I disturbi d’ansia in età evolutiva

I disturbi d’ansia in età evolutiva

Introduzione

I disturbi d’ansia in età evolutiva condividono caratteristiche di paura e ansia eccessive che interferiscono significativamente con il funzionamento quotidiano del  bambino o  dell’ adolescente.

La paura è la risposta emotiva a una minaccia imminente, reale o percepita, mentre l’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura. A volte, il livello di paura o ansia viene ridotto dall’evitamento di ciò che spaventa il bambino o l’adolescente.

E’ utile sottolineare che provare ansia è fisiologico e spesso anche utile nel compimento dei nostri scopi (ad esempio, l’adolescente che prova un’ansia moderata prima di un compito in classe, probabilmente manterrà una concentrazione maggiore durante l’esecuzione della prova). Inoltre è noto che, durante la crescita, il timore per alcuni oggetti o situazioni è parte di quello specifico stadio di sviluppo (per esempio, la paura di essere lasciati soli alle prime esperienze tra pari a scuola).

Tuttavia, in alcuni casi, i livelli di ansia e paura raggiungono un picco di intensità preoccupanti che, se perdurano per un determinato periodo di tempo (in genere 6 mesi o più ma in alcuni casi per un tempo più breve), sfociano in un disturbo d’ansia, degno di attenzione clinica.

In che modo e a che età i bambini sviluppano disturbi d’ansia

Imparare la gestione dell’ansia è fondamentale per evitare che essa evolva in un disturbo.

Insegnare ai bambini come riconoscere e gestire le proprie emozioni può costruire una base solida per la resilienza e il benessere a lungo termine.

Gli adulti di riferimento del bambino giocano un ruolo essenziale nell’insegnamento della gestione dell’ansia.

Sostenere il bambino nel riconoscimento e nella capacità di nominare le proprie emozioni, favorisce la competenza cruciale di saper regolare l’emozione provata in un dato momento.

Gli studi inoltre hanno dimostrato che i genitori che adottano uno stile educativo sensibile e attento, tendono ad avere bambini con migliori capacità di regolazione dell’ansia.

Al contrario, un bambino con genitori ansiosi, ad esempio, può ereditare una tendenza biologica all’ansia che è ulteriormente rinforzata da modelli di comportamento appresi.

Inoltre, il gioco è un’attività fondamentale attraverso cui i bambini esplorano il mondo e imparano a gestire l’ansia. Attraverso il gioco simbolico, per esempio, i bambini possono recitare scenari che li spaventano, acquisendo così una maggiore sensazione di controllo e comprensione.

Per quanto riguarda i contesti educativi, programmi di educazione sociale ed emotiva nelle scuole sono stati collegati a una migliore gestione dell’ansia. Tali programmi insegnano ai bambini a identificare le loro emozioni, sviluppare l’empatia e ad applicare abilità di problem-solving in situazioni stressanti.

L’età di insorgenza può essere molto precoce. Secondo uno studio longitudinale condotto da Rossi et al. (2022), i bambini possono mostrare sintomi iniziali di ansia già intorno ai tre anni, con una manifestazione più chiara e distintiva spesso osservabile intorno ai sei anni, quando iniziano la scolarizzazione formale. Inoltre i dati indicano che i disturbi d’ansia si manifestano più frequentemente nelle bambine che nei bambini.

Cosa succede quando il bambino presenta disturbi d’ansia

Non sempre il bambino riesce a fronteggiare efficacemente i suoi stati d’ansia. In alcuni casi i livelli di paura o di ansia sono sproporzionatamente elevati rispetto al contesto (es. paura per la scuola) o rispetto al grado di sviluppo (es. paura del buio in un ragazzo di 12 anni).

Quando le emozioni e i comportamenti compromettono il funzionamento di vita quotidiana del ragazzo o del bambino, è necessario un intervento.

A livello sociale, questi bambini possono avere difficoltà a fare amicizia e a partecipare a attività di gruppo, il che può alimentare un ciclo di isolamento e ansia aumentata.

In ambito scolastico, i bambini che lottano con la regolazione dell’ansia possono mostrare un decremento delle prestazioni. L’ansia cronica può influenzare la concentrazione, la memoria e l’apprendimento, portando a risultati scolastici inferiori.

La ricerca ha anche evidenziato che una cattiva regolazione dell’ansia può avere ripercussioni sulla salute fisica dei bambini. Il costante stato di allerta può comportare affaticamento, disturbi del sonno e problemi somatici come mal di testa o disturbi gastrointestinali.

