Progetto salute: il benessere psicologico comincia dal benessere del corpo

Progetto salute: il benessere psicologico comincia dal benessere del corpo

Progetto salute

L’Istituto Beck da sempre pone attenzione all’importanza di una sana e corretta alimentazione non solo per il trattamento di DCA e obesità/sovrappeso, ma anche e soprattutto per la promozione di uno stile di vita orientato alla salute psicofisica di tutti gli individui.

Il Progetto Salute dell’Istituto Beck è un’iniziativa dedicata al benessere globale della nostra comunità. Attraverso un approccio di psicoeducazione e motivazione, ci impegniamo giornalmente a insegnare ai partecipanti l’importanza di un’alimentazione sana, i benefici del movimento fisico, le regole per un sonno corretto, e le modalità personalizzate per realizzare questi obiettivi.

Inoltre, nel contesto del Progetto Salute dell’Istituto Beck, riconosciamo l’importanza di promuovere un’alimentazione sana non solo per il benessere individuale, ma anche per sostenere il pianeta.

Scegliere alimenti sani e sostenibili non solo contribuisce al nostro benessere fisico, ma anche alla salvaguardia dell’ambiente. Riducendo lo spreco alimentare, supportando pratiche agricole sostenibili e preferendo prodotti locali e stagionali, possiamo contribuire a preservare le risorse naturali e a ridurre l’impatto ambientale delle nostre scelte alimentari.

Contatta l’Istituto Beck per partecipare a Progetto Salute sia in presenza sia online o con modalità mista.

Nutrizione

Nutrizione Progetto salute

La nutrizione è una scienza che volge la propria attenzione alle caratteristiche del soggetto che riceve l’alimento. Ogni persona è un individuo unico e diverso dagli altri. La nutrizione è l’insieme dei processi biologici che consentono o condizionano la conservazione, l’accrescimento, lo sviluppo dell’organismo vivente, ovvero i fenomeni vitali che lo caratterizzano.

Ogni persona porta con sè una serie di caratteristiche uniche, la genetica, le condizioni di salute, lo stile di vita, le preferenze personali. Pertanto, nutrirsi significa alimentare il proprio corpo, proteggere il funzionamento degli organi, garantire l’integrità del proprio organismo in correlazione alle proprie caratteristiche fisiche, psicologiche, al proprio stato di salute e alla propria età.

Con una corretta e appropriata nutrizione potenziamo lo stato di salute e puntiamo a realizzare una sana longevità.

Contatta l’Istituto Beck per prendere un appuntamento con il nostro nutrizionista.

Alimentazione

Alimentazione Progetto salute

Il comportamento alimentare è regolato dai meccanismi fisiologici della fame e della sazietà, ma questi meccanismi non sono gli unici. Altri fattori di tipo psicologico e sociale hanno un’influenza rilevante nel determinare cosa, quanto e quando mangiare. L’ambiente sociale di riferimento (la famiglia per i bambini o il gruppo di pari nel caso degli adolescenti) può influire sulle scelte alimentari. I comportamenti alimentari possono essere influenzati anche dagli stati emozionali, cioè da tutte quelle condizioni che caratterizzano il mondo dell’affettività di un individuo.

Quando parliamo invece di alimentazione, ci riferiamo al solo processo attraverso il quale avviene l’assunzione degli alimenti che dovrebbero assicurare la nutrizione di un organismo.

Un’alimentazione sana ed equilibrata favorisce anche il benessere mentale oltre che fisico.

Inoltre, apprendere come fare la spesa, come scegliere gli alimenti e variare l’alimentazione è altresì importante quanto conoscere l’ordine di assunzione degli alimenti, sapere come li prepariamo e cuciniamo.

Imparare a costruire uno stile alimentare completo ed equilibrato, effettuando anche scelte alimentari, in considerazione dell’interazione fra le caratteristiche organolettiche degli alimenti ed elementi fisiologici dell’individuo (età, sesso, stato di salute, peso, fattori biologici e ormonali, genetica), fattori ambientali (disponibilità, stagionalità) e culturali (religione, etica). È inoltre ormai anche noto che “la longevità,” oltre che il benessere, si pratica a tavola con la gestione “dell’infiammazione cellulare”. L’infiammazione cellulare è anche causata da una scorretta alimentazione, stili di vita sbagliati, disordini alimentari, da stress, inquinamento ambientale, squilibri ormonali, … L’infiammazione si contrasta a tavola, imparando a conoscere, associare, e preparare, spesso in modo personalizzato, gli alimenti. Possiamo così con l’alimentazione conservare e proteggere meglio la giovinezza cellulare, rallentando il fisiologico processo di invecchiamento.

Alla base di una sana alimentazione equilibrata c’è un modo di alimentarsi corretto sia dal punto di vista quantitativo ma anche soprattutto qualitativo.

