Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP)

Che cos’è il Disturbo Oppositivo Provocatorio?

Il “Disturbo Oppositivo Provocatorio” (DOP) può essere definito come un disturbo del comportamento che si manifesta in bambini e/o adolescenti ed è caratterizzato da elevati livelli di rabbia, irritabilità, comportamenti provocatori ed oppositività. Tale modalità comportamentale e relazionale, che deve essere presente per almeno 6 mesi, inevitabilmente porterà il bambino o il ragazzo a sperimentare tutta una serie di difficoltà all’interno dei suoi contesti di appartenenza.  

Caratteristiche e sintomi del Disturbo Oppositivo Provocatorio

Per quanto riguarda l’esordio è possibile affermare che i primi sintomi di un DOP appaiano solitamente durante l’età prescolare e raramente oltre la prima adolescenza (Mohan et al., 2023).

Il bambino con DOP si mostra sfidante e vendicativo, soprattutto verso le figure di autorità, se rimproverato tende a rispondere in modo oppositivo o canzonatorio (per esempio può ridere se sgridato), e difficilmente riconosce il proprio comportamento come inadeguato. Dal punto di vista delle caratteristiche dello stile interpersonale, bambini o adolescenti con DOP appaiono come:

  • dispettosi
  • rancorosi
  • suscettibili
  • facilmente irritabili
  • accusano gli altri per i propri errori o comportamenti
  • rifiutano le regole e le richieste provenienti dagli adulti

Intorno al bambino con DOP spesso l’ambiente risente in modo significativo di queste caratteristiche: il bambino viene isolato e tenuto a distanza dai compagni perché “causa di guai”. Anche i genitori tendono a non sapere come comportarsi, raggiungendo elevati livelli di frustrazione e, in alcuni casi, ad assumere un atteggiamento di “contro-sfida”, instaurando un circolo vizioso di provocazioni e scontri.

Questo fa sì che il bambino abbia difficoltà a stabilire relazioni di amicizia stabili e durature e che venga ulteriormente frustrato da questo, o che si crei un’immagine negativa di sé, con un impatto significativo di questa sull’autostima.

Nel DOP è presente una forte componente polemica ma non aggressiva, tipica invece del “Disturbo Esplosivo Intermittente”.

È tuttavia opportuno sottolineare come la messa in atto di comportamenti oppositivi, disobbedienti e di sfida nei confronti delle figure che ricoprono un ruolo autoritario possa presentarsi comunemente nel corso dell’infanzia e, soprattutto, nell’adolescenza. Ciò che porta alla diagnosi di un vero e proprio disturbo è la frequenza e la pervasività dei sintomi.

Diffusione del Disturbo Oppositivo Provocatorio

Stando a recenti studi, nonostante il DOP possa essere diagnosticato sia in bambini sia in adulti, i primi sintomi tendono a comparire generalmente in età prescolare, e la prevalenza è stimata al momento tra il 3 e il 5% nella popolazione generale. Si è osservata, inoltre, una prevalenza maschile della condizione, nello specifico prima dell’adolescenza, che non sembra però mantenersi nelle fasce d’età successive all’infanzia (Hawes et al., 2023).

Comorbidità del Disturbo Oppositivo Provocatorio

C’è da notare che il DOP spesso si trova in comorbidità con altre condizioni, cosa che rende il quadro generale di funzionamento del bambino più complesso, sia da comprendere sia da trattare. In particolare, le condizioni più frequentemente associate al DOP sono:

  • Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD): si stima che circa il 60% dei bambini con ADHD presenti tratti oppositivo-provocatori
  • Disturbo della condotta (DC): nello specifico nei bambini in cui sono prevalenti i sintomi polemici e provocatori, il DOP può manifestarsi come preludio al DC
  • Disturbi d’ansia e Disturbo depressivo maggiore: sembrano riguardare soprattutto i bambini con tipologia di DOP collerico-irritabile, a conferma del fatto che spesso nell’infanzia i sintomi depressivi e ansiosi possono manifestarsi con rabbia e irritabilità, a differenza di quanto avviene negli adulti
  • Disturbo da uso di sostanze
  • Disturbi dell’apprendimento (DSA)

