Diagnosi 0-5 anni

Diagnosi 0-5 anni

I primi anni di vita sono un periodo di rapidi cambiamenti e di crescita, caratterizzati da importanti pietre miliari nello sviluppo fisico, cognitivo, emotivo e sociale. Tuttavia, per alcuni bambini, questo percorso può essere complicato da sfide e difficoltà che richiedono un’attenzione particolare e una risposta tempestiva.

In questo contesto, la diagnosi gioca un ruolo fondamentale nel fornire una comprensione chiara delle esigenze del bambino e nel garantire l’accesso alle risorse e alle opportunità necessarie per favorire il suo sviluppo ottimale. Tuttavia, la diagnosi può essere un processo complesso e articolato, che richiede una valutazione accurata e multidisciplinare delle diverse dimensioni del benessere del bambino.

Nel corso degli ultimi anni, le conoscenze sull’identificazione e sull’intervento dei disturbi della prima infanzia si sono evolute tanto da rendere necessaria una nuova classificazione diagnostica della salute mentale e dei disturbi dello sviluppo dell’infanzia che prende il nome di DC:0-5TM (Giovanni Fiorini Editore, 2023). Nella preparazione di questa nuova classificazione diagnostica gli autori hanno fatto ricorso alle più recenti ricerche in ambito epidemiologico e longitudinale. Il manuale ha un sistema di classificazione multiassiale che focalizza l’attenzione del clinico su fattori che possono contribuire alle difficoltà dei bambini, alle loro spinte verso l’adattamento ed al atre aree del funzionamento per le quali può essere necessario un intervento (DC:0-5TM , p.15)

Eccoli brevemente nel dettaglio

ASSE I – DISTURBI CLINICI: comprende una sezione dedicata ai disturbi del neurosviluppo, una ai disturbi della processazione sensoriale, una ai disturbi d’ansia, una ai disturbi dell’umore, una al disturbo ossessivo compulsivo e  i disturbi collegati, una ai disturbi del sonno-alimentazione-pianto, una ai disturbi da trauma, stress e deprivazione e una specifica per i disturbi della relazione. Di seguito una tabella riepilogativa

DISTURBI DEL NEUROSVILUPPODisturbo dello spettro dell’autismo, disturbo dello spettro dell’autismo atipico precoce, disturbo de deficit dell’attenzione/iperattività, disturbo da iperattività del Toddlerhood, ritardo globale dello sviluppo, disturbo dello sviluppo del linguaggio, disturbo dello sviluppo della coordinazione, altro disturbo del neurosviluppo dell’infanzia
DISTURBI DELLA PROCESSAZIONE SENSORIALEDisturbo da iper-responsività sensoriale, disturbo da ipo-responsività sensoriale, altro disturbo della processazione sensoriale
DISTURBI D’ANSIADisturbo d’ansia da separazione, disturbo d’ansia sociale, disturbo d’ansia generalizzato, mutismo selettivo, disturbo da inibizione per le novità, altro disturbo d’ansia dell’infanzia
DISTURBI DELL’UMOREDisturbo depressivo dell’infanzia, disturbo da disregolazione della rabbia e dell’aggressività dell’infanzia, altro disturbo dell’umore dell’infanzia
DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO E DISTURBI CORRELATIDisturbo ossessivo compulsivo, sindrome di Tourette, disturbo da tic motori o vocali, tricotillomania, disturbo da grattamento della pelle dell’infanzia, altro disturbo ossessivo compulsivo e disturbi collegati
DISTURBI DEL SONNO -ALIMENTAZIONE-PIANTOSONNO: disturbo dell’addormentamento, disturbo da risveglio notturno, disturbo del sonno da arousal parziale, disturbo da incubi notturni dell’infanzia

ALIMENTAZIONE: disturbo da iper-alimentazione, disturbo da ipo-alimentazione, disturbo dell’alimentazione atipico

PIANTO: disturbo da pianto eccessivo

DISTURBI DA TRAUMA, STRESS E DEPRIVAZIONEDisturbo da stress post traumatico, disturbo dell’adattamento, disturbo da lutto complicato dell’infanzia, disturbo reattivo dell’attaccamento, disturbo da coinvolgimento sociale disinibito, altro disturbo da trauma, stress e deprivazione dell’infanzia
DISTURBI DELLA RELAZIONEDisturbo specifico della relazione dell’infanzia

 

ASSE II – CONTESTO RELAZIONALE: ha lo scopo di fornire una linea guida e tabelle di lavoro per la comprensione del contesto relazionale di accudimento del bambino, elemento di importanza fondamentale per lo sviluppo sano di ogni essere umano. All’interno di tale asse vengono presi in considerazione anche altri elementi come la qualità della co-genitorialità, la presenza di fratelli o sorelle e altre possibili interazioni familiari che possono concorrere allo sviluppo del bambino. Nello specifico i due parametri presi in considerazione sono:

  • Adattamento della relazione caregiver/bambino che comprende relazioni da ben adattate a sufficientemente buone, relazioni da tese ad ansiose, relazioni da compromesse a disturbate, relazioni da disorganizzate a pericolose
  • Ambiente di accudimento e adattamento del bambino che comprende ambienti di accudimento da ben adattati a sufficientemente buoni, ambienti di accudimento da tesi ad ansiosi, ambienti di accudimento da compromessi a disturbati, ambienti di accudimento da disorganizzati a pericolosi

ASSE III – CONDIZIONI E CONSIDERAZIONI SULLA SALUTE FISICA: ha lo scopo di sottolineare l’importanza di prendere in considerazione qualsiasi ulteriore informazione inerente la salute fisica del bambino non inclusa nell’Asse I. Il clinico quindi deve chiedere alla famiglia un report che sia il più completo ed esauriente possibile facendo riferimento, per esempio, alle cartelle mediche o, se necessario, chiedendo di prendere contatto con i sanitari che hanno in cura il piccolo. Questo perché la condizione di salute può notevolmente influenzare la qualità della salute mentale. Il clinico, quindi, dovrà attenzionare la presenza di patologie ed esposizioni prenatali (come per esempio l’esposizione del feto a farmaci o sostanze), la presenza di condizioni mediche croniche o di condizioni mediche acute (come per esempio incidenti o fratture), l’eventuale storia dei ricoveri, la presenza di dolore cronico, lesioni o segni fisici che riflettono l’ambiente di accudimento (come per esempio lividi o ustioni)

ASSE IV – AGENTI PSICOSOCIALI DI STRESS: fornisce una cornice per l’identificazione e la valutazione di specifici agenti psicosociali e ambientali di stress che possono influenzare la comparsa e il mantenimento di certe forme di disagio infantile. Quando si parla di agenti psicosociali si fa riferimento a eventi acuti o a circostanze croniche come l’appartenenza ad un contesto socioeconomico svantaggiato o la presenza di violenza domestica. È bene anche considerare se lo stress è diretto (malattia del bambino) o indiretto (malattia di un genitore). Inoltre esistono diverse situazioni che possono essere vissute come stressanti per il bambino in forma diversa rispetto agli adulti, quali la nascita di un fratellino, un trasloco o il rientro a lavoro del genitore dopo un lungo periodo a casa. Il clinico non solo deve tener conto del tipo di situazione e dell’impatto che ha sul bambino in riferimento alla sua tappa di sviluppo, ma anche della disponibilità e della capacità degli adulti di riferimento a svolgere un ruolo di scudo protettivo che aiuti a comprendere e fronteggiare la situazione

ASSE V – COMPETENZE DI SVILUPPO: in questo asse si fa riferimento ad un modello integrativo di comprensione dello sviluppo del bambino che tenga conto dei domini emotivo, sociale, relazionale, linguistico, comunicativo, cognitivo, dello sviluppo fisico e motorio. É di fondamentale importanza per il clinico comprendere il livello di ogni singolo dominio e come interagiscono tra di loro nei diversi ambiti di vita. Tramite l’osservazione diretta, i report dei genitori e la somministrazione di specifici questionari, il clinico andrà a valutare ognuno dei domini nei seguenti parametri valutativi: supera le aspettative di sviluppo, funziona ad un livello appropriato per l’età, competenze discontinue o emergenti , non soddisfa le aspettative di sviluppo.

È possibile un intervento di psicoterapia a questa età?

Sebbene tradizionalmente associata a bambini più grandi e adulti, la Terapia Cognitivo Comportamentale può essere adattata in modo appropriato per essere efficace anche con i bambini molto piccoli. L’intervento verterà soprattutto sui genitori ma non mancheranno momenti in cui sarà presente anche il bambino in una ottica di play therapy cognitivo comportamentale.

A chi rivolgersi quando il bambino è così piccolo?

Sicuramente il primo passo da fare è consultare il proprio pediatra in modo tale da poter riferire in modo dettagliato la problematica del bambino e fare una prima differenziazione tra una possibile origine del problema di natura organica oppure a carattere psicologico. Successivamente è possibile che vengano attivate figure come il Neuropsichiatra Infantile, lo psicologo esperto in età evolutiva o il terapista della neuro – psicomotricità.

In conclusione, una diagnosi precoce in età infantile è fondamentale per garantire che i bambini e le loro famiglie ricevano il supporto e le risorse necessarie per affrontare le sfide che possono emergere durante lo sviluppo, contribuendo così al benessere e al successo a lungo termine. Chiedere aiuto a figure specializzate permetterà l’inquadramento del problema e una repentina presa in carico del bambino e dei suoi familiari evitando ulteriori complicazioni future.

 

Bibliografia

DC: 0-5. Classificazione diagnostica della salute mentale e dei disturbi di sviluppo nell’infanzia (2023). Raffaello Cortina Editore

 

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