Il Disturbo della Coordinazione Motoria

Il Disturbo della Coordinazione Motoria

Il Disturbo della Coordinazione Motoria

É ormai scientificamente riconosciuta l’interazione tra percezione, movimento, emozione e cognizione: qualsiasi movimento che compiamo, infatti, nasce come “idea motoria” che risente dell’elaborazione delle informazioni che ci giungono dall’ambiente e dal nostro corpo nello spazio.

Per renderci conto della complessità di alcuni schemi di movimento, che appaiono  semplici alla maggior parte delle persone, come fare dei salti in sequenza o un nodo, è sufficiente osservare un bambino che le sta apprendendo; risulta subito chiaro quanti sistemi siano coinvolti.

Vista, udito, tatto, apparato vestibolare, sistema propriocettivo e muscoli lavorano insieme per generare e agire un movimento coordinato. Questo complesso sistema di integrazione arriva a compimento intorno ai 7-8 anni, momento in cui le abilità motorie di base del bambino sono assimilabili a quelle di un adulto e poi perfezionabili durante la crescita.

Quando nei primi anni di vita ci si trova davanti a difficoltà motorie che hanno un impatto visibile e negativo sulla vita del bambino, è necessario effettuare degli approfondimenti per capirne le cause. Nei casi in cui queste difficoltà si presentino in modo isolato, e quindi non risultino correlate a deficit visivo, uditivo, a disabilità intellettiva o all’interno di un quadro di generale ritardo delle acquisizioni, è possibile trovarsi davanti al disturbo della coordinazione motoria.

Una volta accertato che la difficoltà sia prettamente motoria, è necessario non sottovalutarla; l’importanza, infatti, di un buono sviluppo delle competenze motorie per soddisfare le richieste dell’ambiente e per integrarsi nel gruppo dei pari è stata ampiamente riconosciuta. Inoltre, poiché lo sviluppo neurocognitivo evolve a partire dalla percezione del corpo,  anche le abilità cognitive e linguistiche sono strettamente legate al controllo delle abilità motorie.

Una carenza nelle competenze motorie può influenzare pertanto le abilità sociali, le autonomie quotidiane e i risultati scolastici.

Il manuale DSM5, nella sua ultima versione TR, descrive il disturbo della coordinazione motoria come un ritardo nell’acquisizione ed esecuzione di abilità motorie coordinate, rispetto a quanto atteso per l’età cronologica dell’individuo; non collegato ad altri quadri diagnostici (come disabilità intellettiva, deficit visivi/uditivi o disturbi neurologici); con esordio nella prima infanzia e impatto negativo sulle abilità quotidiane e sulla produttività scolastica

É possibile individuare una serie di macro aree dello sviluppo motorio che risultano particolarmente importanti e dove è frequente riscontrare delle difficoltà: tra queste individuiamo la consapevolezza corporea, la pianificazione dei movimenti e l’integrazione motoria bilaterale.

Consapevolezza corporea

Si tratta della percezione inconscia della posizione, del movimento e della forza del corpo, che deriva dalle informazioni inviate da specifici recettori a livello di articolazioni e muscoli. Quando questo sistema complesso funziona in modo efficace è possibile svolgere continui aggiustamenti in base al compito che stiamo eseguendo, come ad esempio riposizionare il polso e l’arto mentre si colora in base ai bordi dell’immagine; al contrario, quando il tono muscolare non è adeguato, si risulta particolarmente suscettibili a problemi connessi alla propriocezione. Si potrebbero registrare difficoltà nel mantenere un buon equilibrio poiché questo deriva da un adeguato feedback propriocettivo e vestibolare.

 

Pianificazione del movimento

L’abilità di pianificare i movimenti, detta anche prassia, consiste nella possibilità di organizzare e portare a termine un nuovo compito motorio e si differenzia dalla coordinazione motoria, che è invece l’abilità di svolgere un’attività motoria in modo fluido.

Per poter pianificare un movimento è necessario avere in mente un’idea di quello che deve accadere, in base anche alle informazioni del sistema propriocettivo e vestibolare.

I bambini con difficoltà di pianificazione motoria riscontrano problemi nell’imitazione di movimenti altrui e nell’imparare nuove sequenze motorie; tendono spesso a evitare giochi motori con i pari e possono essere poco organizzati nell’utilizzo del tempo e dei materiali, con conseguente senso di frustrazione.

 

Integrazione motoria bilaterale

La progressiva capacità dei due lati del corpo di cooperare per portare a termine un’attività è strettamente collegata allo sviluppo dell’emilato dominante (occhio, arto superiore e arto inferiore “preferiti”). La maggior parte dei bambini mostra una preferenza per una mano piuttosto che per l’altra intorno ai 2 anni e mezzo d’età ma è intorno ai 5 che si sviluppa la “dominanza d’uso” ovvero il consistente uso preferenziale di un arto per movimenti fini che diventa quindi particolarmente specializzato e preciso.

