Il Disturbo Bipolare (DB) in età evolutiva

Il Disturbo Bipolare (DB) in età evolutiva

Il Disturbo Bipolare (DB) in età evolutiva

Che cos’è il Disturbo Bipolare?

Il Disturbo Bipolare (DB) è generalmente riconosciuto come una patologia che interessa l’età adulta, e che si caratterizza per periodi alternati di umore depresso ed euforico (“mania”), che possono presentarsi con diversi livelli di intensità. Tuttavia, in tempi recenti (le prime linee guida in merito risalgono al 2009) si è ipotizzato che la condizione possa essere rilevata anche in età evolutiva, anche se con alcune differenze sostanziali: nei bambini, infatti, possono non verificarsi fasi maniacali come negli adulti, ma piuttosto momenti prolungati di intensa disforia, instabilità emotiva e irritabilità, che vanno ad alternarsi a periodi di depressione e profonda tristezza. Gli episodi possono presentarsi anche svariate volte al giorno (cicli rapidi e ultra rapidi), rendendo estremamente difficile gestire la quotidianità, sia per il bambino sia per chi se ne prende cura. Questi aspetti vanno a influenzare negativamente anche l’ambito scolastico e della socializzazione, facendo sì che il disturbo ostacoli in modo anche molto significativo la vita del bambino o del ragazzo.

Caratteristiche e sintomi del Disturbo Bipolare

Tendenzialmente il disturbo emerge in modo graduale, e inizialmente il bambino mostra irritabilità e oppositività. I sintomi che di solito si osservano prima sono di tipo depressivo:

  • Tristezza frequente e improvvisa
  • Aumentata rabbia, irritabilità o ostilità
  • Frequenti lamentele fisiche (per esempio, mal di testa, mal di stomaco)
  • Incremento delle ore di sonno
  • Difficoltà di concentrazione
  • Mancanza di speranza e sensazione di inadeguatezza
  • Difficoltà a comunicare o a mantenere le relazioni
  • Modifiche nelle abitudini alimentari
  • Bassi livelli di energia e mancanza di interesse verso attività che in passato erano apprezzate
  • Pensieri di morte o ideazione suicidaria

 Per quanto riguarda il corrispondente dell’episodio maniacale nell’adulto, invece, nei bambini e nei ragazzi di solito emergono:

  • Felicità o euforia intense per periodi lunghi
  • Estrema irritabilità
  • Velocità nel parlare e ampia varietà di temi di conversazione
  • Difficoltà nel sonno ma mancanza di stanchezza
  • Difficoltà a rimanere concentrati e sensazione di “pensieri che si corrono”
  • Interesse e coinvolgimento in attività piacevoli ma rischiose
  • Messa in atto di azioni pericolose che mostrano scarsa capacità di giudizio
  • Senso grandioso di conoscenza, competenza o potere (National Institute of Mental Health – NIMH)

Diffusione del Disturbo Bipolare

Definire la prevalenza del Disturbo Bipolare in età evolutiva può essere complesso, a causa delle notevoli differenze che possono esserci nelle manifestazioni dei sintomi in infanzia e in adolescenza (Malhi et al., 2023). In ogni caso, secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5 TR), la prevalenza del Disturbo Bipolare in infanzia e adolescenza si colloca intorno all’1,8%, con picchi più elevati (2,7%) dopo i 12 anni (APA, 2023).

Comorbidità del Disturbo Bipolare

È frequente che il Disturbo Bipolare si accompagni ad altre condizioni, come l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). Nei bambini e nei ragazzi con Disturbo Bipolare, inoltre, è frequente la presenza di disturbi d’ansia, disturbo da uso di sostanze e disturbi alimentari, in particolare binge eating (APA, 2022). Si possono anche ritrovare, a seconda della fase che si sta manifestando, alcuni comportamenti estremi: nel picco maniacale, infatti, può esserci la tendenza a correre rischi molto grandi, mettendo in atto comportamenti che normalmente il bambino o il ragazzo non avrebbe, e che possono provocare danni importanti; negli episodi depressivi, invece, possono essere presente ideazione suicidaria o fuga da casa.

