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Il trattamento della dipendenza da Internet

Il trattamento della dipendenza da Internet - curare dipendenza da internet
Il trattamento della dipendenza da Internet - curare dipendenza da internet

Il trattamento della dipendenza da Internet

Il modello Cognitivo Comportamentale della Dipendenza da Internet (o, più correttamente, dell’ Uso patologico di internet – PIU) definisce l’uso sano di Internet come un modo di utilizzare Internet per uno scopo chiaro, per un periodo di tempo che può essere considerato ragionevole nelle condizioni specifiche per l’utente e nel riconoscimento delle differenze tra la comunicazione reale e la comunicazione attraverso Internet senza assumere una personalità diversa (Davis 2001).

Considerato che i computer hanno un’importante funzione nella vita quotidiana, i modelli di trattamento che richiedono un’assenza completa di Internet non sono realistici. Diversamente dalle altre dipendenze, la terapia in questo caso dovrebbe comprendere tecniche ed obiettivi che incoraggino un uso ordinato e controllato di Internet e attività alternative che tengano la persona lontana dalla rete (Young 2007; Young 2004).

Nella Terapia Cognitivo Comportamentale sviluppata da Young, la terapia è limitata nel tempo e di solito dura 3 mesi o 12 sessioni (Young 2007).

Durante la terapia, viene fatta un’analisi comportamentale e viene formulato il caso. Come in altri tipi di dipendenza, il comportamento d’uso di Internet viene definito in tutti i suoi aspetti, considerando la possibilità che l’individuo possa mentire (specialmente gli utenti che usufruiscono di sesso online). Al fine di raccogliere informazioni riguardo le abitudini dell’uso di Internet dell’individuo, il terapeuta raccoglie informazioni sulla frequenza e la durata delle sessioni online dell’utente, e le modalità ed i luoghi d’uso della rete.

Nel trattamento del PIU gli interventi comportamentali hanno la precedenza sugli interventi cognitivi. Si comincia con il regolare l’uso incontrollato di Internet: ad esempio, un utilizzo settimanale di 40 ore viene, in prima istanza, ridotto a 20. Questo periodo di 20 ore può essere organizzato dividendolo in periodi di tempo specifici, per esempio tra le 20:00 e le 22:00 durante la settimana e tra le 13:00 e le 18:00 durante il weekend. Un programma da 10 ore può essere impiegato tra le 20:00 e le 23:00 per due sere la settimana e tra le 8:30 e le 12:30 alla Domenica. Un’organizzazione logica farà sentire al paziente di avere il controllo su Internet, non viceversa (Young 1999).

L’utilizzo di Internet può essere regolato attraverso “la pratica dell’opposto”, per aiutare l’individuo ad interrompere la routine giornaliera ed abbandonare le sue abitudini virtuali. Se la attività della persona dipendente, al mattino, è connettersi ad Internet, il clinico può proporre, ad esempio, che sostituisca questa attività con una doccia; se si connette ad Internet immediatamente dopo essere tornato/a a casa la sera, può essere proposto di fare sport dopo il lavoro e aspettare fino all’ora di cena o al telegiornale serale; se usa Internet durante la settimana, si può proporre di usarlo nel weekend e viceversa; se lo usa senza interruzioni può essere proposto di fare intervalli da 30 minuti; se la persona si connette ad Internet in un certo punto dell’appartamento, può essere proposto di cambiare posizione al computer.

Per interferire con l’uso di Internet, possono essere usati “ostacoli esterni”, vale a dire, un’attività da svolgere che, ad un certo momento, interromperà la possibilità di connettersi. Ad esempio, se la persona deve uscire da casa alle 7:30, viene proposto di connettersi ad Internet alle 6:30. In questo modo, si avrà solo un’ora prima di doversi disconnettere.

Può essere proposto di puntare una sveglia vicino al computer, per prevenire il rischio che la persona ignori i segnali naturali.

Le ‘carte promemoria’ possono essere impiegate per aiutare il paziente a raggiungere il suo obiettivo di ridurre l’uso di Internet. Il paziente scrive 5 conseguenze negative dell’uso di Internet e 5 benefici che otterrà interrompendone l’utilizzo. Queste carte possono essere portate in tasca o nel portafogli, in modo da servire come promemoria di cosa desiderano evitare e cosa desiderano fare per loro stessi, nel momento in cui sono in dubbio se ricadere nell’uso compulsivo (Young 1999).

Per regolare il proprio uso di Internet, i pazienti possono usare programmi di filtro che i genitori usano per proteggere i loro bambini dall’accesso a contenuti di natura sessuale su Internet o dai datori di lavoro per aumentare l’efficienza degli impiegati sul posto di lavoro. Un filtro può essere programmato in modo da chiudere automaticamente il browser nel momento in cui la persona ha accesso ad applicazioni come siti porno, chat online e siti di giochi.

Un altro punto importante da tenere in considerazione, quando si prendono accordi comportamentali, è di sostituire Internet con altre attività, anche se potrebbero non essere ugualmente piacevoli .

Le tecniche maggiori (Young 2007) usate nella terapia per la dipendenza da Internet sono:

  • esercizi comportamentali
  • prove comportamentali
  • desensibilizzazione
  • tecniche di rilassamento
  • tecniche di self-management
  • training di abilità sociali

Durante le sessioni seguenti viene assegnata maggiore importanza ad errori e distorsioni cognitive (Young 2007). La persona viene tenuta lontana da Internet per testare i suoi pensieri negativi disfunzionali che emergono a causa dell’astinenza; vengono annotati gli stati d’animo prima e dopo la connessione a Internet; il contatto con Internet viene stabilito diverse volte, durante il processo, per osservare le reazioni cognitive del paziente. I pensieri automatici, i cambiamenti nelle emozioni ed i progressi durante la terapia vengono, quindi, registrati su base giornaliera su tabelle d’osservazione Come in tutte le dipendenze, le fasi di mantenimento e ricaduta sono critiche anche nella dipendenza da Internet.

Verso la fine della terapia il paziente può prendere appunti sulle tecniche che sono state più efficaci per lui durante le sessioni di terapia e predisporre delle carte promemoria da usare in futuro, nel caso sperimentasse momenti di regressione o vere e proprie ricadute.

I gruppi di supporto a 12 passi danno un’opportunità di minimizzare il rischio di ricaduta. I gruppi di supporto aiutano il dipendente da Internet a rinforzare il suo sistema di supporto sociale, a migliorare i suoi rapporti al di fuori di Internet e a controllare l’attrazione per Internet durante il suo processo di recupero (Young 2004).

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