Psicofarmacologia in età evolutiva

Psicofarmacologia in età evolutiva

Psicofarmacologia in età evolutiva

Quando si affronta il tema della psicofarmacologia in età pediatrica è bene chiarire che i bambini e i ragazzi non sono “adulti in miniatura” e che quindi la presa in carico con farmaci psicotropi prevede uno studio attento del bambino/adolescente non solo in termini di diagnosi ma anche in termini di fase di sviluppo ed età cronologica del minore. L’obiettivo dello specialista sarà quello di integrare l’arte della pratica clinica con la scienza della psicofarmacologia (Stahl, 2022).

È importante sottolineare che la prescrizione di un farmaco psicotropo in età evolutiva è accompagnata da un monitoraggio regolare da parte dello specialista per valutare la risposta al trattamento, gli effetti collaterali e apportare eventuali aggiustamenti al piano terapeutico. La scelta del farmaco non dipenderà solo dal tipo di diagnosi effettuata sul minore ma anche dalla combinazione di altre informazioni come la pressione arteriosa, il peso corporeo, le eventuali interazioni tra i farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale e quelli destinati al trattamento di eventuali altre patologie in essere, la presenza di specifiche comorbidità o l’assunzione di sostanze (Stahl, 2022).

Nella pratica della psicofarmacologia in età evolutiva molto spesso si assiste all’utilizzo del farmaco off label ovvero vengono prescritti farmaci per indicazioni diverse da quelle riportate nelle schede tecniche. “Si stima che la prescrizione off-label in ambito pediatrico possa andare dal 10% al 40% delle ricette ambulatoriali, dal 16% al 60% delle prescrizioni in regime di ricovero e che superi l’80% delle prescrizioni nelle terapie intensive” (tratto da https://www.ospedalebambinogesu.it/farmaci-off-label-91985/). La legge permette un uso alternativo del farmaco psicotropo quando lo specialista, facendo riferimento a prove di efficacia presenti in letteratura e in assenza di alternative terapeutiche migliori, ritiene possibile e necessario usare un farmaco al di fuori delle indicazioni d’uso per il quale è stato autorizzato. Gli usi off label possono riguardare diversi ambiti rispetto all’utilizzo del farmaco come, per esempio, la via di somministrazione, l’età, il dosaggio, la malattia per il quale per farmaco viene normalmente prescritto.

Chi prescrive gli psicofarmaci?

La decisione di prescrivere uno psicofarmaco in età evolutiva dipende da diversi fattori e deve essere valutata attentamente da uno specialista, come un Neuropsichiatra Infantile o un Pediatra esperto in salute mentale. Gli psicologi o psicoterapeuti non possono prescrivere gli psicofarmaci ma è importante che conoscano elementi di base di psicofarmacologia, le principali molecole utilizzate e i nomi commerciali dei farmaci prescritti.

Quando si prescrivono gli psicofarmaci in età evolutiva?

  • Gravità dei sintomi: se i sintomi del disturbo sono gravi e compromettono significativamente il funzionamento quotidiano del bambino o dell’adolescente
  • Fallimento di interventi non farmacologici: se le terapie non farmacologiche, come la psicoterapia, non hanno avuto successo nel migliorare i sintomi o nel gestire il disturbo, potrebbe essere necessario considerare l’uso di uno psicofarmaco come parte del trattamento
  • Rischio di danni a lungo termine: in alcuni casi, il non trattare un disturbo psichiatrico in età evolutiva anche a livello farmacologico potrebbe comportare rischi significativi per il benessere a lungo termine del bambino o dell’adolescente, come il peggioramento dei sintomi, il deterioramento delle relazioni sociali, il fallimento scolastico o altri problemi di adattamento

Come può reagire il bambino o l’adolescente alla cura farmacologica?

La risposta può essere molto eterogena. Nella fascia scolare i bambini tendono a reagire affidandosi alla scelta del genitore per cui l’assunzione avviene nella maggior parte dei casi senza grosse complicazioni. É importante però che gli adulti di riferimento spieghino in modo chiaro e appropriato perché il farmaco è necessario e quali benefici può portare. Alcuni bambini però potrebbero reagire negativamente perché spaventati dall’idea di dover prendere un farmaco, specialmente se hanno avuto esperienze negative in passato con altri tipi di trattamenti medici. Alcuni possono mettere in atto un vero e proprio rifiuto, questo tipo di comportamento è molto presente soprattutto nei bambini ai quali non è stato spiegato bene il motivo dell’assunzione.

La risposta dell’adolescente al farmaco è sicuramente più complessa e articolata e varia dal rifiuto per paura di una stigmatizzazione e per i possibili effetti collaterali come l’aumento di peso o la comparsa di acne, all’accettazione del farmaco come elemento integrante del proprio percorso terapeutico. Alcuni adolescenti tenderanno a vedere il farmaco come lo strumento grazie al quale staranno meglio disinvestendo sul proprio lavoro nel setting clinico; altri, invece, potrebbero farne un abuso. A tal proposito è di fondamentale importanza che la somministrazione del farmaco avvenga sempre da parte del genitore il quale si occupa anche di conservarlo in un luogo sicuro. Anche con i ragazzi è necessario dedicare un momento per spiegare in che modo agirà il farmaco e il perché si è resa necessaria la sua assunzione.

Come può reagire il genitore alla cura farmacologica?

Non è facile per un genitore accettare che il proprio figlio abbia bisogno di un farmaco psicotropo. Questo perché è ancora molto forte lo stigma che viene riservato a questa categoria di farmaci e a chi ne fa uso. Inoltre i genitori temono i possibili effetti collaterali e un eventuale dipendenza che porterebbe i figli a farne uso per sempre. Per questo è molto importante che gli specialisti dedichino un sufficiente tempo alla spiegazione circa il perché della molecola scelta e a scogliere qualsiasi dubbio o falsa credenza legata all’uso degli psicofarmaci in età evolutiva. Quindi prima di iniziare un trattamento, il medico che prescrive il farmaco discuterà con i genitori sui seguenti punti:

  • Diagnosi fatta sul figlio
  • Sintomi sul quale bisogna intervenire farmacologicamente
  • Rischi della malattia se non venisse trattata farmacologicamente
  • Potenziali benefici del farmaco
  • Rischi noti, effetti collaterali e/o avvertenze dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)
  • Se il farmaco viene prescritto on-label o off-label (se il farmaco è stato approvato per bambini e adolescenti per la condizione medica per la quale viene prescritto)

Bibliografia e Sitografia

Se hai bisogno di aiuto o semplicemente vuoi contattare l’Istituto A.T. Beck per qualsiasi informazione,
compila il modulo nella pagina contatti.

Torna su
Cerca