Il disturbo da Binge Eating

Il disturbo da Binge Eating

Disturbo da Binge Eating

Caratteristiche del disturbo da Binge Eating

“Non avrei alta espressione per descrivere la mia abbuffata, se non quella di dire che alla fine è come “farsi di cibo”. Pochi giorni fa ho mangiato 3 vaschette di gelato da 1 chilo l’una, più tutto il riso che avevo in casa, circa 2 chili. Ho speso anche 100 euro in un giorno per comprare cibo. Finito quello commestibile si inizia a mangiare di tutto in effetti, cibo per animali e cibo surgelato compresi. La mia sensazione era proprio di una necessità compulsiva, nel gesto meccanico fine in sé, che mi permetteva di fermare le mie sensazioni di ansia, fino a quella sensazione di immobilità totale, dovuta all’ingente quantità di cibo che non viene espulsa ma che rimane dentro come un macigno.”

Da “Prigionieri del cibo” a cura di Laura Dalla Ragione & Simone Pampanelli

Il disturbo di Binge Eating è caratterizzato da:

  1. ricorrenti episodi di abbuffata che presentano le seguenti caratteristiche:
  • mangiare in un determinato periodo di tempo (per esempio due ore) una quantità di cibo maggiore rispetto a quella mangiata dalla maggior parte delle persone nello stesso arco di tempo
  • sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (non riuscire a smettere di mangiare o controllare cosa o quanto si sta mangiando)

Durante le abbuffate, la persona mangia solitamente cibi “evitati” durante l’alimentazione di tutti i giorni (cibi fobici, considerati “ingrassanti”). Spesso non riesce a ricordare tutto ciò che ha mangiato e riferisce di sperimentare uno stato di trance, come se il comportamento fosse automatico e non fosse la persona a voler compiere quell’atto.

Le abbuffate avvengono in solitudine, quanto più segretamente possibile, e finiscono quando la persona si sente sgradevolmente piena.

Gli episodi di abbuffata sono il prodotto di uno o più di 5 processi ben definiti (Fairburn, 2008):

  • restrizione dietetica calorica e/o sottopeso
  • rompere una regola dietetica
  • eventi avversi e/o emozioni
  • pensare di eliminare le calorie con i comportamenti di compenso
  • essere disinibiti (per es. assunzione di alcool)

Nel caso in cui le abbuffate siano il prodotto di emozioni, la persona imparerà ad usare l’abbuffata tutte le volte che proverà un’emozione ritenuta ingestibile per regolarla e attenuarne gli effetti.

I resoconti tratti dalle sedute di psicoterapia evidenziano come al termine di un’abbuffata la persona provi sollievo immediato dall’emozione. I “costi” dell’abbuffata arriveranno solo in un secondo momento (sentimenti di autosvalutazione e umore disforico). Questo meccanismo (rinforzo negativo) farà si che il comportamento sarà ripetuto tutte le volte che la persona sperimenterà un’emozione ritenuta intollerabile.

In questi casi l’abbuffata è considerata una strategia disfunzionale di regolazione emotiva (Safer et al., 2019).

  1. Gli episodi di abbuffata sono caratterizzati da 3 o più dei seguenti aspetti:
  • mangiare molto più rapidamente del normale
  • mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni
  • mangiare grandi quantitativi di cibo anche senza fame
  • mangiare da soli a causa dell’imbarazzo
  • sentirsi disgustati verso sé stessi, depressi o molto in colpa dopo l’episodio
  1. L’abbuffata non è associata a condotte compensatorie inappropriate come nella Bulimia Nervosa.

Il livello di gravità del disturbo si basa sulla frequenza delle abbuffate può presentare diversi livelli di gravità:

  • Lieve: 1-3 episodi a settimana
  • Moderata: 4-7 episodi a settimana
  • Grave: 8-13 episodi a settimana
  • Estrema: 14 o più episodi a settimana

Gli individui con disturbo di Binge Eating possono essere in una condizione di normopeso, sovrappeso o obesità.

Circa il 79% delle persone con disturbo da binge eating ha un disturbo psichiatrico; il 49% delle persone ha una storia di vita che presenta due o più disturbi in comorbidità. Tra le condizioni di comorbidità prevalenti si evidenziano:

  • Fobia specifica (37%)
  • Fobia sociale (32%)
  • Disturbo post-traumatico da stress (26%)
  • Abuso o dipendenza da alcol (21%)

Un’altra analisi ha mostrato che, delle persone con più di una diagnosi, il 65% aveva disturbi d’ansia, il 46% aveva disturbi dell’umore, il 43% aveva disturbi del controllo degli impulsi e il 23% aveva disturbi da uso di sostanze (Iqbal et al., 2022).

Secondo il DSM-5 le possibili comorbilità sono: Disturbo bipolare, disturbo depressivo, disturbi d’ansia, disturbo da uso di sostanze. La comorbilità con i disturbi di personalità più frequente è con il Disturbo Borderline di Personalità e il Disturbo Evitante di Personalità.

