Il Disturbo del Linguaggio

Il disturbo di linguaggio (Developmental Language Disorder, DLD) è una condizione neuroevolutiva che compromette significativamente lo sviluppo delle competenze linguistiche, sia espressive che recettive, senza che vi siano cause evidenti come deficit sensoriali, neurologici o intellettivi. I bambini con disturbo di linguaggio possono presentare difficoltà nel comprendere o produrre frasi, trovare le parole giuste o seguire una conversazione, manifestando un ritardo nell’acquisizione del linguaggio rispetto ai coetanei. A differenza di un semplice ritardo di linguaggio, che può essere transitorio, il DLD è spesso persistente e richiede un intervento logopedico specifico.

Come si differenzia il ritardo di linguaggio e disturbo di linguaggio?

Il disturbo di linguaggio e il ritardo di linguaggio sono due condizioni cliniche distinte che coinvolgono lo sviluppo linguistico nei bambini, sebbene spesso vengano confuse a causa delle loro manifestazioni simili.

Il ritardo di linguaggio si riferisce a una condizione in cui il bambino segue le normali tappe di acquisizione linguistica, ma con un ritmo più lento rispetto ai coetanei. In altre parole, lo sviluppo delle competenze linguistiche è semplicemente posticipato rispetto ai tempi normali. Generalmente infatti i bambini iniziano la lallazione intorno ai sei mesi di vita con l’espressione di suoni ripetuti come /ma ma/ o /pa pa/, vengono prodotte le prime parole intorno al primo, verso i 16 mesi il gesto comunicativo (presente sin dai primi mesi) viene associato ad una parola significativa, come per esempio indicare le scarpe di papà associando la parola /papà/ , qui vediamo le prime fasi di formazione del sistema morfosintattico nel bambino, il quale intende comunicare “le scarpe di papà”. Successivamente il gesto viene lentamente abbandonato iniziando la produzione di più parole associate (2 o 3 parole) per poi inserire frasi semplici, soggetto verbo oggetto. Intorno ai 24 mesi avviene l’esplosione del vocabolario, qui i bambini acquisiscono una moltitudine di parole al giorno, compaiono processi di semplificazione delle parole stesse, come per esempio /cuola/ anziché /Scuola/ con tempistiche di risoluzione che possono variare per ogni singolo individuo, prima di completarsi verso generalmente verso i 30/36 mesi. E’ bene specificare che ogni singolo bambino va valutato in funzione di molteplici elementi anamnestici, i quali andranno discussi con il vostro logopedista di fiducia. In base a questi si potrà definire il confine tra ritardo e disturbo di linguaggio. Nel ritardo di linguaggio quindi la sequenza e le modalità di acquisizione delle competenze linguistiche rimangono simili a quelle di un bambino con sviluppo tipico ma con tempistiche più ampie. Un esempio comune di ritardo di linguaggio può essere un bambino che inizia a pronunciare le prime parole o a formare frasi in ritardo rispetto alla norma, ma che riesce gradualmente a recuperare, sempre necessariamente affiancato da un logopedista che possa monitorare il suo sviluppo linguistico. Il ritardo di linguaggio è generalmente transitorio e può risolversi spontaneamente o con un minimo di intervento terapeutico.

Il disturbo di linguaggio, d’altra parte, rappresenta una condizione più complessa e persistente. Il termine fa riferimento a una difficoltà specifica e significativa nel processo di acquisizione del linguaggio, che non è semplicemente legata a un ritardo temporale, ma piuttosto a una compromissione delle abilità linguistiche. Questi bambini possono presentare difficoltà nel comprendere o utilizzare il linguaggio parlato, anche se sottoposti a stimoli adeguati, sono bambini ad esempio intorno ai 24 o 26 mesi non comprendono frasi complesse, oppure reagiscono a stimoli linguistici domestici in contesti quindi familiari e meno all’esterno, a scuola o a casa di amici. Spesso i bambini con disturbo di linguaggio non associano parole, infatti intorno ai 16/18 mesi i bambini iniziano ad abbandonare il gesto comunicativo per sostituirlo con vocaboli, iniziando ad associare due o più parole, questa fase nei bambini con disturbo di linguaggio può ritardare nel presentarsi, le difficoltà possono infatti includere problemi nella formazione delle frasi, nella scelta delle parole, nell’espressione corretta della sequenza sillabica di parole o nella comprensione delle strutture linguistiche complesse. A differenza del ritardo di linguaggio, il disturbo di linguaggio tende a persistere nel tempo e può richiedere un intervento logopedico prolungato e strutturato.

Una delle differenze principali tra le due condizioni riguarda il decorso. Mentre il ritardo di linguaggio è generalmente recuperabile con il tempo e con un supporto limitato, il disturbo di linguaggio è spesso cronico e può richiedere un intervento terapeutico costante anche durante la fase scolare e, in alcuni casi, nell’adolescenza. Dal punto di vista eziologico, il ritardo di linguaggio può essere legato a fattori ambientali, come una limitata esposizione al linguaggio, mentre il disturbo di linguaggio ha una componente neurobiologica, con possibili implicazioni genetiche e neurocognitive.

La diagnosi differenziale tra disturbo e ritardo di linguaggio è essenziale per orientare l’intervento terapeutico. La valutazione strutturata da parte di un logopedista è fondamentale per determinare se il bambino presenta un semplice ritardo o un disturbo più grave e persistente, permettendo così di definire un percorso di intervento adeguato alle specifiche necessità del bambino.

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