con nomignoli, usare epiteti oppure prendere in giro per atteggiamenti ritenuti troppo effeminati o troppo mascolini. Il bullismo verbale può avvenire anche tramite i social o con audio messaggi. Purtroppo è diffusa anche una forma fisica di bullismo con azioni aggressive di diverse entità: dagli spintoni ai pugni e calci, fino alle umiliazioni a sfondo sessuale. Sono anche frequenti danni alla proprietà come la deturpazione del materiale scolastico, ma anche rubare, sputare fino ad arrivare a minacciare con un’arma. Vi sono infine anche forme meno esplicite di bullismo come per esempio l’esclusione da un gruppo, l’isolamento, il far sentire a disagio o diffondere pettegolezzi sull’orientamento sessuale del soggetto magari tramite scritte alla lavagna, messaggi sulla chat di classe o bigliettini che girano tra i banchi. Se poi si fa riferimento al cyberbullismo omostransfobico, le ricerche dimostrano che la popolazione di ragazzi LGBTQIA+ ne è due volte di più soggetta rispetto alla popolazione eterosessuale (Kessel et al., 2012 in Montano et Rubbino, 2021).

Spesso il bullismo omotransfobico non si rivolge solo agli studenti ma prende di mira anche le famiglie, quando i genitori o altri familiari si dichiarano apertamente omosessuali. Spesso la vittima non ha il coraggio di denunciare i suoi aggressori, non solo per la classica paura della ritorsione ma anche per evitare di mettere ancora di più al centro dell’attenzione l’omosessualità dei propri genitori.

La scuola è un posto dove di frequente si manifesta il bullismo omotransfobico. L’ultimo report dell’Unione Europea (FRA 2020) evidenzia che solo il 20% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni si sente al sicuro e protetto nell’ambiente scolastico. Gli studenti LGBTQIA+ possono essere soggetti a molestie da parte dei loro coetanei, mentre alcuni educatori possono anche perpetuare atteggiamenti discriminatori o ignorare il problema e questo ha un enorme impatto sul comportamento dei ragazzi. Un recente studio, infatti, che ha preso in esame 1296 studenti provenienti da 22 scuole superiori sparse su tutto il territorio nazionale, ha dimostrato che gli studenti più propensi a intervenire contro gli insulti omotransfobici dentro e fuori la propria classe sono quelli che hanno visto i loro insegnanti farlo.

Gli interventi efficaci per affrontare il bullismo omotransfobico includono la formazione degli insegnanti sulla diversità e l’inclusione, l’implementazione di politiche anti-bullismo, il supporto psicologico per le vittime e la promozione di una cultura scolastica rispettosa e accogliente per tutti gli studenti. Il bullismo omotransfobico non solo danneggia direttamente le sue vittime, ma crea anche un clima sociale in cui l’omotransfobia e la discriminazione sono normalizzate. Combatte questo fenomeno richiede un impegno collettivo per promuovere l’uguaglianza, il rispetto e la tolleranza.

Bibliografia e Sitografia

  • Earnshaw, V. A., Reisner, S. L., Menino, D., Poteat, V. P., Bogart, L. M., Barnes, T. N., & Schuster, M.A. (2018). Stigma-Based Bullying Interventions: A Systematic Review. Developmental review : DR, 48,178–200.
  • Gower, A. L., Rider, G. N., McMorris, B. J., & Eisenberg, M. E. (2018). Bullying Victimization among LGBTQ Youth: Current and Future Directions. Current sexual health reports, 10(4), 246–254.
  • Ioverno, S., Nappa, M. R., Russell, S. T., & Baiocco, R. (2022). Student Intervention Against Homophobic Name-Calling: The Role of Peers, Teachers, and Inclusive Curricula. Journal of interpersonal violence, 37(21-22), NP19549–NP19575. https://doi.org/10.1177/08862605211042817
  • Pietrantoni L. et  Prati G. (2011). Bullismo e omofobia. Autonomie locali e servizi sociali. 7. 67-79.
  • Montano A. et Rubbino R. (2021). Manuale di Psicoterapia per la popolazione LGBTQIA+. Aspetti socio-culturali, modelli teorici e protocolli di intervento. Edizioni Erickson
  • https://www.salute.gov.it/portale/saluteBambinoAdolescente/dettaglioContenutiSaluteBambinoAdolescente.jsp?lingua=italiano&id=4469&area=saluteBambino&menu=vuoto 
  • https://www.epicentro.iss.it/hbsc/indagine-2022-nazionali-convegno-8-febbraio-2023 
  • https://www.browardschools.com/cms/lib/FL01803656/Centricity/Domain/13726/bullying-cyberbullying-sexual-orientation-lgbtq.pdf
  • https://fra.europa.eu/en/publication/2020/eu-lgbti-survey-results

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