Diagnosi del Disturbo Bipolare

La diagnosi di Disturbo Bipolare nei bambini e negli adolescenti viene assegnata di solito dalla figura del neuropsichiatra infantile. Poiché non ci sono esami fisici o analisi ematiche in grado di identificare il Disturbo, il professionista procederà ad una raccolta approfondita di informazioni sul tono dell’umore, le abitudini del sonno, i livelli di energia e il comportamento del bambino, e valuterà se i sintomi riportati possano rientrare nel quadro di un Disturbo Bipolare o di altre condizioni che possono causare manifestazioni simili; una particolare attenzione verrà data alla storia familiare e all’eventuale presenza di diagnosi di disturbi dell’umore nei parenti stretti (Findling et al., 2018).

Dato che i bambini della stessa età possono trovarsi in stadi dello sviluppo diversi, può essere difficile avere dei riferimenti precisi su cosa si debba considerare “nella norma” e cosa invece possa essere ascritto, per esempio, ad un episodio maniacale; per questo è importante valutare ogni bambino rispetto alla sua curva di sviluppo personale (APA, 2023).

Cause e fattori di rischio

Al momento non si conosce ancora la causa specifica del Disturbo Bipolare, ma sono stati rilevati alcuni fattori di rischio. Dal punto di vista genetico, il fatto che un bambino con un genitore o un parente stretto con questa diagnosi abbia probabilità più elevate di sviluppare il disturbo sembrerebbe suggerire il coinvolgimento di specifiche variazioni genetiche, anche se i geni coinvolti sembrano essere numerosi. Sono anche in corso studi che analizzano le differenze a livello di strutture cerebrali tra persone con e senza Disturbo Bipolare. Ci sono poi fattori di rischio definiti ambientali: si è visto, infatti, che se a una vulnerabilità genetica si aggiungono eventi traumatici nella vita del bambino, è più probabile che il disturbo emerga.

Trattamento del Disturbo Bipolare

Al momento il DB in età evolutiva viene principalmente trattato con intervento farmacologico, in particolare attraverso la somministrazione di antipsicotici e stabilizzatori dell’umore. A ciò, inoltre, è possibile affiancare un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale (TCC), volto a favorire l’aderenza alla terapia farmacologica, l’acquisizione di strategie di gestione dello stress e la regolazione del sonno. Esiste anche, nello specifico, un protocollo derivato dalla TCC, pensato per i bambini di età compresa tra i 7 e i 13 anni con diagnosi di DB, denominato “RAINBOW” (Bäckström, 2023). Il nome costituisce un acronimo in lingua inglese degli aspetti principalmente trattati, tra cui la regolazione della rabbia, la ristrutturazione dei pensieri e l’incremento dell’autoefficacia, la creazione di una routine stabile e di uno stile di vita regolare, e l’acquisizione di tecniche di problem solving. Il protocollo prevede anche il lavoro in parallelo con i genitori, con l’obiettivo di rivedere e rafforzare lo stile genitoriale, alla luce di una maggiore conoscenza del disturbo.

Bibliografia e Sitografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association.
  • Bäckström, B., Rask, O. & Knutsson, J. (2023). Adolescent and Family-Focused Cognitive-Behavioral Therapy for Pediatric Bipolar Disorders: An Open Trial and Individual Trajectories Study in Routine Psychiatric Care. Child Psychiatry and Human Development. https://doi.org/10.1007/s10578-023-01504-1.
  • Findling, R.L., Stepanova, E., Youngstrom, E.A., Young, A.S. (2018). Progress in diagnosis and treatment of bipolar disorder among children and adolescents: an international perspective. Evidence Based Mental Health, 21(4): 177–181.
  • Malhi, G.S., Jadidi, M., Bell, E. (2023). The diagnosis of bipolar disorder in children and adolescents: Past, present and future. Bipolar Disorders, 25:469–477.
  • https://infocenter.nimh.nih.gov/sites/default/files/publications/bipolar-disorder-in-children-teens.pdf

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