Disturbo da uso di alcol (DUA)

Disturbo da uso di alcol (DUA)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità classifica l’alcol tra le droghe, legale dal punto di vista giuridico, ma comunque una sostanza tossica, psicoattiva e capace di creare dipendenza. Una dipendenza sia psicologica (la ricerca di una particolare sensazione) ma anche comportamentale (la ricerca dell’alcol e/o della circostanza dove poterne fare uso). Secondo i dati pubblicati sul sito dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in Europa si stima che l’80% degli adolescenti tra i 15 e i 16 anni faccia un uso abituale di alcol. In Italia la percentuale di adolescenti della stessa fascia d’età è dell’84%, inoltre il 45% di questi ha iniziato il consumo alcolico a 13 anni o prima. L’uso eccessivo di alcol sembra riguardare soprattutto i ragazzi (12,4%) rispetto alle ragazze (4,9%) ma ciò nonostante si assiste ad un aumento degli alcolici da parte delle ragazze tra i 15 e i 24 anni negli ultimi 30 anni del 103%. Inoltre, più della metà dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni che consumano alcol, fa abbuffate alcoliche (binge drinking; >5/4 drink rispettivamente per maschi e femmine).

Come si manifesta il DUA in adolescenza?

Rispetto agli adulti, i bevitori adolescenti tendono a consumare quantità maggiori di alcol in ogni occasione, ma con minore frequenza (SAMHSA, 2013). Pertanto, i bevitori minorenni di età compresa tra 12 e 20 anni consumano tipicamente da 4 a 5 drink per episodio di consumo, che è quasi il doppio della media dei bevitori da 2 a 3 bevande abitualmente consumate da adulti (di età superiore ai 25 anni) (SAMHSA, 2013). La maggior parte del consumo di alcol da parte di bevitori minorenni avviene durante episodi di binge drinking caratterizzati dal consumo di quantità elevate di alcol. Questo modello di consumo di abbuffate è stato collegato a gravi danni correlati all’alcol, come l’avvelenamento da alcol, nonché lesioni talvolta mortali e incidenti derivanti da intossicazione acuta. Le conseguenze negative del binge drinking adolescenziale colpiscono non solo gli adolescenti ma anche le loro famiglie, i coetanei e la comunità.

Fattori di rischio del DUA

Diversi studi stabiliscono un’associazione tra il DUA e fattori di tipo familiare ed ereditari, come la presenza di consumo di alcol nei genitori o, più in generale, la presenza di DUA tra i parenti di primo grado e un aumento del rischio di consumo dannoso di alcol nei figli.

Inoltre, storie di disturbo da uso di sostanze non alcoliche e la presenza di caratteristiche personali maladattive, come la presenza di tratti del disturbo antisociale di personalità sono state osservate in varie famiglie in cui erano presenti individui con DUA, nonché in individui con DUA.

Altri fattori di rischio sono legati al genere, i maschi sembrano essere più a rischio di sviluppo di DUA (IED, 2020) ed una età precoce di inizio del consumo di alcol.

Sintomi del DUA

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5-TR, APA, 2022), il DUA per essere diagnosticato deve presentare due o più dei seguenti sintomi, nel corso di un periodo di 12 mesi:

  • Assumere alcol in grandi quantità o per un tempo più lungo del previsto
  • Desiderare in modo persistente o tentare senza successo di diminuire il consumo di alcol
  • Trascorrere una grande quantità di tempo nel procurarsi l’alcol, nel bere o nel riprendersi dalla sua assunzione
  • Desiderare così tanto l’alcol da non riuscire a pensare ad altro
  • Fallire ripetutamente nel portare a termine gli obblighi di lavoro, casa o scuola a causa dell’alcol
  • Continuare l’assunzione di alcol pur avendo problemi sociali o interpersonali ricorrenti a causa dell’alcol
  • Rinunciare ad importanti attività sociali, di lavoro o ricreative a causa dell’alcol
  • Uso dell’alcol in situazioni fisicamente pericolose
  • Continuare ad assumere alcol pur avendo un disturbo fisico (p. es., epatopatia) o mentale (p. es., depressione) causato o aggravato da alcol
  • Presentare tolleranza all’alcol
  • Presentare sintomi di astinenza da alcol o bere alcolici a causa dell’astinenza

Cosa può fare la Terapia Cognitivo-Comportamentale in caso di DUA?

