I Disturbi del Comportamento

I Disturbi del Comportamento

I Disturbi del Comportamento

Introduzione

I disturbi del comportamento sono definiti esternalizzanti, in quanto il disagio derivante dai problemi nel controllo delle emozioni e dei comportamenti viene rivolto verso l’esterno, e sono caratterizzati dall’incapacità di resistere a un impulso o alla tentazione di controllare un atto, o uno specifico comportamento, dannoso per sé o per gli altri e che interferisce con importanti aree del funzionamento della vita della persona (Fariba et al., 2023).

In età prescolare e scolare, gli eccessi comportamentali possono verificarsi in modo isolato e temporaneo, quando ad esempio sono legati ad aspetti situazionali o alla particolare fase di sviluppo in cui si trova il bambino, oppure possono rappresentare dei veri e propri campanelli d’allarme per l’insorgenza di futuri disturbi del comportamento.

In che modo e a che età i bambini sviluppano i disturbi del comportamento

La capacità di agire in maniera appropriata rispetto alle norme sociali e di regolare autonomamente il proprio comportamento costituiscono due aspetti basilari dello sviluppo del bambino. Si tratta, tuttavia, di capacità complesse che vengono acquisite gradualmente.

La regolazione emotiva aiuta il bambino a modulare anche il proprio comportamento. Questo processo inizia già nel periodo neonatale (primi tre anni di vita) e si sviluppa gradualmente nel corso degli anni, tra l’infanzia e l’adolescenza. Vengono coinvolti sia aspetti genetici dell’individuo che influenze sociali e relazionali del contesto in cui si nasce e si cresce (Crowell, 2021).

La presenza dell’adulto nella regolazione delle emozioni e del comportamento è fondamentale. Infatti, quando un bambino è agitato o arrabbiato, mostra paura o piange, sarà l’adulto a calmarlo e a fornirgli le migliori strategie per risolvere il proprio conflitto interno, attraverso comportamenti affettuosi e adeguate spiegazioni. Così il bambino impara a cogliere i segnali dell’adulto, come le espressioni del viso, le comunicazioni verbali e i gesti, per riuscire a modulare il proprio modo di esprimersi nei vari contesti.

I genitori, quindi, possono essere dei buoni co-regolatori se insegnano al bambino a riconoscere le proprie emozioni e a validarle. Quando questo non succede, ciò può influire in modo significativo sullo sviluppo dei comportamenti esternalizzanti durante l’infanzia, in associazione a componenti temperamentali già presenti nel bambino che possono rappresentare un fattore predisponente alla comparsa dei comportamenti problema.

Ulteriori studi hanno dimostrato che delle buone capacità di regolazione delle emozioni influiscono positivamente sugli aspetti emotivi e cognitivi della moralità nell’infanzia, cioè, contribuiscono ad agire moralmente (Wilke, 2023).

I disturbi del comportamento nei bambini possono quindi manifestarsi in diverse fasce d’età: alcune caratteristiche del disturbo oppositivo provocatorio (DOP) possono iniziare a presentarsi già nell’età prescolare, intorno ai 3-5 anni; altri disturbi, come il disturbo della condotta, possono manifestarsi anche più tardi, intorno ai 6-12 anni. Tuttavia, è importante ribadire che l’età esatta di insorgenza può variare da individuo a individuo.

Cosa succede quando il bambino presenta un disturbo del comportamento

Attualmente si ritiene che un deficit nell’autoregolazione sia relativamente stabile durante l’infanzia e che giochi un ruolo decisivo nell’insorgenza di alcuni problemi di adattamento e della regolazione del comportamento a un’età più avanzata.

Un bambino con difficoltà nella regolazione emotiva e comportamentale mostra solitamente comportamenti aggressivi atti a violare i diritti degli altri. Spesso il bambino o il ragazzo può entrare in contrasto con le norme sociali oppure opporsi a figure che rappresentano l’autorità.

La compromissione dell’autoregolazione dà origine a un comportamento disinibito, caratterizzato dall’incapacità di resistere a un impulso (Fariba & Gokarakonda, 2023). Da ciò si evince che il bambino che presenta un disturbo del comportamento mostra anche una forte componente di impulsività.

L’atteggiamento di sfida che spesso caratterizza questi bambini, mostra anche un basso livello di paura e di empatia verso l’altro.

Inoltre, si è visto che nei bambini con disturbo del comportamento, i sistemi di risposta allo stress, a seguito di una punizione, non si attivano (Figueiredo, 2020).

