Enuresi

Enuresi

Che cosa è l’enuresi?

Il bambino, tipicamente, inizia ad acquistare un controllo sulla minzione intorno ai 3-4 anni. Dai 5 anni in poi, il controllo diventa totale sia il giorno che la notte. Diremo che un bambino soffre di enuresi quando è caratterizzato da ripetute emissioni di urina durante il giorno o la notte, nel letto o nei vestiti. Si tratta di episodi involontari, completi e incontrollati.

Caratteristiche e sintomi dell’enuresi

Esistono tre sottotipi di enuresi:

  • Enuresi notturna: definita anche enuresi monosintomatica ed è quella più frequente. L’enuresi notturna può manifestarsi in maniera continua, se si presenta ogni notte, o saltuaria se ci sono episodi di risveglio asciutti. L’enuresi notturna avviene solitamente durante il primo terzo della notte. L’emissione durante la notte può occasionalmente avvenire nella fase REM del sonno per cui il bambino può ricordare un sogno in cui faceva la pipì.
  • Enuresi diurna: si verifica in assenza di enuresi notturna e può essere definita come incontinenza urinaria. Nella fattispecie si può parlare di incontinenza allo stimolo (improvvisi sintomi di stimolo e instabilità del detrusore) o posposizione dello svuotamento (persone che rinviano consapevolmente gli stimoli a urinare fino al momento in cui si ha l’incontinenza). Il bambino, per esempio, può attuare questo tipo di comportamento quando è riluttante all’uso del bagno o quando non vuole smettere l’attività ludica in corso. Gli episodi si verificano soprattutto nel primo pomeriggio o dopo il ritorno da scuola
  • Enuresi non monosintomatica: quando vi è la copresenza di enuresi notturna e diurna

L’enuresi inoltre può seguire due decorsi: può essere primaria ovvero l’individuo non ha mai raggiunto la continenza urinaria, oppure secondaria in cui l’anomalia si sviluppa dopo un periodo in cui è stata raggiunta la continenza urinaria (intorno ai 5-8 anni di età). La maggior parte dei bambini raggiunge la continenza urinale entro l’adolescenza, anche se vi è un 1% che continua anche in età adulta.

Il disagio psicologico conseguente l’enuresi riguarda soprattutto le limitazioni dei momenti sociali del bambino che tenderà a ritirarsi e isolarsi. Si verifica in genere un forte senso di vergogna e il rifiuto a partecipare ad attività che comportano l’uscita dall’ambiente familiare e il pernotto fuori casa. A ciò si aggiunge il disagio causato dalla derisione da parte dei coetanei e, ancor di più, l’incomprensione, la rabbia e talvolta il disgusto di chi accudisce il bambino.

Diffusione dell’enuresi

L’enuresi è un disturbo piuttosto frequente che colpisce i maschi in misura maggiore rispetto alle femmine. Ogni anno i bambini che soffrono di enuresi notturna sono circa 5-7 milioni. La prevalenza dell’incontinenza diurna varia dal 3.2% al 9% dei bambini di 7 anni, fino al 4.2% nei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e fino al 3% negli adolescenti dai 15 ai 17 anni. La prevalenza dell’enuresi notturna diminuisce con l’età infatti varia dal 5-10% dei bambini di 5 anni, al 3-5% tra quelli di 10 anni e circa l’1% oltre i 15 anni. In generale l’enuresi notturna appare più comune nei maschi che nelle femmine (2:1), mentre l’incontinenza diurna è più frequente nelle femmine. Il rischio di avere un figlio che sviluppa enuresi è maggiore per i padri con una storia pregressa di enuresi che per le madri con una storia pregressa di enuresi.

Le ossessioni di danno sono anch’esse molto diffuse in età evolutiva, spesso sono legate alla paura di provocare danni a sé o ad altri. In questo caso bambini e adolescenti potrebbero mettere in atto delle compulsioni di verifica, impiegando un tempo eccessivo per controllare la chiusura delle porte, delle finestre, degli interruttori della luce, delle prese elettriche e degli apparecchi elettronici. Questi comportamenti sono dettati dal tentativo di controllare l’ansia, derivante dal pensiero di poter essere responsabili di un’eventuale tragedia.

