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Mindfulness Based Stress Reduction per l’insonnia

Mindfulness Based Stress Reduction per l’insonnia

Linsonnia (di cui parliamo estesamente nella pagina dedicata può essere definita come una reiterata difficoltà a iniziare e/o mantenere il sonno, tale che esso risulta di durata e/o qualità insoddisfacente (Devoto e Violani, 2010).

Almeno il 25% della popolazione adulta ha problemi con il sonno. In Italia, secondo i dati dell’Associazione italiana per la medicina del sonno, sono circa 12 milioni le persone che hanno problemi a dormire: insonnia, apnee notturne, sindrome delle gambe senza riposo (RLS), narcolessia. Si stima che l’insonnia cronica colpisca una persona su dieci e che possa insorgere a qualsiasi età.

Chi soffre di insonnia si addormenta con difficoltà, presenta un sonno superficiale e frammentato, e lamenta anche sintomi diurni come stanchezza, mancanza di energia, difficoltà di concentrazione, umore depresso o irritabile.

All’insonnia cronica sono associati diversi disturbi, un aumento del rischio di depressione, di ipertensione e problemi cardiaci, senza citare l’impatto profondo sulla qualità della vita degli individui  (National Institutes of Health State-of-the-Science Conference Final Statement on Manifestations and Management of Chronic Insomnia in Adults. Sleep. 2005; Mallon L, Broman JE, Hetta J. 2002;  Suka M, Yoshida K, Sugimori H., 2003; Zammit GK, Weiner J, Damato N, Sillup GP, McMillan CA. 1999).

Il protocollo MBSR si è dimostrato efficace non solo nel trattamento dell’insonnia associata a diversi disturbi medici o psichiatrici (Winbush, Gross, Kreitzer, 2007; Lundh, 2005; Carlson, Garland 2005), ma anche nel trattamento dell’insonnia primaria cronica (Gross et al, 2011; Ong et al., 2008, 2009, 2010) dal momento che lo stress gioca un ruolo fondamentale nell’insorgenza e nel mantenimento del disturbo. Nel trattamento dell’insonnia l’utilizzo della Mindfulness aiuta a:

  • staccarsi dalle ruminazioni e dalle preoccupazioni legate alla mancanza di sonno, che tipicamente mantengono l’iper-arousal (che indica alti livelli di attivazione e l’aumentata reattività del sistema nervoso centrale);
  • ridurre gli sforzi effettuati per addormentarsi;
  • aumentare la capacità di riconoscere gli stati mentali e fisici della sonnolenza.

Negli ultimi anni, stante l’efficacia della Mindfulness sulle persone con insonnia (Ong, Smith, 2017), è stato ideato il protocollo Mindfulness Based Therapy for Insomnia (MBT-I; per approfondire è possibile consultare l’opuscolo sull’insonnia) che ha una struttura simile a quella del programma MBSR e include delle specifiche strategie cognitivo-comportamentali per il trattamento dell’insonnia (Ong et al., 2014). Ogni session prevede una meditazione formale e una finestra teorica sui princìpi della Mindfulness dal momento che l’obiettivo dell’intervento è aumentare la consapevolezza dei propri pensieri ed emozioni che alimentano e mantengono le preoccupazioni legate all’assenza di sonno. Vi è anche una finestra teorica specifica sulle “regole di igiene del sonno”, ovvero delle indicazioni comportamentali da seguire per poter migliorare il proprio sonno dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Le persone vengono aiutate ad apprendere il principio del “lasciar andare” che favorisce il processo dell’addormentamento e il sonno. La finalità dell’intervento è sviluppare una maggiore accettazione e disponibilità verso lo stato della veglia, imparando a relazionarsi a essa in maniera non giudicante e disponibile.

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