Fattori di rischio dei disturbi del comportamento

I fattori associati alla disregolazione emotiva, cognitiva e comportamentale che contribuiscono all’insorgenza di un disturbo del comportamento, possono essere di tipo temperamentale, ambientale e genetico. Diversi studi hanno evidenziato molteplici fattori di rischio (Frazier et al., 2023; Savell, 2022; Dagan et. al., 2021; Deneault, 2022; Figueiredo, 2020; Chutko, 2020; Paulus, 2021):

  • Bassi livelli di serotonina e alti livelli di cortisolo
  • Deficit neurocognitivi (deficit nelle funzioni esecutive)
  • Difficoltà di processamento delle informazioni sociali
  • Vulnerabilità temperamentali (ridotta regolazione emotiva, impulsività)
  • Fattori di rischio materni legati alla fase prenatale (bassa istruzione materna, obesità, infezioni prenatali e fumo)
  • Stile educativo genitoriale coercitivo
  • Stile di attaccamento insicuro o disorganizzato madre-bambino e padre-bambino
  • Conflitti all’interno del contesto familiare
  • Esposizione ad atti violenti, maltrattamenti o situazioni di abuso

Quali sono i disturbi del comportamento

Nella quinta edizione del DSM-5-TR, il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (APA, 2022), si parla dei cosiddetti “Disturbi del comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta” per riferirsi ad una famiglia di disturbi in cui sono prevalenti le componenti comportamentali dell’aggressività e della violazione delle norme.

In particolare, si fa riferimento a:

  • Disturbo esplosivo intermittente (link alla pagina)
  • Disturbo della condotta (link alla pagina)
  • Disturbo oppositivo-provocatorio (link alla pagina)

Questi disturbi tendono a manifestarsi per la prima volta durante l’infanzia e l’adolescenza e più raramente in età adulta. Inoltre, sono più diffusi nei maschi che nelle femmine, anche se la predominanza maschile differisce in base al tipo di disturbo e all’età.

Cosa fare

Come appare evidente da quanto emerge dalla letteratura scientifica, alcune difficoltà nella regolazione del comportamento possono essere osservate già durante l’età prescolare. Questo è un aspetto molto importante in quanto può permettere al genitore, o agli altri adulti che si prendono cura del minore, di attivare interventi tempestivi. Il trattamento dei disturbi comportamentali vede nella valutazione psicologica il suo primo passo. Questa può essere svolta da neuropsichiatri infantili, psicologi e psicoterapeuti, e seguita da un intervento centrato sull’attivazione delle risorse e dei fattori protettivi del bambino a diversi livelli: personale, familiare, amicale e scolastico. L’intervento avrà come obiettivo quello di potenziare le abilità di gestione dell’impulsività, il miglioramento delle abilità sociali o la riduzione dei comportamenti aggressivi. L’intervento può essere individuale oppure di gruppo.

Ecco i moduli che compongono l’intervento terapeutico in presenza di un disturbo del comportamento. Tali moduli verranno poi adattati a seconda della fase di sviluppo in cui si trova il minore e del disturbo diagnosticato:

  • Psicoeducazione al disturbo: conoscere le principali caratteristiche del disturbo e migliorare la consapevolezza dei fattori che influenzano il comportamento può aiutare il minore a comprendere meglio sé stesso e ad adottare strategie più efficaci per affrontare le sfide
  • Cambiamento dei modelli di pensiero: aiutare il minore a identificare e modificare i pensieri disfunzionali che influenzano il comportamento problematico. Questo può coinvolgere l’apprendimento di strategie di ristrutturazione cognitiva per sostituire i pensieri negativi con pensieri più adattivi e realistici
  • Tecniche per la riduzione della disregolazione emotiva e dell’impulsività: insegnare strategie per imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni così da diminuire la loro intensità e le conseguenti crisi comportamentali. Inoltre il minore acquisirà competenze per migliorare la tolleranza alla frustrazione
  • Apprendimento di nuove abilità comportamentali: insegnare al minore abilità pratiche per affrontare le situazioni in modo più efficace, come la risoluzione dei problemi, la gestione delle emozioni, la comunicazione assertiva e l’autocontrollo
  • Coinvolgimento della famiglia: coinvolgere la famiglia nel processo terapeutico, fornendo supporto, istruzioni e strategie per sostenere il bambino/ragazzo nel cambiamento comportamentale. La collaborazione con la famiglia è essenziale per garantire un ambiente di supporto, coerenza, prevedibilità e stabilità