  1. Consumare più frutta e verdura
  2. Consumare più cereali integrali e legumi come fonte proteica.
  3. Bere abbondante acqua
  4. Limitare i grassi saturi e prediligere quelli sani (l’olio extravergine  d’oliva)
  5. Evitare o Ridurre zuccheri, dolci e bibite zuccherate
  6. Limitare le quantità di sale
  7. Evitare o Ridurre il consumo di alcol
  8. Variare l’alimentazione, prediligendo frutta e verdura di stagione.
  9. Prediligere alimenti di origine vegetale
  10. Evitare o limitare il consumo di cibi conservati e processati industrialmente tra cui i salumi, insaccati. Prodotti del commercio (es. merendine, prodotti da forno confezionati ecc.)
  11. Evitare o ridurre al minimo (1-2 volte al mese al massimo) assunzione di carni rosse. Favorire come fonte proteica legumi, carni bianche e il pesce

Il nutrizionista può supportare, oltre che a sviluppare un’alimentazione equilibrata, ad ottenere un piano alimentare personalizzato che tiene conto anche delle esigenze e dei gusti specifici.

In considerazione del fatto che un benessere complessivo si ottiene con il mantenimento di un peso corporeo appropriato, combinato ad un’alimentazione equilibrata e sana e con uno stile di vita attivo, fondato su un regolare esercizio fisico.

All’Istituto Beck questo percorso è sostenuto da Chat Salute

Movimento e salute

Movimento e salute Progetto salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce Attività Fisica «qualsiasi movimento corporeo prodotto dall’apparato muscolo-scheletrico che richiede dispendio energetico». Include nell’Attività fisica anche le attività che vengono praticate nella vita di ogni giorno sia durante il lavoro che nel tempo libero. Sono i lavori domestici, gli spostamenti abituali a piedi o in bicicletta, salire le scale.

L’attenzione a definire e a sensibilizzare sul tema dell’Attività Fisica nasce dalla constatazione che il nostro stile di vita è cambiato. Siamo meno in “movimento”. Oggi si passano molte ore fermi o seduti davanti al computer, si  spende più tempo davanti a Tv e ai videogiochi, si utilizza l’automobile anche per brevi spostamenti. Anche ai bambini vengono regalate macchine elettriche, e non più a pedali. Pure loro tendono a essere più sedentari, stanno troppo spesso seduti davanti alla TV o alla consolle di giochi.

L’essere umano è fatto per stare in movimento, invece.

L’importanza di dedicarsi con regolarità ad attività di movimento, in ogni sua forma di espressione (camminata, gioco, lavoro domestico, danza, esercizi ginnici, giardinaggio, ecc.) è ormai pienamente accettato in ambito medico-scientifico. L’OMS indica infatti l’attività fisica e l’adozione di corrette abitudini alimentari gli strumenti più efficaci per combattere malattie croniche e degenerative (sovrappeso, obesità, ipertensione arteriosa, diabete ecc.).Le persone inattive avranno benefici già nel passaggio dalla categoria “nessuna attività” a quella “qualche livello di attività”. Dunque l’obiettivo principale deve essere quello di motivare e promuovere lo sviluppo di uno stile attivo favorendo l’incremento dell’attività fisica e la riduzione delle attività sedentarie. Anche in questo Chat Salute è di grande aiuto per i partecipanti. Si creano degli obiettivi quotidiani di movimento, come ad esempio raggiungere i 10.000 passi al giorno, o comunque mantenersi inizialmente in un range superiore ai 6000. In tal senso, l’attività fisica da promuovere è rappresentato dal movimento spontaneo, anche connesso alle normali attività quotidiane.

Il movimento corporeo, come per iniziare, una semplice camminata di almeno 30 minuti al giorno, ci consente di avere 5 grandi benefici:

  1. Migliora l’umore. Come tutte le attività sportive, anche la semplice camminata stimola il rilascio di betaendorfine, come adrenalina, dopamina e serotonina, i cosiddetti “ormoni della felicità”.
  2. Bruciare calorie, e quindi mantenere o raggiungere il peso forma. Sappiamo che 1 ora di camminata con un andatura media (5km/h) determina un dispendio energetico di circa 250 kcal, che potrebbe apportare, se effettuata quotidianamente, alla perdita di 1,5-2 kg al mese circa.
  3. Riduce il rischio di malattie croniche e preserva la salute del cuore. Camminare riduce i livelli di zucchero nel sangue, riduce il rischio di sviluppare il diabete. Riduce il rischio di osteoporosi.
  4. Favorisce il benessere intestinale. Camminare aiuta a ritrovare la regolarità intestinale.
  5. Favorisce un buon sonno. Favorisce l’addormentamento e un buon mantenimento del sonno.

