Il Disturbo della Condotta (DC)

Il Disturbo della Condotta (DC)

Cos’è il Disturbo della Condotta?

Il Disturbo della Condotta (DC) è un disturbo di natura comportamentale, riscontrabile in bambini e adolescenti. La caratteristica distintiva di questo disturbo è quella di uno stile comportamentale caratterizzato dalla tendenza a violare, in maniera ripetitiva, le regole imposte dal contesto esterno, dalla tendenza a prevaricare gli altri, a mentire e dalla messa in atto di comportamenti, spesso violenti, che possono rappresentare un potenziale danno o pericolo per gli altri.

Caratteristiche e Sintomi del Disturbo della Condotta

Le caratteristiche interpersonali del bambino o adolescente con DC possono essere le seguenti:

  • Prepotente
  • Minaccioso
  • Intimidatorio nei confronti degli altri
  • Crudele verso persone e/o animali

Nello specifico, si ha a che fare con bambini che danno inizio a colluttazioni fisiche, mentono per ottenere vantaggi, rubano o distruggono proprietà altrui, utilizzano armi o oggetti per arrecare danno o dolore ad altri, trascorrono la notte o periodi più o meno lunghi fuori casa e appiccano incendi.

I comportamenti del DC possono portare a:

  • Sospensione o espulsione dalla scuola a problemi di adattamento lavorativo, a difficoltà legali, a malattie a trasmissione sessuale, a gravidanze indesiderate e a lesioni fisiche da incidenti o da colluttazioni
  • Inizio precoce di attività sessuale, uso di alcol, fumo, uso di sostanze illegali, comportamenti temerari e rischiosi

Non raramente i DC entrano in contatto con il sistema di giustizia penale a causa di un comportamento illegale.

Diffusione del Disturbo della Condotta

Il DC ha una prevalenza nella popolazione che va dal 2 al 10%, con una media del 4%. La percentuale sembra essere più elevata nei maschi che nelle femmine, rispettivamente 11% e 7% (Mohammadi et al., 2021). A tal proposito è stato notato come vi sia una differenza degli aspetti diagnostici del DC legati al genere:

  • i maschi manifestano più frequentemente aggressività fisica, furto, vandalismo e problemi di disciplina scolastici
  • le femmine sono più propense a dire bugie, fare assenze a scuola, scappare di casa, usare le sostanze e prostituirsi

La prevalenza del DC risulta essere abbastanza coerente tra i vari paesi, differenti per cultura ed etnia.

Comorbidità del Disturbo della Condotta

Il DC è un disturbo spesso riscontrato in comorbidità con:

  • Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD): ciò potrebbe essere dovuto al fatto che i due disturbi possono essere il risultato di comuni fattori di rischio temperamentali
  • Disturbo Oppositivo Provocatorio (DOP): il DC, infatti, potrebbe avere alla base un DOP pregresso
  • Disturbo da Uso di Sostanze (SUD): un DC porterebbe a un aumento della possibilità di sviluppare un Disturbo da Uso di Sostanze (Masroor et al., 2019)
  • Disturbi d’ansia e Disturbi dell’umore (disturbo depressivo o bipolare): soprattutto in risposta alla compromissione relazionale a cui questi bambini e ragazzi si trovano a dover far fronte
  • Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
  • Disturbo della comunicazione

Diagnosi del Disturbo della Condotta

Per porre diagnosi di DC occorre che siano soddisfatti una serie di criteri quali:

  1. Il disturbo si presenta sotto forma di un pattern comportamentale ripetitivo e persistente in cui vengono violati i diritti fondamentali degli altri o le principali norme o regole sociali appropriate all’età

Tale pattern comportamentale deve manifestarsi nei 12 mesi precedenti, con almeno 3 dei 15 criteri presenti in una delle 4 categorie sottoindicate e almeno uno dei 15 criteri deve essere presente negli ultimi 6 mesi (DSM 5 TR, APA, 2022).

