Il Disturbo Esplosivo Intermittente (DEI)

Il Disturbo Esplosivo Intermittente (DEI)

Cos’è il Disturbo Esplosivo Intermittente?

Il “Disturbo Esplosivo Intermittente” (DEI) è un disturbo comportamentale con esordio nell’infanzia e nell’adolescenza, caratterizzato da esplosioni di rabbia incontrollabili ed esagerate, sproporzionate rispetto alla situazione o all’evento scatenante. Le esplosioni comportamentali si manifestano attraverso eccessi di collera, invettive, discussioni o litigi verbali, danneggiamento o distruzione di oggetti, aggressioni o attacchi verso persone, animali o oggetti.

I bambini o gli adolescenti con disturbo esplosivo intermittente mostrano difficoltà nel controllo degli impulsi e nella capacità di regolazione emotiva, che conducono ad agire la rabbia al di fuori della persona.

Una recente ricerca ha studiato 5 sottotipi del disturbo esplosivo intermittente in base al tipo di attacco di rabbia (Scott, 2020):

  1. Individui che distruggono solo proprietà
  2. Individui che minacciano solo le persone
  3. Individui che feriscono solo le persone (con o senza minacce)
  4. Individui che distruggono proprietà e minacciano persone
  5. Individui che distruggono proprietà e feriscono persone

Gli episodi aggressivi vengono descritti generalmente come attacchi di collera in cui il comportamento esplosivo è preceduto da una sensazione di tensione o eccitazione. A lungo termine, possono insorgere emozioni secondarie di colpa, tristezza e imbarazzo in relazione all’episodio aggressivo attuato.

Caratteristiche e Sintomi del Disturbo Esplosivo Intermittente

Il modo in cui si presentano i sintomi del DEI varia da persona a persona, a seconda dell’età dell’individuo, dell’ambiente in cui è inserito e dell’accesso a un supporto sano. I primi sintomi appaiono solitamente nella tarda infanzia o nell’adolescenza e lo scoppio di collera ha le seguenti caratteristiche:

  • Si verifica improvvisamente
  • Il bambino/adolescente non riesce a controllarlo
  • Generalmente dura meno di 30 minuti
  • Può verificarsi con intensa frequenza oppure alternarsi a periodi prolungati (settimane o mesi) in cui il comportamento aggressivo non si manifesta
  • Si verifica in risposta a una provocazione di scarsa entità, reale o percepita
  • Non è premeditato oppure strumentale all’ottenimento di oggetti o benefici

Le persone con DEI sono consapevoli che i loro scoppi di rabbia sono inappropriati, ma hanno la sensazione di non poter controllare le proprie azioni durante gli episodi.

Gli episodi aggressivi possono essere accompagnati o preceduti da una serie di sintomi fisiologici e cognitivi come ad esempio:

  • tensione muscolare
  • palpitazioni
  • mal di testa
  • tremore
  • iperarousal
  • pensiero accelerato
  • incapacità a concentrarsi
  • sensazione di non avere il controllo della propria mente

Il DEI può essere cronico e persistere negli anni, molto spesso conduce a una serie di problemi conseguenti di tipo sociale, lavorativo, finanziario e legale.

Diffusione del Disturbo Esplosivo Intermittente

La prevalenza per anno del Disturbo Esplosivo Intermittente è di circa il 2,6% con una prevalenza nel corso della vita del 4,0 %. È più diffuso negli individui più giovani (di età inferiore ai 35-40 anni) che in quelli più anziani di oltre 50 anni e in individui con una formazione scolastica che arriva al massimo alla scuola media superiore.

L’insorgenza di un comportamento aggressivo ricorrente è maggiormente presente nella tarda infanzia e nell’adolescenza e si verifica raramente per la prima volta dopo i 40 anni. In alcuni studi, la presenza del disturbo è maggiore negli uomini e nei ragazzi piuttosto che nelle donne e nelle ragazze. Altre ricerche, invece, non hanno registrato differenze di sesso e genere (DSM 5 – TR, APA, 2022).