Come possiamo aumentare le occasioni di movimento nel quotidiano se abbiamo uno stile di vita piuttosto sedentario al quale ci siamo abituati da anni? Ecco alcuni consigli generali.

All’interno di Progetto Salute, però, queste indicazioni saranno costruite su misura per ciascun individuo:

  • salire a piedi le scale anche per solo pochi piani ogni volta che è possibile
  • usare la macchina il meno possibile per favorire gli spostamenti a piedi
  • parcheggiare la macchina un po’ più lontano dalla tua destinazione
  • scendere dai mezzi pubblici una fermata prima di quella abituale
  • usa la bicicletta o vai a piedi per raggiungere il posto di lavoro
  • dedicarsi al giardinaggio anche in balcone
  • dedicarsi ai lavori domestici
  • limita allo stretto necessario l’uso del telefono cellulare e non indugiare con i social o i giochi
  • usa il meno possibile elettrodomestici come esempio, la scopa elettrica
  • trascorri più tempo con i figli e/o nipoti per fare giochi di movimento tradizionali dell’infanzia

Chat Salute

Chat salute Progetto salute

Chat Salute è il luogo sicuro e ideale per condividere e celebrare insieme l’impegno per uno stile di vita sano. In questa chat, i partecipanti condividono giornalmente e in tempo reale le foto dei loro pasti principali scelti e cucinati seguendo le linee guida del progetto salute, così come le foto del numero dei passi giornalieri. Guardando le foto e i progressi degli altri partecipanti, ci si motiva reciprocamente. In modo naturale, si perseguiranno gli obiettivi di salute e benessere in una ritrovata armonia. Giornalmente la psicoterapeuta coordinatrice, insieme alla nutrizionista, segue e consiglia i partecipanti sui loro pasti e ne guida le scelte. Una volta a settimana, pubblica il grafico del numero dei passi e del peso, per monitorare i progressi e celebrare i successi raggiunti.

Inoltre, vengono offerte numerose sessioni teoriche condotte dal team multidisciplinare, che aiutano a comprendere meglio l’importanza di una corretta alimentazione, dell’attività fisica e del benessere mentale.

Disturbi dell’alimentazione

Disturbi dell'alimentazione Progetto salute

Nei paesi occidentali e industrializzati vi è una facilità di accesso al cibo altamente “palatabile” cioè soprattutto ricco di zuccheri e grassi, con un’aumentata tendenza ad attuare comportamenti sregolati di un’eccessiva assunzione di cibo (iperfagici).

È ormai ben noto, infatti, che nei paesi industrializzati è in aumento l’incidenza dell’obesità, soprattutto nell’età infantile. Anche i DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare o Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione), presentano un aumento significativo dell’incidenza dei sintomi, sia nei bambini sia negli adolescenti-adulti.  I DCA sono caratterizzati da comportamenti alimentari disfunzionali sostenuti da un’eccessiva importanza data a cibo/aspetto/peso, con ricadute importanti dal punto di vista della salute mentale e fisica.

I problemi, gli aspetti e le situazioni patologiche quindi associati alla nutrizione sono molteplici. C’è bisogno di sviluppare un approccio multidisciplinare per affrontare in modo completo i vari aspetti e le problematiche associate all’obesità e ai DCA.

Insieme allo psicoterapeuta, il medico nutrizionista può ottimizzare il trattamento di presa in carico di questa tipologia di pazienti.

Effettuando una dieta equilibrata e varia garantiamo un corretto apporto di nutrienti e preveniamo l’insorgenza di patologie legate a scorrette abitudini alimentari.

Contatta l’Istituto Beck per prendere un appuntamento con i psicoterapeuti.

Obesità

 Obesità Progetto salute

 Perché si parla spesso di obesità?

L’OMS definisce l’obesità un importante “problema sociale e sanitario di proporzioni epidemiche”, a causa dell’allarmante crescita nella popolazione mondiale. I dati dicono che circa il 60% degli adulti europei e quasi 1 bambino su 3 è in sovrappeso o obeso.

L’obesità è una malattia sistemica multifattoriale caratterizzata da accumulo anomalo di adipe corporeo. Si definisce con l’utilizzo del BMI (indice di massa corporea) ossia il rapporto fra peso in chilogrammi e il quadrato dell’altezza in metri. Si è obesi quando il BMI è superiore a 30. Mentre si parla di sovrappeso in caso di un BMI compreso fra 25 e 30. Tuttavia non deve essere considerato un indice assoluto, in quanto non tiene conto della composizione corporea.

L’obesità è una malattia multifattoriale, determinata dal risultato di una serie di interazioni genetiche, ambientali, comportamentali, psicologiche e culturali.

Predispone  a una serie di importanti malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, al diabete mellito tipo 2, all’insorgenza di tumori, ecc. E’ ormai noto che il tessuto adiposo è in grado di rispondere a stimoli endogeni (interni), interagendo con altri organi e producendo un gran numero di sostanze.