Le 4 Categorie sono:

Aggressione a persone o animaliDistruzione della proprietàFrode o furtoGravi violazioni di regole
è prepotente,

minaccia,

dà inizio a colluttazioni fisiche,

utilizzo di armi,

fisicamente crudele con animali o persone,

ruba affrontando la vittima,

forza qualcuno ad attività sessuali

appicca fuoco con intenzione per causare seri danni o

distrugge deliberatamente proprietà altrui

entra in edificio, domicilio o automobile altrui,

mente per ottenere vantaggi o favori oppure per evitare obblighi,

ruba oggetti di valore senza affrontare la vittima (furto nei negozi ma senza scasso, falsificazioni…)

trascorre fuori casa la notte nonostante le proibizioni dei genitori, con inizio prima dei 13 anni di età,

marina spesso la scuola, anche qui con inizio prima dei 13 anni,

è fuggito da casa almeno due volte o una volta sola senza però tornare per un lungo periodo

  1. L’anomalia del comportamento causa una compromissione clinicamente significativa del funzionamento sociale, scolastico o lavorativo
  2. Se l’individuo ha 18 anni o più e non sono soddisfatti i criteri di Disturbo Antisociale di Personalità

È inoltre opportuno specificare il livello di gravità del disturbo, che può essere:

  • Lieve: se si presentano pochi o nessun altro problema di condotta oltre a quelli richiesti per porre la diagnosi e causano danni relativamente minori, ad esempio bugie, assenza ingiustificate, rimanere fuori fino a tardi o senza il permesso
  • Moderata: se il numero dei problemi di condotta e i loro effetti sull’altro sono intermedi tra quelli definiti lievi e quelli gravi, ad esempio rubare senza affrontare direttamente la vittima e atti di vandalismo
  • Grave: se sono presenti numerosi problemi di condotta oltre a quelli richiesti per porre la diagnosi e causano danni notevoli agli altri, ad esempio forzare qualcuno per avere delle prestazioni sessuali, crudeltà fisica, uso di armi, rubare affrontando direttamente la vittima, furto con scasso.

A differenza degli altri disturbi facenti parte della medesima classificazione diagnostica, nel momento in cui si pone diagnosi di DC è opportuno prestare attenzione a una serie di aspetti. Per prima cosa va specificato il tipo di esordio. Il DC può infatti essere:

  • Con esordio nell’infanzia: se il bambino mostra almeno un sintomo caratteristico prima dei 10 anni
  • Con esordio nell’adolescenza: se il bambino presenta uno sei sintomi del DC solo dopo i 10 anni
  • Con esordio non specificato: qualora fossero soddisfatti i criteri per la diagnosi di DC ma non siano disponibili informazioni sufficienti per determinare se l’esordio si è verificato prima o dopo i 10 anni di età

Va inoltre specificato se il DC è caratterizzato da una limitazione delle emozioni prosociali.

 

IL SOTTOTIPO CON EMOZIONI PROSOCIALI LIMITATE

In letteratura, si parla di DC con emozioni prosociali limitate facendo riferimento al tratto interpersonale calloso-anemozionale, “Callous-Unemotional Trait”.

Lo stile interpersonale Callous-Unemotional fa riferimento a due particolari aspetti quali l’insensibilità e la mancanza di emotività. Studi hanno mostrato che minori con questo sottotipo di DC hanno un comportamento con condotte maggiormente aggressive, più gravi e premeditate finalizzate ad ottenere vantaggi personali o motivate da una volontà vendicativa o di sopraffazione dell’altro (Blair et al., 2020)

Per individuare il sottotipo di DC con emozioni prosociali limitate occorre che la persona mostri in modo persistente, per almeno 12 mesi e in diversi tipi di relazione e ambienti, una limitazione in almeno 2 delle seguenti 4 emozioni prosociali:

  1. mancanza di rimorso o senso di colpa dopo aver compiuto qualcosa di sbagliato e assenza di preoccupazione per le conseguenze negative delle proprie azioni
  2. insensibilità/mancanza di empatia, intesa come noncuranza, freddezza e indifferenza per i sentimenti altrui e per gli effetti che le proprie azioni hanno sugli altri
  3. indifferenza per i risultati, ossia una mancanza di preoccupazione verso uno scarso o problematico rendimento scolastico o altre attività importanti
  4. affettività superficiale o anaffettiva, per cui il bambino non esprime i propri sentimenti e non mostra emozioni verso gli altri se non in maniera superficiale o poco sincera

È necessario, inoltre, che siano prese in considerazione non solo testimonianze del bambino o dei genitori ma anche di persone più distanti quali insegnanti, parenti e coetanei.

Cause e fattori di rischio

I fattori di rischio eziopatogenetico sono da ritrovarsi adottando un approccio di tipo bio-psico-sociale.

