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Perché gli uomini non vanno in Psicoterapia?

Perché gli uomini non vanno in Psicoterapia

Photo by Jake Melara on Unsplash

Le ricerche scientifiche hanno dipinto molto spesso il mondo della psicoterapia “in rosa” in quanto le donne sembrano essere maggiormente colpite dai disturbi relativi alla salute mentale (McManus et al., 2016). Sembra, infatti, che siano le madri (10%) a soffrire maggiormente di problemi legati alla sfera psicologica rispetto ai padri (6%) (Parker e al., 2008), e che 1 donna su 5 soffra di Depressione rispetto alla proporzione maschile che è di 1 a 8 (McManus et al, 2014).

La domanda però che ci si pone è se sia davvero così o se esistano delle regole o delle norme sociali legate al genere che in qualche modo influenzino quanto riportato in letteratura.

I dati provenienti dal Regno Unito sono un interessante spunto di riflessione.

Nel “The Men’s Health Forum” britannico viene riportato che gli uomini ricevono meno diagnosi rispetto alle donne in quanto meno propensi a chiedere aiuto per questioni che riguardano il benessere psicologico.

Vi è, infatti, un considerevole dibattito sulla percentuale dei disturbi della salute mentale effettivamente presenti nella popolazione maschile e sulla possibilità che ci sia una sottostima causata da un minor numero di diagnosi. In un sondaggio del 2016 condotto da Opinion Leader per il Men’s Health Forum (vedi sitografia), la maggior parte degli uomini ha affermato che erano disposti a ritagliarsi del tempo libero dal lavoro per ottenere assistenza medica per sintomi di natura organica, ma meno di 1 su 5 ha affermato che avrebbe fatto lo stesso per problemi di natura psicologica come l’ansia (19%) o per problemi legati all’abbassamento dell’umore (15%). Sempre lo stesso forum, alla luce di quanto appena scritto, riporta dei dati che invece potrebbero fornire un quadro migliore dello stato di salute mentale degli uomini rispetto al numero di diagnosi cliniche effettivamente presenti. I dati qui riportati provengono da diverse fonti sia a carattere scientifico come l’Università di York che a carattere governativo come l’Office of National Statics o il dipartimento dell’Educazione del governo. Tra questi annoveriamo che:

  • Nel 2016 ci sono stati 5668 suicidi in Gran Bretagna: il 76% erano uomini
  • L’87% delle persone con eccessiva sonnolenza sono uomini
  • Gli uomini hanno tre volte di più la possibilità di sviluppare una dipendenza da alcool rispetto alle donne
  • Gli uomini riportano un uso di droghe tre volte maggiore rispetto alle donne
  • Il 95% della popolazione carceraria inglese è costituito da uomini di cui il 72% soffre di almeno un disturbo della salute mentale
  • Gli uomini hanno il 50% di possibilità in più delle donne si ricevere in Inghilterra un regime di ricovero psichiatrico obbligatorio
  • Gli uomini hanno meno accesso alle forme di supporto sociale
  • L’86% dei crimini violenti sono commessi da uomini
  • Si ritiene che gli uomini abbiano maggiori probabilità di soffrire di disturbi di personalità (5,4%) rispetto alle donne (3,4%)

La riflessione presente sul Men’s Health Forum suggerisce che le statistiche riportate indicano come il disagio emotivo e psicologico maschile possa emergere in modalità diverse da quelle che spingono normalmente a cercare un supporto psicologico e prima ancora una diagnosi. Inoltre, un altro punto a loro sfavore sarebbe lo scarso supporto sociale ed emotivo di amici e familiari, di cui invece dispongono maggiormente le donne.

Un’ulteriore riflessione sottolinea come gli uomini potrebbero anche riconoscere i segnali di un decadimento del loro benessere psicologico ma che, nonostante questo, non siano disposti a chiedere aiuto, affidandosi più a strategie di autogestione e arrecando così un danno non solo a se stessi ma anche a chi sta loro vicino. Nei primi 3 mesi del 2015, nel Regno Unito, solo il 36% delle persone che hanno richiesto una psicoterapia era di sesso maschile.

Per capire meglio lo stato dell’arte, nel 2016 sono stati condotti diversi studi che hanno coinvolto 1112 uomini dai quali è emerso che:

  • Il 34% proverebbe imbarazzato o vergogna nell’utilizzare la pausa pranzo o nel prendersi permessi a lavoro per andare in psicoterapia. La percentuale scende al 13% se si stratta invece di malattie organiche
  • Il 38% del campione sarebbe preoccupato di cosa il proprio datore di lavoro penserebbe se sapesse che i permessi vengono presi per andare in psicoterapia. La percentuale scende al 26% se si tratta, invece, di un malanno fisico
  • Il 28% degli uomini non ha cercato assistenza psicologica rispetto al 19% delle donne
  • Solo un quarto degli uomini (25%) ha detto a un amico o a una persona cara di avere un problema inerente la propria sfera psicologica
  • Oltre un terzo degli uomini (35%) ha aspettato più di 2 anni o non ha mai rivelato un proprio problema di natura psicologica a un amico o un familiare

Attualmente non disponiamo di dati simili rispetto alla popolazione italiana ma crediamo che i numeri nel nostro Paese non si discostino molto da quelli britannici.

Ulteriori studi pubblicati dalla British Psychologycal Society of Liverpool hanno poi evidenziato come gli uomini che decidono di seguire un percorso psicoterapeutico tendano a scegliere quelli più a carattere “pragmatico”, a carattere prescrittivo o gruppi di autoaiuto.

SITOGRAFIA

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