Bibliografia e Sitografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association
  • Chutko, L. S., Surushkina, S. Y., Yakovenko, E. A., Anisimova, T. I., Sergeev, A. V., & Didur, M. D. (2020). Narusheniya upravlyayushchikh funktsii u detei s emotsional’noi i povedencheskoi disregulyatsiei [Disturbances of executive functions in children with emotional and behavioral dysregulation]. Zhurnal nevrologii i psikhiatrii imeni S.S. Korsakova120(4), 23–28. https://doi.org/10.17116/jnevro202012004123
  • Crowell J. A. (2021). Development of Emotion Regulation in Typically Developing Children. Child and adolescent psychiatric clinics of North America, 30(3), 467–474. https://doi.org/10.1016/j.chc.2021.04.001
  • Dagan, O., Schuengel, C., Verhage, M. L., van IJzendoorn, M. H., Sagi-Schwartz, A., Madigan, S., Duschinsky, R., Roisman, G. I., Bernard, K., Bakermans-Kranenburg, M., Bureau, J. F., Volling, B. L., Wong, M. S., Colonnesi, C., Brown, G. L., Eiden, R. D., Fearon, R. M. P., Oosterman, M., Aviezer, O., Cummings, E. M., … Collaboration on Attachment to Multiple Parents and Outcomes Synthesis (2021). Configurations of mother-child and father-child attachment as predictors of internalizing and externalizing behavioral problems: An individual participant data (IPD) meta-analysis. New directions for child and adolescent development2021(180), 67–94. https://doi.org/10.1002/cad.20450
  • Deneault, A. A., Bureau, J. F., & Yurkowski, K. (2022). Do child-father and child-mother preschool insecure attachment types predict the development of externalizing behaviors in boys and girls during middle childhood?. Developmental psychology58(7), 1360–1370. https://doi.org/10.1037/dev0001369
  • Eilertsen, E. M., Cheesman, R., Ayorech, Z., Røysamb, E., Pingault, J. B., Njølstad, P. R., Andreassen, O. A., Havdahl, A., McAdams, T. A., Torvik, F. A., & Ystrøm, E. (2022). On the importance of parenting in externalizing disorders: an evaluation of indirect genetic effects in families. Journal of child psychology and psychiatry, and allied disciplines, 63(10), 1186–1195. https://doi.org/10.1111/jcpp.13654
  • Fariba, K. A., & Gokarakonda, S. B. (2023). Impulse Control Disorders. In StatPearls. StatPearls Publishing.
  • Figueiredo, P., Ramião, E., Azeredo, A., Moreira, D., Barroso, R., & Barbosa, F. (2020). Relation between basal cortisol and reactivity cortisol with externalizing problems: A systematic reviewPhysiology & behavior225, 113088. https://doi.org/10.1016/j.physbeh.2020.113088
  • Frazier, J. A., Li, X., Kong, X., Hooper, S. R., Joseph, R. M., Cochran, D. M., Kim, S., Fry, R. C., Brennan, P. A., Msall, M. E., Fichorova, R. N., Hertz-Picciotto, I., Daniels, J. L., Lai, J. S., Boles, R. E., Zvara, B. J., Jalnapurkar, I., Schweitzer, J. B., Singh, R., Posner, J., … program collaborators for Environmental influences on Child Health Outcomes (2023). Perinatal Factors and Emotional, Cognitive, and Behavioral Dysregulation in Childhood and Adolescence. Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry62(12), 1351–1362. https://doi.org/10.1016/j.jaac.2023.05.010
  • Paulus, F. W., Ohmann, S., Möhler, E., Plener, P., & Popow, C. (2021). Emotional Dysregulation in Children and Adolescents With Psychiatric Disorders. A Narrative Review. Frontiers in psychiatry12, 628252. https://doi.org/10.3389/fpsyt.2021.628252
  • Savell, S. M., Womack, S. R., Wilson, M. N., Lemery-Chalfant, K., & Shaw, D. S. (2022). Indirect Associations between Middle-Childhood Externalizing Behaviors and Adolescent Substance Use through Late-Childhood Exposure to Violence. Journal of youth and adolescence51(4), 628–642. https://doi.org/10.1007/s10964-022-01575-8
  • Wilke, J., & Goagoses, N. (2023). Morality in middle childhood: the role of callous-unemotional traits and emotion regulation skills. BMC psychology, 11(1), 283. https://doi.org/10.1186/s40359-023-01328-7

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