Comorbidità del Disturbo Esplosivo Intermittente

Nei resoconti clinici, il Disturbo Esplosivo Intermittente si trova spesso in associazione con altre condizioni, come il Disturbo depressivo, il disturbo d’ansia e i Disturbi da uso di sostanze.

Sebbene nella maggior parte delle ricerche cliniche sul DEI si osservi una preponderanza di comorbidità con disturbi internalizzanti, recenti studi hanno registrato alcune differenze sui sottotipi del DEI.

Coloro che mostravano attacchi di rabbia e che hanno danneggiato le persone (il 73% dei soggetti con DEI), erano caratterizzati da alti tassi di comorbidità con disturbi esternalizzanti.

I restanti tre sottotipi del DEI che coinvolgono coloro che distruggono solo proprietà e minacciano persone, sono caratterizzati da tassi più elevati di comorbidità con disturbi internalizzanti (Scott, 2020).

Diagnosi del Disturbo Esplosivo Intermittente

Nella quinta edizione del DSM 5 – TR (APA, 2022), il Disturbo Esplosivo Intermittente è incluso nella categoria dei “Disturbi del Comportamento Dirompente, del Controllo degli Impulsi e della Condotta”. I criteri diagnostici del DSM-5 – TR del DEI includono:

  1. Accessi comportamentali ricorrenti che rappresentano l’incapacità di controllare gli impulsi aggressivi, come manifestato da uno dei seguenti:
  1. Aggressione verbale (per es., collera, invettive, discussioni o litigi verbali) o aggressione fisica verso proprietà, animali o altre persone, che si verificano, in media, due volte alla settimana per un periodo di tre mesi. L’aggressione fisica non comporta danneggiamento o distruzione di proprietà e non provoca lesioni ad animali o ad altre persone
  1. Tre accessi comportamentali che implicano danneggiamento o distruzione di proprietà e/o aggressione fisica che provoca lesioni ad animali o ad altre persone e che si verificano in un periodo di 12 mesi
  1. Il grado di aggressività espresso durante gli accessi ricorrenti e grossolanamente esagerato rispetto alla provocazione o a qualsiasi fattore psicosociale stressante precipitante.
  1. Le ricorrenti esplosioni di aggressività non sono premeditate (cioè, sono impulsive e/o generate dalla rabbia) e non hanno lo scopo di raggiungere qualche obiettivo concreto (per es., denaro, potere, intimidazione)
  1. Le ricorrenti esplosioni di aggressività causano un disagio marcato nell’individuo o la compromissione del suo funzionamento in ambito lavorativo o interpersonale, oppure sono associate a conseguenze finanziarie o legali
  1. L’età cronologica è di almeno sei anni (o livello di sviluppo equivalente)
  1. Le ricorrenti esplosioni di aggressività non sono meglio spiegate da un altro disturbo mentale (per es., disturbo depressivo maggiore, disturbo bipolare, disturbo da disregolazione dell’umore dirompente un disturbo psicotico, disturbo antisociale di personalità, disturbo borderline di personalità) e non sono attribuibili ad altra condizione medica o agli effetti fisiologici di una sostanza (per es., una droga di abuso o un farmaco). Per una diagnosi riguardante minori di età tra i 6 e i 18 anni, non deve essere preso in considerazione un comportamento aggressivo che si verifica come facente parte di un disturbo dell’adattamento

Cause e fattori di rischio

Diversi studi dimostrano come il DEI possa emergere sulla base di una combinazione di fattori ambientali e genetici, che contribuiscono alla sua insorgenza e mantenimento.

Cause di tipo ambientale

Alcuni studi sottolineano una correlazione tra le condizioni e gli eventi avversi sperimentati durante l’infanzia e lo sviluppo del disturbo. Nello specifico, diverse ricerche mettono in luce come maltrattamenti e abuso infantile siano associati al DEI (Shevidi et al., 2023).