La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è tra gli approcci maggiormente indicati per il trattamento del DUA, con effetti sia sul breve termine che di mantenimento. Ecco alcuni aspetti chiave della terapia cognitivo-comportamentale per il DUA in adolescenza:

  • Educazione e consapevolezza: la terapia inizia spesso con l’educazione sugli effetti dannosi dell’abuso di alcol e la creazione di consapevolezza riguardo ai fattori che contribuiscono al consumo di alcol
  • Identificazione dei trigger: gli adolescenti imparano a riconoscere i fattori di rischio e i trigger che li portano a bere e a sviluppare strategie per affrontare questi trigger in modo più efficace
  • Gestione dello stress e delle emozioni: la TCC insegna agli adolescenti a gestire lo stress, l’ansia e altre emozioni senza ricorrere al consumo di alcol come meccanismo di coping (Kiluk et al., 2010). Ciò può includere l’insegnamento di tecniche di rilassamento, mindfulness e risoluzione dei problemi
  • Ristrutturazione cognitiva: gli adolescenti imparano a identificare e sfidare i pensieri distorsivi o disfunzionali associati all’uso di alcol, sostituendoli con pensieri più realistici e adattivi
  • Sviluppo di abilità di resistenza: la TCC aiuta gli adolescenti a sviluppare abilità di resistenza sociale per affrontare la pressione dei coetanei e situazioni sociali in cui è presente l’opportunità di bere
  • Prevenzione delle ricadute: gli adolescenti imparano strategie per prevenire le ricadute, inclusa l’identificazione e la gestione dei segnali di avvertimento precoce e il coinvolgimento in attività alternative e sane. Inoltre, un aumento nell’autoefficacia è in grado di mediare la relazione tra la capacità di sapersi astenere dall’alcol e gli esiti del trattamento
  • Coinvolgimento della famiglia: coinvolgere la famiglia può essere fondamentale nel trattamento del disturbo da uso di alcol in adolescenza. La terapia può coinvolgere la famiglia nell’apprendimento di strategie di supporto e comunicazione efficaci

Bibliografia e Sitografia

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  • https://www.ospedalebambinogesu.it/abuso-di-alcol-79913/

La Terapia Cognitivo-Comportamentale nelle dipendenze patologiche in adolescenza

Già da tempo la Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC)  si è mostrata un approccio terapeutico efficace nel trattamento delle dipendenze patologiche anche negli adolescenti (Clark & Bukstein, 2015; Carroll, 2016). Tuttavia, ci sono alcune considerazioni specifiche quando si applica la TCC agli adolescenti con dipendenze patologiche:

  • Adattamento all’età e allo sviluppo: la TCC per le dipendenze patologiche negli adolescenti deve tener conto delle sfide e dei cambiamenti tipici di questa fase dello sviluppo, come l’impulsività, la ricerca di indipendenza e identità, e la sensibilità ai fattori sociali e culturali
  • Coinvolgimento della famiglia: poiché gli adolescenti dipendenti sono spesso influenzati dall’ambiente familiare, il coinvolgimento dei genitori o dei caregiver è essenziale nella terapia. La terapia familiare può aiutare a migliorare la comunicazione, a rafforzare le relazioni familiari e a promuovere un ambiente di sostegno per il cambiamento
  • Psicoeducazione: è importante educare gli adolescenti sulle conseguenze dannose della dipendenza e sui benefici del cambiamento. Gli adolescenti possono avere una comprensione limitata dei rischi associati all’uso di sostanze o ai comportamenti di dipendenza, quindi l’educazione è fondamentale per motivarli e fornire loro una base per prendere decisioni informate
  • Focus sui trigger: gli adolescenti possono essere esposti a una varietà di trigger che li spingono a utilizzare sostanze o ad impegnarsi in comportamenti di dipendenza. La TCC aiuta gli adolescenti a identificare e gestire i trigger situazionali, sociali o emotivi che possono portarli a comportamenti di dipendenza
  • Sviluppo di abilità di coping: gli adolescenti imparano abilità di coping alternative per affrontare lo stress, l’ansia, la depressione o altri trigger emotivi senza ricorrere alla dipendenza. Questo può includere tecniche di gestione dello stress, risoluzione dei problemi, assertività e comunicazione efficace
  • Prevenzione delle ricadute: gli adolescenti imparano strategie per prevenire le ricadute, come la gestione dei pensieri e delle emozioni, la pianificazione di attività alternative e il coinvolgimento in attività sociali e ricreative sane

Riferimenti bibliografici

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