Diagnosi del Disturbo Oppositivo Provocatorio

Il DOP viene definito sulla base di alcuni criteri, che, se soddisfatti, consentono di apporre la diagnosi. Nello specifico, le manifestazioni tipiche del DOP si collocano in tre aree:

  1. Umore collerico/irritabile: il bambino si arrabbia di frequente, è irritabile e/o permaloso, si risente facilmente
  2. Comportamento polemico/provocatorio: le figure di autorità sono spesso il target degli scontri, le richieste non vengono rispettate e di frequente il bambino si oppone apertamente ad esse; inoltre, spesso il bambino provoca o irrita deliberatamente gli altri, e attribuisce loro i propri errori o responsabilità
  3. Vendicatività: in una finestra temporale di 6 mesi, il bambino si è mostrato dispettoso o vendicativo almeno due volte

Per identificare la presenza di DOP, almeno quattro dei sintomi elencati devono essere presenti da almeno sei mesi, e si devono essere manifestati almeno una volta con qualcuno che non sia un fratello.

Ciò che distingue il DOP da un comportamento nella norma (es. il capriccio) è la frequenza con cui questi aspetti si manifestano, e la loro intensità. Altri elementi da considerare sono:

  • La presenza di disagio significativo nel bambino o nelle persone a lui vicine, o un impatto negativo in contesto sociale, scolastico o familiare
  • Non sono soddisfatti i criteri per il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente, e i comportamenti oppositivi non si manifestano esclusivamente nel contesto di un disturbo psicotico, dell’umore o da uso di sostanze

Nel momento in cui si identifica la presenza di un DOP, è importante definire anche il livello di severità della condizione: se i sintomi si manifestano in un unico ambiente (es. solo a casa o solo a scuola) si parla di gravità lieve, mentre nel caso in cui alcuni sintomi si presentino in almeno due ambienti la gravità è definita moderata; infine, la condizione è considerata grave se alcuni sintomi emergono in tre o più ambienti (DSM 5 – TR, APA, 2022).

Cause e fattori di rischio

Il Disturbo Oppositivo Provocatorio, così come numerose altre condizioni, è multifattoriale: ciò significa che nel suo esordio sono coinvolti fattori di rischio di diversa natura. Nello specifico si possono identificare:

  • Fattori genetici e fisiologici: si è visto che alcuni aspetti neurobiologici sono associati al DOP (es. bassa frequenza cardiaca, anomalie nell’amigdala e nella corteccia prefrontale), ma non è ancora stato possibile distinguere tra DOP e DC, per cui l’associazione del disturbo con questi marker è ancora oggetto di indagine
  • Fattori temperamentali: la presenza di fattori temperamentali indicativi di difficoltà di regolazione emotiva e di tolleranza della frustrazione sono predittivi del DOP
  • Fattori ambientali: è stata identificata una struttura multistrato che include i fattori di rischio ambientali per l’insorgenza di DOP, e nello specifico si parla di un livello di sistema, influenzato dallo status socioeconomico e disfunzionale della famiglia, un livello diadico, su cui ha influenza la conflittualità tra i genitori e la relazione tra il genitore e il bambino (es. pratiche educative troppo rigide e incoerenti, neglect), e un livello individuale, determinato dalle caratteristiche personali del genitore e del bambino (Lin et al., 2022)

Trattamento del Disturbo Oppositivo Provocatorio

Per quanto riguarda il trattamento del DOP è necessario adottare un approccio multidimensionale che tenga conto dei diversi contesti di appartenenza del bambino. Dal punto di vista della psicoterapia, un approccio di tipo Cognitivo Comportamentale (TCC) è uno dei trattamenti rivelatisi maggiormente efficaci.