Cause di tipo genetico

Diversi studi hanno dimostrato come parenti di primo grado di persone con DEI abbiano maggiori probabilità di sviluppare il disturbo. Inoltre, recenti ricerche mettono in luce il ruolo dello squilibrio ormonale nei comportamenti aggressivi ed in particolare, si è visto come i livelli di serotonina siano più bassi nelle persone con DEI (Trifu, 2020).

Trattamento del Disturbo Esplosivo Intermittente

Il DEI non prevede un trattamento univoco ed esclusivo, ma risulta importante adottare un approccio multimodale, che coinvolga i contesti di vita del bambino o adolescente.

L’intervento psicoterapeutico può coinvolgere sia il soggetto che i suoi genitori. Può, inoltre, rivolgersi agli operatori dei diversi contesti in cui il bambino o adolescente vive (scuola, sport, gruppi di socializzazione). La terapia di elezione per il DEI è la terapia cognitivo comportamentale (TCC). Questa si pone l’obiettivo di insegnare strumenti e far apprendere competenze utili alla gestione della rabbia, al fine di condurre la persona a un’espressione più funzionale della stessa.

Alcuni obiettivi possono riguardare:

  • Imparare a riconoscere i fattori scatenanti la rabbia e minimizzare il loro effetto
  • Riconoscere i segnali d’allarme della rabbia e creare un piano d’azione
  • Apprendere tecniche di rilassamento e di risoluzione dei problemi
  • Aumentare la tolleranza alla frustrazione
  • Migliorare le capacità di comunicazione

Anche programmi di psicoterapia di gruppo sulla gestione della rabbia possono rivelarsi utili, inseriti nel piano di trattamento. Infine, nei casi in cui il professionista lo valutasse opportuno, sarà da considerare una presa in carico farmacologica.

Bibliografia e Sitografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association
  • Cappelluccio R. (2024) Gestire le sfide emotive e comportamentali del bambino. L’approccio DBT. Edizioni Libreria Cortina Milano
  • Ciesinski, N. K., Drabick, D. A. G., & McCloskey, M. S. (2022). A latent class analysis of intermittent explosive disorder symptoms. Journal of affective disorders302, 367–375. https://doi.org/10.1016/j.jad.2022.01.099
  • Kamron F., Srinivasa B. G. (2022). “Impulse Control Disorders”.
  • Patoilo, M. S., Berman, M. E., & Coccaro, E. F. (2021). Emotion attribution in intermittent explosive disorder. Comprehensive psychiatry106, 152229. https://doi.org/10.1016/j.comppsych.2021.152229
  • Scott, K. M., de Vries, Y. A., Aguilar-Gaxiola, S., Al-Hamzawi, A., Alonso, J., Bromet, E. J., Bunting, B., Caldas-de-Almeida, J. M., Cía, A., Florescu, S., Gureje, O., Hu, C. Y., Karam, E. G., Karam, A., Kawakami, N., Kessler, R. C., Lee, S., McGrath, J., Oladeji, B., Posada-Villa, J., … World Mental Health Surveys collaborators (2020). Intermittent explosive disorder subtypes in the general population: association with comorbidity, impairment and suicidality. Epidemiology and psychiatric sciences29, e138. https://doi.org/10.1017/S2045796020000517
  • Shevidi, S., Timmins, M. A., & Coccaro, E. F. (2023). Childhood and parental characteristics of adults with DSM-5 intermittent explosive disorder compared with healthy and psychiatric controls. Comprehensive psychiatry122, 152367. https://doi.org/10.1016/j.comppsych.2023.152367Trifu, S. C., Tudor, A., & Radulescu, I. (2020). Aggressive behavior in psychiatric patients in relation to hormonal imbalance (Review). Experimental and therapeutic medicine20(4), 3483–3487. https://doi.org/10.3892/etm.2020.8974

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