Gli studi evidenziano inoltre difficoltà nella regolazione dell’ansia quando:

  1. É presente una forte sensibilità e reattività a stimoli che altri potrebbero considerare non minacciosi. I bambini con alta sensibilità sono più propensi a interpretare situazioni ambigue come potenzialmente pericolose, innescando così una risposta ansiosa
  2. É presente un’inibizione comportamentale. I bambini che mostrano una tendenza naturale ad evitare persone o situazioni non familiari possono essere a rischio maggiore di sviluppare ansia sociale in seguito nella vita

Fattori di rischio dei disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia rappresentano la patologia psichiatrica più comune in età evolutiva.

Ma come si sviluppano i disturbi d’ansia? La ricerca evidenzia che le cause sono da ricondurre sia alla genetica che all’ambiente di inserimento del bambino. Tra esse:

  • L’iperattività dei circuiti cerebrali legati alla paura
  • Un’alta emozionalità negativa (vulnerabilità genetica a sviluppare un disturbo d’ansia e sensibilità alle emozioni negative)
  • Genitori ansiosi
  • Esposizione ad eventi traumatici
  • Stile genitoriale iperprotettivo e/o distaccato
  • Stile di attaccamento insicuro e ambivalente tra bambino e adulto di riferimento
  • Conflitti all’interno del contesto familiare

Quali sono i disturbi d’ansia

I disturbi d’ansia differiscono l’uno dall’altro per la tipologia di oggetti o situazioni che inducono paura, ansia o comportamento di evitamento e per le capacità cognitive associate. Pertanto, sebbene i diversi disturbi d’ansia tendano a coesistere tra loro, possono essere differenziati da uno specialista mediante un attento esame dei tipi di situazioni temute o evitate e del contenuto dei pensieri o delle credenze associate.

I disturbi d’ansia più comuni in età evolutiva sono:

  • Mutismo Selettivo
  • Ansia da separazione
  • Ansia sociale
  • Disturbo D’Ansia Generalizzata
  • Fobia Specifica

Inoltre in adolescenza è possibile che si riscontri la presenza del disturbo di panico, mentre le ricerche attestano solo un esiguo numero di casi nell’infanzia. Gli adolescenti sembrano comunque essere meno preoccupati rispetto agli adulti circa la possibilità di ulteriori attacchi di panico ma meno propensi a parlarne apertamente.

Cosa fare

La letteratura scientifica evidenzia l’importanza di come un’ansia non gestita possa compromettere le attività quotidiane del bambino, la sua interazione sociale e il suo rendimento scolastico, nonché il suo benessere. Nonostante l’individuazione dei disturbi d’ansia possa talvolta non essere subito chiara ai genitori o agli altri adulti che si prendono cura del minore, è necessario attivare interventi tempestivi. Il trattamento cognitivo comportamentale dei disturbi d’ansia vede nella valutazione psicologica il suo primo passo. Ogni intervento viene successivamente pianificato diversamente a seconda del disturbo presentato e in base alle caratteristiche specifiche del bambino e del contesto in cui vive. In generale l’intervento cognitivo comportamentale per i disturbi d’ansia in età evolutiva si basa su diverse strategie volte a ridurre i sintomi di ansia e aiutare il bambino o l’adolescente a gestire meglio le proprie emozioni e a ridurre i comportamenti disfunzionali come, per esempio, le condotte di evitamento. Ecco alcuni elementi comuni nel trattamento per i disturbi d’ansia in età evolutiva:

  • Psicoeducazione al disturbo: aiutare il minore a comprendere cosa sia l’ansia, che cosa può scatenarla e come si manifesta. Si descriverà anche in cosa consisterà il trattamento e su cosa ci si allenerà insieme
  • Identificazione e messa in discussione degli errori di pensiero: il bambino/ragazzo imparerà a riconoscere i pensieri negativi o catastrofici che alimentano l’ansia e a sostituirli con pensieri più realistici e funzionali
  • Consapevolezza delle emozioni e delle sensazioni corporee: insegnare al bambino/ragazzo a riconoscere le emozioni che prova e i segnali fisici associati come il battito accelerato del cuore, la sudorazione o il respiro affannoso
  • Tecniche di rilassamento: insegnare tecniche di rilassamento, come la respirazione profonda, il rilassamento per immagini o il rilassamento muscolare progressivo, per contrastare la tensione corporea associata all’ansia
  • Esposizione graduale: gradualmente esporre il minore alle situazioni o agli oggetti che scatenano l’ansia, aiutandolo a imparare a gestire la paura e a rendersi conto che le sue paure non sono così minacciose come credeva
  • Strategie di Problem Solving: insegnare specifiche abilità per affrontare situazioni stressanti o preoccupazioni quotidiane in modo più efficace
  • Promozione di abilità sociali: aiutare il minore a sviluppare abilità sociali per affrontare meglio le situazioni interpersonali che possono suscitare ansia e costruire relazioni più positive con gli altri
  • Mindfulness: l’utilizzo delle meditazioni di consapevolezza potenzieranno la capacità di interrompere la spirale dei pensieri legati all’ansia e di centrarsi sul momento attuale, riducendo l’ipervigilanza e il disagio
  • Coinvolgimento dei genitori: è necessario coinvolgere attivamente i genitori nel processo terapeutico, offrendo loro supporto e istruzioni su come sostenere il figlio nella gestione dell’ansia. Inoltre il lavoro terapeutico ha l’obiettivo di eliminare tutte quelle condotte disfunzionali che possono fungere da fattore di mantenimento al disturbo stesso