Nello specifico, la TCC pone il suo focus di intervento sulle modalità relazionali adottate dal bambino all’interno delle situazioni che gli si presentano di fronte e all’interno dei suoi contesti di appartenenza. In una prima fase di psicoeducazione il bambino o l’adolescente comprenderà quali sono gli eventi e i meccanismi che portano a provare specifiche emozioni, soprattutto rabbia, e a mettere in atto determinati comportamenti. Solo successivamente ci si potrà dedicare a favorire l’acquisizione di nuove abilità, sia a livello cognitivo che comportamentale, più funzionali per fronteggiare le situazioni più critiche favorendo, dunque, una gestione emotiva e una messa in atto di comportamenti più funzionali.

Per il trattamento del DOP è possibile implementare anche un intervento di gruppo. Tra i protocolli con maggiore evidence based si annovera il Coping Power Program ideato da Lochman e collaboratori (ed italiana aggiornata 2022) Il Coping Power Program si concentra sullo sviluppo di abilità di coping, di risoluzione dei problemi e di gestione dell’impulsività attraverso una combinazione di sessioni di gruppo, attività pratiche e coinvolgimento dei genitori. Le sessioni di gruppo possono includere discussioni, giochi di ruolo e altre attività progettate per insegnare ai partecipanti strategie per affrontare lo stress, gestire le emozioni intense e migliorare le capacità sociali. Inoltre, il programma coinvolge attivamente i genitori, fornendo loro strumenti e supporto per incoraggiare comportamenti positivi nei loro figli, stabilire limiti appropriati e migliorare la comunicazione familiare.

Di recente pubblicazione anche un manuale nel quale è possibile adottare un intervento di gruppo  di matrice dialettico comportamentale anche in età evolutiva e non solo adolescenziale. L’obiettivo di questi interventi, in cui è coinvolta anche la famiglia, è di migliorare la capacità dei bambini e dei ragazzi di aumentare il pensiero flessibile e ottenere un maggiore controllo sulle loro emozioni intense e comportamenti disfunzionali.

Anche i genitori e gli insegnanti sono, quindi, parte integrante nel trattamento di bambini con DOP. In seguito a una prima fase psicoeducativa per comprendere meglio il disturbo e le dinamiche ad esso sottostanti, è previsto un intervento di parent training all’interno del quale i genitori possono apprendere nuove abilità e modalità educative e relazionali che aiutino il bambino a una gestione emotiva più adeguata, limitando così il verificarsi di comportamenti indesiderati.

Se necessario, si ricorrerà a una terapia farmacologica da affiancare alla terapia cognitivo comportamentale.

Bibliografia e Sitografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association
  • Cappelluccio R. (2024) Gestire le sfide emotive e comportamentali del bambino. L’approccio DBT. Edizioni Libreria Cortina Milano
  • Hawes, D.J., Gardner, F., Dadds, M.R., Frick, P.J., Kimonis, E.R., Burke, J.D., Fairchild, G. (2023). Oppositional defiant disorder. Nature Reviews Disease Primers, 9, 31
  • Lin. X., He, T., Heath, M., Chi, P., Hinshaw, S. (2022). A Systematic Review of Multiple Family Factors Associated with Oppositional Defiant Disorder. International Journal of Environmental Research and Public Health, 19, 10866
  • Lochman E.J., Wells K., Lenhar L.A. (2022). Coping power. Programma per il controllo di rabbia e aggressività in bambini e adolescenti. Con espansione online Copertina flessibile. Edizioni Erickson
  • Mohan, L., Yilanli, M., & Ray, S. (2023). Conduct Disorder. In StatPearls. StatPearls Publishing.
  • Muratori P. et Lambruschi F. (2020). I disturbi del comportamento in età evolutiva. Fattori di rischio, strumenti di assessment e strategie psicoterapeutiche. Edizioni Erickson
  • Rathus  J.H., Miller A.L. (2016). Manuale DBT® per adolescenti Raffaello Cortina Editore 
  • http://www.Psychiatrictimes.com
  • http://www.Therecoveryvillage.com
  • http://www.Hopkinsmedicine.org
  • http://www.Mayoclinic.org

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