Insorgenza, decorso e remissione

Il disturbo da binge eating è il disturbo alimentare più comune ed ha un esordio più tardivo rispetto ad anoressia nervosa e bulimia nervosa.

Le persone possono giungere all’osservazione clinica intorno ai 40 anni anche se alcuni casi possano osservarsi in adolescenza (Dalle Grave et al., 2019).

Il rapporto donne/uomini in questo disturbo è più attenuato: un terzo dei pazienti con binge eating sono maschi (Balasundaram & Santhanam, 2023).

La prognosi del disturbo da binge eating è migliore rispetto ad altri disturbi alimentari con un tasso di remissione più favorevole e elevati tassi di remissione spontanea. Le persone riportano una lunga storia di episodi di abbuffate soprattutto nei periodi di stress ma anche lunghi periodi di assenza di abbuffate. La tendenza del disturbo da binge eating a trasformarsi in un altro disturbo come anoressia nervosa o bulimia nervosa è molto rara (Dalle Grave et al., 2019).

Fattori di rischio

Fattori Biologici

Genetica: il disturbo da binge eating può essere ereditario. Le persone con parenti di primo grado (genitori, fratelli) che hanno avuto un disturbo alimentare hanno un rischio maggiore di sviluppare il disturbo da binge eating.

Neurobiologia: la serotonina svolge un ruolo significativo nella regolazione dell’appetito e dell’umore. La serotonina potrebbe avere un ruolo sullo sviluppo del disturbo da binge eating (Balasundaram & Santhanam, 2023). Alcuni studi evidenziano il coinvolgimento dei geni del recettore mu-oppioide (e.g., OPRM1) e dei recettori della dopamina (e.g., DRD2) e l’alterazione del microbiota intestinale (Iqbal et al. 2022).

Fattori Psicologici

Disturbi preesistenti: la presenza di altri disturbi mentali, come disturbi d’ansia e disturbi dell’umore, obesità infantile, discontrollo alimentare nell’infanzia, problemi di condotta e abuso di sostanza possono aumentare il rischio.

Bassa autostima: un’autovalutazione negativa e un senso di inadeguatezza sono elementi che possono costituire un rischio.

Perfezionismo: le persone con tendenze perfezionistiche, che hanno standard elevati, sono autocritiche riguardo al loro peso e insoddisfatte del loro corpo, possono essere più inclini a sviluppare disturbo da binge eating.

Traumi: esperienze traumatiche, episodi di bullismo come abusi fisici, emotivi o sessuali, possono essere fattori di rischio significativi.

Difficoltà di regolazione emotiva: le persone con difficoltà a regolare le emozioni o a gestire lo stress possono utilizzare l’alimentazione come modo per affrontare la sofferenza emotiva, aumentando il rischio di sviluppare disturbi dell’alimentazione.

Fattori Ambientali

Pressione sociale e culturale: la società occidentale spesso glorifica la magrezza e può esercitare pressione sugli individui per conformarsi a ideali di bellezza irrealistici.

Influenze social: l’esposizione ai social che promuovono ideali di magrezza può contribuire all’insoddisfazione corporea e quindi allo sviluppo del disturbo da binge eating.

Ambiente familiare: le convinzioni dei familiari su peso e forme corporee che enfatizzano la magrezza e la dieta può influenzare il rischio. Ed anche crescere in un ambiente in cui il cibo è utilizzato come ricompensa o consolazione può influenzare negativamente il comportamento alimentare.

Commenti negativi su peso e forma corporee: esperienze di derisione su peso e forma del corpo

Iniziare una dieta: l’inizio di diete estreme, diete restrittive, e cicli di dieta yo-yo possono essere un fattore di rischio.


La combinazione di questi fattori di rischio varia da persona a persona e non tutti coloro che sono esposti a questi fattori svilupperanno il disturbo da binge eating. Tuttavia, la conoscenza di questi fattori può essere utile per la prevenzione e l’intervento precoce.

Le complicanze mediche legate al Disturbo da Binge Eating

La società italiana di Psicopatologia dell’Alimentazione (SIPA) afferma che le complicanze mediche osservate nelle persone con disturbo da binge eating sono generalmente legate alla presenza di obesità e includono:

  • Dolori muscolari
  • Dolore al collo, alle spalle e alla parte bassa della schiena
  • Ipertensione
  • Diabete
  • Asma – malattia respiratoria
  • Malattie coronariche e scompenso cardiaco
  • Iperlipidemia
  • Aumento di peso
  • Disfunzione mestruale (amenorrea, oligomenorrea)
  • Squilibrio degli ormoni cortisolo (attenuazione della risposta del cortisolo allo stress test e diminuzione dei livelli di cortisolo urinario)
  • Cancro (colon, mammella, endometrio, cistifellea e altri)
  • Artrosi
  • Apnea notturna
  • Sindrome da obesità e ipoventilazione
  • Steatosi epatica non alcolica
  • Malattia della cistifellea
  • Sindrome metabolica

Disturbo da Binge Eating e Obesità

Binge Eating hanno episodi di abbuffata ricorrente mentre le persone con obesità non fanno abbuffate.