Trattamento del DAG

Il trattamento d’elezione per il disturbo d’ansia generalizzata è la Terapia Cognitivo-Comportamentale. Durante questo percorso, il supporto e la collaborazione attiva dei genitori sono elementi fondamentali, in grado di influire sui risultati ottenuti. Il loro coinvolgimento varia in base all’età del bambino o dei ragazzi.

La terapia con i bambini/adolescenti si avvale di diversi strumenti che, una volta appresi e utilizzati con regolarità, favoriscono il superamento del disturbo d’ansia generalizzata ed evitano che si ripresenti in futuro. I più comuni sono:

  • Psicoeducazione al disturbo: aiutare il minore a comprendere cosa sia l’ansia ed in particolare l’ansia generalizzata, che cosa può scatenarla e come si manifesta. Si descriverà anche in cosa consisterà il trattamento e su cosa ci si allenerà insieme
  • L’individuazione e la modificazione dei pensieri disfunzionali: ai bambini o ai ragazzi viene insegnato ad individuare i pensieri disfunzionali legati agli eventi temuti. Successivamente gli si insegnerà a valutare le situazioni con maggiore oggettività, in modo da poterle affrontare con pensieri più funzionali e realistici
  • L’esposizione: questa tecnica consiste nel provare gradualmente ad affrontare le situazioni temute, allo scopo di permettere al bambino o all’adolescente di verificare che non comportano un reale pericolo. Imparerà così che affrontare e gestire l’ansia è possibile
  • Il rinforzo: ogni comportamento avuto dal bambino, a casa, a scuola o in terapia e che si avvicina all’obiettivo prefissato, verrà premiato al fine di renderne più probabile la ricomparsa
  • Il modellamento: si basa sull’utilizzo dell’adulto come modello funzionale di comportamento nell’affrontare le situazioni temute
  • Le tecniche di rilassamento: secondo le preferenze e le caratteristiche dei singoli bambini o adolescenti, possono essere utilizzate diverse tecniche di rilassamento tra cui il rilassamento muscolare progressivo, la respirazione diaframmatica, o il rilassamento per immagini
  • La Mindfulness: la letteratura scientifica supporta inoltre l’efficacia dell’utilizzo della Mindfulness nei disturbi d’ansia in età evolutiva: essere consapevoli del momento presente, infatti, non solo permette di interrompere il ciclo di pensieri negativi, su possibili eventi minacciosi e futuri, che creano ansia, ma anche di sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie emozioni e sensazioni fisiche.
  • La costruzione della resilienza: viene insegnato ai bambini e ai ragazzi che, pur non potendo controllare gli eventi, è possibile modificare l’impatto che essi hanno su di loro. L’utilizzo delle tecniche apprese durante la terapia permetterà di affrontare i momenti di difficoltà, superarli e trarre degli insegnamenti utili per il futuro
  • Il parent training: il coinvolgimento dei genitori nella terapia con i minori è di fondamentale importanza. Il terapeuta insegnerà come rispondere alle richieste e ai comportamenti dei bambini o dei ragazzi, in modo da non rinforzare le loro preoccupazioni e di conseguenza il disturbo

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association.
  • Bunge L.E., Mandil J., Consoli A.J., Gomar M. (2017) CBT Strategies for Anxious and Depressed Children and Adolescents: A Clinician’s Toolkit. Guilford Press London
  • Friedberg R.D., McClure J.M., Hillwing Garcia J. (2014). Cognitive Therapy Techniques for Children and Adolescents. Tools for enhancing Practice- Guilford Press London
  • Lee, K., et al. (2023). Risk Factors for Childhood Anxiety: Understanding the Role of Brain Circuitry. Child and Adolescent Psychiatry, 12(1), 99-110
  • Rossi, G., et al. (2022). Onset of Anxiety Symptoms in Early Childhood: A Longitudinal Study. Developmental Psychology, 58(2), 345-356.
  • Smith, J. & Jones, M. (2021). Early Signs of Anxiety Disorders in Preschool Children: A CBT Perspective. Journal of Child Psychology, 62(3), 275-289.

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