L’alternanza delle mani è collegata alla capacità di attraversare l’asse mediano del corpo; si può notare come fino ai 4 anni i bambini afferrino un oggetto con la mano più vicina; intorno ai 4 anni e mezzo/5 i bambini iniziano ad attraversare l’asse mediano con la mano dominante se devono afferrare uno strumento complesso, ovvero il cui utilizzo richiede precisione. In concomitanza dell’inizio del ciclo delle scuole elementari, è importante aver sviluppato la dominanza d’uso e un fluido attraversamento della linea mediana per esercitare con autonomia e fluidità gli schemi adeguati per i vari strumenti complessi che si utilizzano nel contesto scolastico.


Campanelli d’allarme

Le caratteristiche chiave del disturbo della coordinazione motoria sono :

goffaggine, lentezza o inaccuratezza nello svolgimento delle attività motorie, con impatto negativo sullo svolgimento di attività quotidiane.

Nei primi anni di vita il bambino acquisisce delle abilità che rappresentano dei veri e propri appuntamenti irrinunciabili per la sua crescita, chiamati “appuntamenti funzionali”, organizzati e classificati in base all’età di sviluppo.

Scarsa fluidità o mancata acquisizione di queste competenze nel periodo evolutivo in cui sono attese possono essere campanelli d’allarme che possono indirizzare verso un disturbo della coordinazione motoria o un più ampio ritardo dello sviluppo psicomotorio; in entrambi i casi un consulto con un Neuropsichiatra Infantile si rende necessario.

Ecco alcune abilità motorie del bambino in età prescolare da osservare:

  • Intorno ai 3 anni il bambino è in grado di stare per qualche secondo sul piede preferito; si arrampica su sedie e piccoli giochi, pedala con il triciclo, sale e scende le scale alternando i piedi; copia linee e imita la figura di una croce, manipola materiali come il pongo, plastilina per fare palline e spaghetti; è in grado di usare forchetta e cucchiaio in autonomia
  • Intorno ai 4 anni calcia e tira la palla; è in grado anche di ricevere il tiro in modo funzionale, cammina su una linea, saltella su un piede, salta un ostacolo, copia delle forme come cerchio, quadrato, imita la figura di una croce e di una X, inizia a ritagliare; abbottona e sbottona davanti a sè, apre le zip, si spoglia con aiuto
  • intorno ai 5 anni sale le scale tenendo un oggetto in mano, tira la palla al muro e la riprende, tira la palla contro un bersaglio a circa 2 mt di stanza, ha stabilito la dominanza d’uso, utilizza correttamente le forbici, copia le lettere e scrive il proprio nome; aggancia la zip e indossa correttamente i calzini; si spoglia e inizia a indossare pantaloni.

Diagnosi e trattamento

Tramite una valutazione neuropsicomotoria e visita neuropsichiatrica è possibile fare diagnosi di Disturbo della Coordinazione motoria. Solitamente la diagnosi non arriva prima dei 5 anni poiché esiste una considerevole variazione nell’età di acquisizione delle differenti abilità motorie.

Una scarsa gestione del proprio movimento, in particolare quello fino motorio, può inoltre avere conseguenze sulle abilità grafiche, anche all’interno del percorso scolastico; motivo per cui molto spesso c’è una comorbidità tra il Disturbo della Coordinazione motoria  e difficoltà nella produzione grafica e della scrittura.

L’intervento riabilitativo è volto a potenziare le aree sopracitate, promuovendo una corretta gestione del tono muscolare, sistema propriocettivo e vestibolare e gestione delle abilità bimanuali. Nel percorso riabilitativo vengono frequentemente proposte attività motorie per sostenere e rafforzare le abilità sottostanti ai diversi giochi di gruppo motori che i bambini svolgono insieme. Uno degli obiettivi è, infatti, rendere il bambino sicuro delle proprie competenze per favorire la socializzazione promuovendo la partecipazione a giochi motori di gruppo, tipici per le diverse fasce d’età.

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR). Washington, DC: American Psychiatric Association;
  • Kurtz, L. A. (2006). Disturbi della coordinazione motoria. Come aiutare i bambini goffi a casa e a scuola. Edizioni Erickson.
  • Sabbadini, L., & Michelazzo, L. (2016). La disprassia: giochi ed esercizi.
  • Sheridan, M. D. (2009). Dalla nascita ai cinque anni. Le tappe fondamentali dello sviluppo.

 

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