Comorbidità dell’enuresi

La maggior parte dei bambini con enuresi non ha un disturbo psicopatologico in comorbidità ma si assiste a una significativa presenza di sintomi comportamentali e dello sviluppo sia in presenza di enuresi diurna che notturna. È però possibile trovare in associazione un ritardo dello sviluppo o l’encopresi. La sindrome delle gambe senza riposo o le parasonnie sono associate all’enuresi notturna. Le infezioni del tratto urinario sono presenti soprattutto in presenza di incontinenza urinaria diurna ed enuresi non monosintomatica. Infine circa il 50% dei bambini enuretici con disturbo della respirazione durante il sonno non presentano più enuresi dopo essere stati sottoposti a adenotonsillectomia.

Diagnosi di enuresi

Per effettuare la diagnosi di enuresi è necessario che vi sia una ripetuta emissione di urine durante il giorno o la notte nel letto o nei vestiti. La maggior parte delle volte si tratta di una emissione involontaria ma occasionalmente può essere anche intenzionale. L’emissione deve avvenire almeno 2 volte la settimana per almeno 3 mesi consecutivi e deve causare disagio significativo e una compromissione funzionale in più ambiti di vita. Per emettere diagnosi il bambino deve aver raggiunto almeno 5 anni o comunque un’età mentale di almeno 5 anni. Prima di intraprendere la strada di una valutazione psicodiagnostica è sempre utile consultare il pediatra e un urologo pediatrico al fine di escludere qualsiasi patologia di natura organica.

Cause e fattori di rischio

  • Fattori ambientali: utilizzo ritardato dei servizi igienici o stress di natura psicosociale (trasloco, nascita di un fratellino/sorellina, morte di una persona cara, sono solo alcuni esempi)
  • Fattori genetici: l’enuresi notturna è un disturbo geneticamente eterogeneo, comunque la presenza di enuresi notturna nell’infanzia è 3,6 volte maggiore nei figli di madre enuretiche e 10 volte maggiore in presenza di incontinenza urinaria paterna
  • Fattori fisiologici: l’enuresi notturna è stata associata a una simmetria tra la produzione notturna di urine, la capacità di accumulo notturno della vescica e la capacità di svegliarsi durante il sonno

Trattamento dell’enuresi

Il disturbo mostra nella maggior parte dei casi una tendenza spontanea alla remissione. L’inizio del trattamento psicoterapeutico avviene generalmente intorno ai sei-sette anni, dopo un’accurata analisi che esclude eventuali cause organiche. Il trattamento cognitivo-comportamentale prevede sessioni di lavoro sia con il bambino, sia con i genitori e previene la cronicizzazione del disturbo. La buona riuscita dell’intervento è supportata, oltre che dalla necessaria motivazione da parte dei genitori, anche da quella del bambino che, a questa età, inizia a prendere parte ad attività di socializzazione e desidera non avere più questo problema. Il trattamento evidence-based per l’enuresi notturna ad oggi maggiormente efficace prevede l’impiego di un allarme acustico che, posizionato sugli indumenti intimi del bambino, emette un suono alla perdita delle prime gocce di urina. Si tratta di una tecnica comportamentale che, insieme a una corretta igiene del sonno, una sana alimentazione, un’adeguata assunzione di acqua giornaliera e a una routine da seguire prima di andare a letto e durante i risvegli causati dall’allarme, permette l’apprendimento di abilità specifiche di controllo urinario. Grazie alla sua alta efficacia, è al momento l’intervento di prima scelta per l’enuresi notturna in età pediatrica.

Il trattamento descritto è accompagnato anche da una fase psicoeducativa per i genitori e per il bambino e da un lavoro a livello cognitivo, finalizzato a sostenere i genitori nel ristabilire l’equilibrio familiare e nell’adottare con il bambino il giusto stile educativo, ad aiutare il bambino ad esplorare le proprie risorse, ad accettare i cambiamenti in maniera più funzionale, a riacquistare la fiducia in sé stesso per reinserirsi in maniera adeguata nell’ambiente.

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association
  • Christophersen, E.R.; Friman, P.C.(2010). Elimination Disorders in Children and Adolescents. Hogrefe Edition

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