Prevenire la ricaduta della depressione

Prevenire la ricaduta della depressione

Prevenire la ricaduta

La depressione è spesso una condizione cronica che presenta delle ricadute che, anche se lievi, interferiscono con le normali attività quotidiane e impediscono alla persona di apprezzare la vita e goderla pienamente.

Ma perché la depressione ricompare?

Quando le persone, per qualsiasi motivo, cominciano a pensare in modo più negativo, in maniera costante e prolungata, la depressione può ritornare. Dopo ripetuti episodi depressivi, si formano forti associazioni e questo fa sì che anche un piccolo stimolo scatenante, come un normale calo dell’umore, possa essere interpretato negativamente e diventare, quindi, un punto iniziale critico per la ricaduta della depressione.

Da questo punto critico si innesca una spirale del pensiero ruminativo negativo che può condurre progressivamente a un senso di disperazione. Il sentirsi senza speranza porta poi al ritiro sociale e all’evitamento di un numero sempre maggiore di situazioni. Una volta che i vecchi pensieri sono attivati, spesso in maniera inconsapevole, risulta difficile svincolarsi dal circolo vizioso che innesca un nuovo episodio depressivo, perché è spesso frutto di una reazione istintuale, proprio come lo è il divincolarsi dalle sabbie mobili (Segal, Williams & Teasdale, 2013).

È di enorme importanza ricordare che, anche quando le persone si sentono bene, il collegamento tra l’umore negativo e i pensieri negativi resta pronto per essere riattivato. Questo implica, pertanto, che per modificare il proprio atteggiamento rispetto alla depressione è necessario apprendere le strategie per impedire che, attraverso la ruminazione, si finisca nuovamente in una spirale fuori controllo, anche a partire da un lieve calo del tono dell’umore, che alle volte è semplicemente fisiologico.

Mindfulness-Based Cognitive Therapy

Per prevenire la ricaduta della depressione possiamo utilizzare il protocollo Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT), la cui efficacia è riconosciuta non solo dalla corposa letteratura scientifica, ma anche dal National Institute for Clinical and Health Excellence (NICE) anglosassone, il cui scopo è aiutare i pazienti a diventare più consapevoli e in grado di accettare il presente così come è, a entrare in contatto con i cambiamenti della mente e del corpo momento dopo momento.

Ad affiancare il protocollo MBCT per la prevenzione della ricaduta troviamo il Compassionate Mind Training (CMT), che rappresenta il cuore della Compassion Focused Therapy (CFT), che ha lo scopo di favorire nel paziente la costruzione di una parte interna non giudicante, bensì accudente e compassionevole, capace di esprimere le emozioni, leggendole adeguatamente e regolandole.

L’obiettivo della Compassion Focused Therapy (CFT) non è cambiare ciò che una persona sente (sentirsi bene), ma il modo in cui si relaziona a ciò che sente (sentire bene), imparando a tollerare le proprie emozioni negative e a stare con la propria sofferenza, accarezzandosi.

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