Tra questi fattori troviamo:

fattori temperamentali: temperamento infantile difficile e scarsamente controllato, intelligenza inferiore alla media con particolare riferimento all’indice che indaga le competenze verbali

fattori ambientali: comprendono i fattori familiari ed i fattori di comunità. Rispetto ai fattori familiari si fa riferimento alla presenza di rifiuto e/o trascuratezza da parte dei genitori; pratiche educative incoerenti; disciplina rigida; abuso fisico e sessuale; mancanza di controllo; precoce regime istituzionale di vita; frequenti cambi di caregiver; famiglia di grandi dimensioni; criminalità dei genitori; alcuni tipi di psicopatologia familiare; condizione di migrante di uno dei due genitori (Osooli et al., 2021). Quando, invece, si parla di fattori di comunità si fa riferimento al rifiuto da parte dei coetanei; associazione con gruppi di coetanei co esposizione a condotte delinquenziali; violenza nel quartiere

fattori genetici e fisiologici:

  • un genitore biologico o adottivo o un fratello con diagnosi di DC
  • un genitore biologico con disturbo di alcol grave o con un disturbo depressivo o bipolare o schizofrenico
  • genitori biologici con una storia di ADHD
  • differenze strutturali e funzionali nelle aree cerebrali del DC deputate alla regolazione ed elaborazione delle emozioni

Trattamento del Disturbo della Condotta

Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di un approccio multimodale nel trattamento del DC (Mohan et al., 2023). Dal punto di vista psicoterapeutico, il trattamento Cognitivo-Comportamentale è uno dei trattamenti elettivi nei confronti del DC. Secondo questo modello, il bambino o l’adolescente con un DC tenderebbe a mettere in atto comportamenti disfunzionali in seguito a una serie di processi di percezione e valutazione degli eventi; tali processi di percezione e valutazione, spesso caratterizzati da errori cognitivi e di pensiero, sono influenzati dalla storia di sviluppo del bambino e, a loro volta, influenzano le sue reazioni emotive, fisiologiche e comportamentali.

Sulla base di questo meccanismo la Psicoterapia Cognitivo Comportamentale prevede una serie di fasi quali:

  • costruzione di una relazione terapeutica
  • ascolto del paziente e validazione delle sue modalità di funzionamento
  • consapevolezza della relazione tra emozioni, pensieri e azioni
  • identificazione e messa in discussione dei pattern cognitivi
  • identificazione e promozione di processi di adattamento socio-emotivi-comportamentali alternativi a quelli solitamente messi in atto e maggiormente funzionali

Altresì importante è il lavoro con le famiglie, il quale tiene conto del fatto che la relazione genitore/bambino promuove e sostiene specifiche modalità di comportamento di quest’ultimo e che queste modalità comportamentali sono influenzate e/o rinforzate dalle risposte dirette dei genitori.

Il lavoro con i genitori inizialmente prevede:

  • una fase di osservazione, identificazione e registrazione dei comportamenti del figlio
  • una fase di condivisione delle aspettative dei genitori sul figlio e su loro stessi come genitori
  • una fase di individuazione delle risorse nel figlio ed in loro
  • una fase di condivisione di strategie finalizzate a promuovere atteggiamenti adattivi del figlio

Se necessario si ricorrerà a una terapia farmacologica da affiancare alla terapia cognitivo comportamentale.

Bibliografia e Sitografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association
  • Blair, R. J. R., & Zhang, R. (2020). Recent neuro-imaging findings with respect to conduct disorder, callous-unemotional traits and psychopathy. Current opinion in psychiatry, 33(1), 45–50
  • Masroor, A., Patel, R. S., Bhimanadham, N. N., Raveendran, S., Ahmad, N., Queeneth, U., Pankaj, A., & Mansuri, Z. (2019). Conduct Disorder-Related Hospitalization and Substance Use Disorders in American Teens. Behavioral sciences (Basel, Switzerland), 9(7), 73
  • Mohammadi, M. R., Salmanian, M., & Keshavarzi, Z. (2021). The Global Prevalence of Conduct Disorder: A Systematic Review and Meta-Analysis. Iranian journal of psychiatry, 16(2), 205–225.
  • Mohan, L., Yilanli, M., & Ray, S. (2023). Conduct Disorder. In StatPearls. StatPearls Publishing
  • Osooli, M., Ohlsson, H., Sundquist, J., & Sundquist, K. (2021). Conduct Disorder in Immigrant Children and Adolescents: A Nationwide Cohort Study in Sweden. International journal of environmental research and public health, 18(20), 10643

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