Tuttavia, il disturbo da binge-eating è associabile a una condizione di obesità nel senso che una percentuale molto elevata di persone con il disturbo da binge eating ha un’obesità a causa di una generale tendenza a mangiare in eccesso tra un’abbuffata e l’altra.

Assessment e trattament

Per la creazione di un buon piano terapeutico è fondamentale un assessment che comprenda sia gli aspetti psicologici sia medici. Pertanto, tale valutazione dovrà includere:

  • raccolta della storia clinica del paziente con particolare attenzione alle caratteristiche dei sintomi legati al disturbo da binge eating
  • raccolta di informazioni che riguardano complicazioni mediche presenti e possibili fattori di rischio clinici
  • raccolta di informazioni inerenti possibili fattori predisponenti e precipitanti: familiarità con disturbi alimentari, stile di attaccamento, problemi interpersonali
  • valutazione di possibili comorbidità psichiatriche (ansiadepressione, rischio suicidario, disturbi di personalità)

Il trattamento di tutti i disturbi dell’alimentazione dovrà essere multidisciplinare e sarà caratterizzato da terapia nutrizionale, psicoterapia e trattamento farmacologico (se necessario).

L’intervento medico in caso di comorbidità con patologie come diabete di tipo II, la creazione di un regime alimentare regolare che diminuisca in breve gli episodi di abbuffate, la psicoeducazione e il supporto alla persona e alla famiglia in tutte le varie fasi del trattamento sono elementi fondanti il trattamento integrato e multidisciplinare.

La terapia nutrizionale si occupa di normalizzare il comportamento alimentare insegnando alla persona a gestire in modo regolare e strutturato l’assunzione di cibo.

Per quanto riguarda la psicoterapia, nessun altro orientamento come quello cognitivo-comportamentale ha ottenuto risultati significativi sulla bulimia nervosa, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E Cognitive behavior therapy Enhanced). Per ridurre il sintomo dell’abbuffata si è rivelato molto efficace un adattamento dello skills training DBT (Dialectical Behavior Therapy) di Marsha Linehan che fornisce gli strumenti per regolare le emozioni. Il training propone l’insegnamento di abilità di mindfulness, regolazione emotiva e tolleranza della sofferenza utili per gestire l’alimentazione emotiva e imparare a regolare le emozioni in modo funzionale (Safer et al., 2019).

In caso di obesità un adattamento della CBT-E chiamato CBT-BO (Cognitive behavior therapy binge obesity) può supportare il paziente a interrompere gli episodi di abbuffata e a raggiungere un peso salutare. I due obiettivi sono perseguiti affrontando in modo personalizzato e flessibile i fattori che mantengono gli episodi di abbuffata e l’obesità.

Infine, per quanto riguarda il trattamento farmacologico gli antidepressivi come la fluoxetina, gli anticonvulsivanti e la lisdexamfetamina possono svolgere un ruolo nella gestione del BED.

Riferimenti

  • Balasundaram P, Santhanam P. Eating Disorders. 2023 Jun 26. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Jan–.
  • Dalle Grave, R., Sartirana, M., & Calugi, S. La gestione dei casi complessi nei disturbi dell’alimentazione. Verona: Positive Press, 2019
  • Dalle Grave Riccardo, Calugi Simona, Sartirana Massimiliano. Manuale di terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione nell’adolescenza. Dal trattamento ambulatoriale al ricovero riabilitativo. Verona: Positive Press, 2018.
  • Dalle Grave, Massimiliano Sartirana e Simona Calugi. Terapia cognitivo comportamentale del disturbo da binge-eating associato all’obesità (CBT-BO). Verona: Positive Press, 2020.
  • Dalle Grave, R., & Calugi, S. (2022). Cognitive behaviour therapy for adolescents with eating disorders: An effective alternative to the disease-based treatments. IJEDO, 4, 1-5.
  • Dalle Grave, R., Dametti, L., Conti, M., Bersan, C., Dalle Grave, A., & Calugi, S. (2022). Day-hospital enhanced cognitive behavior therapy for adults with eating disorders: Immediate and follow-up effects. International Journal of Eating Disorders, 55(1), 125-130.
  • Fairburn C., La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione. Firenze: Erickson, 2018.
  • Fairburn C., Vincere le abbuffate. Milano: Raffaelo Cortina Editore, 2014.
  • Halbeisen G, Laskowski N, Brandt G, Waschescio U, Paslakis G. Eating Disorders in Men. Dtsch Arztebl Int. 2024 Feb 9;121(3):86-91.
  • Iqbal A, Rehman A. Binge Eating Disorder. 2022 Oct 31. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2024 Jan–.
  • Safer, D. L., Adler, S., & Masson, P. C. L’alimentazione emotiva. La soluzione DBT per rompere il cerchio delle abbuffate. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2019.

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