Quindi il tessuto adiposo è considerato “un organo” che attivamente partecipa a numerosi processi fisiologici, in grado di “comunicare” con altri apparati e di influenzarne la funzione. Nell’obesità l’eccesso di tessuto adiposo determina la produzione di alcune sostanze che promuovono e innescano una condizione di “infiammazione cronica”. La condizione di “infiammazione cronica” causa una condizione fisiopatologica che determina le patologie associate alla obesità.

Tutto questo ha sensibilizzato il mondo scientifico e socio-politico ad attuare sforzi per prevenire e combattere l’obesità con programmi di informazione, educazione e sorveglianza per l’obesità.

Nel contesto del Progetto Salute, riconosciamo che l’obesità può essere collegata a esperienze traumatiche vissute nel corso della vita. Traumi emotivi, fisici o psicologici possono influenzare significativamente il rapporto di un individuo con il cibo, l’attività fisica e la gestione dello stress, contribuendo allo sviluppo dell’obesità e di altri disturbi legati all’alimentazione.

Lavorare sull’obesità all’interno del Progetto Salute implica non solo affrontare gli aspetti legati alla gestione del peso, ma anche esplorare e comprendere le radici emotive e psicologiche che possono essere alla base del problema. Integrando un approccio corpo-mente e centrato sulla persona, il Progetto Salute si impegna a supportare i partecipanti nel processo di guarigione non solo fisica, ma anche emotiva e psicologica, anche con l’aiuto di corsi gratuiti de Il Vaso di Pandora.

Attraverso la conoscenza e l’empatia, il Progetto Salute offre un ambiente sicuro e di supporto per affrontare il legame tra obesità e trauma, promuovendo la consapevolezza dei fattori sottostanti e fornendo strumenti e risorse per affrontare le sfide legate al peso in modo completo e integrato.

Lavorare sull’obesità in relazione al trauma all’interno del Progetto Salute implica un approccio compassionevole e rispettoso verso i partecipanti, incoraggiandoli a esplorare e affrontare le esperienze passate in modo costruttivo e a sviluppare strategie di coping positive per favorire il recupero della salute e del benessere a livello fisico, emotivo e psicologico.

Terapia Cognitivo Comportamentale

Terapia Cognitivo Comportamentale Progetto salute

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) è uno degli approcci terapeutici più efficaci per i disturbi dell’alimentazione come l’anoressia nervosa (AN), la bulimia nervosa (BN) e il disturbo da alimentazione incontrollata (BED).

La sua applicazione per il trattamento dei disturbi dell’alimentazione è stata formalizzata da Cristopher Fairburn negli anni ’80 e in inglese prende il nome di CBT-E (Enhanced Cognitive Behaviour Therapy).

Questo tipo di terapia si basa sull’assunto che i pensieri, le emozioni e i comportamenti sono interconnessi e influenzano reciprocamente il benessere psicologico e fisico. La TCC mira a identificare e modificare i pensieri distorti e le credenze disadattive legate all’alimentazione e al corpo, nonché ad affrontare i comportamenti disfunzionali legati all’assunzione di cibo.

Infatti, secondo questa terapia, il disturbo dell’alimentazione è caratterizzato dalla convinzione della persona di avere un corpo “grasso” e un peso eccessivo che genera i comportamenti alimentari disfunzionali come lo stare perennemente a dieta o l’esercizio fisico compulsivo.

La TCC dei disturbi dell’alimentazione aiuta le persone a prendere distanza dalle credenze disfunzionali legate all’alimentazione e al corpo, a promuovere un rapporto più sano con il cibo, ad accettare il proprio fisico, favorendo il recupero e il benessere.

È una terapia strutturata, collaborativa e orientata al cambiamento e allo sviluppo di competenze per affrontare in modo più adattivo le sfide legate all’alimentazione e al peso attraverso numerose tecniche come la psico-educazione, la regolarizzazione e il monitoraggio dell’alimentazione e la ristrutturazione cognitiva delle convinzioni distorte su corpo e peso.

Un altro aspetto importante da considerare nel trattamento dei disturbi dell’alimentazione è la sfera emotiva e in questo caso si può ricorrere ad una particolare terapia cognitivo comportamentale che si chiama Terapia dialettico-comportamentale (Dialectical Behavior Therapy DBT) che è focalizzata sulle emozioni e ha, tra i suoi obiettivi, l’acquisizione di abilità di mindfulness, regolazione emotiva, tolleranza della sofferenza ed efficacia interpersonale utili ad affrontare le difficoltà legate all’alimentazione e alla percezione del corpo.

  • Atwood M.E., Friedman A. (2020). A systematic review of enhanced cognitive behavioral therapy (CBT-E) for eating disorders. International Journal of Eating Disorders.
  • Murphy R, Straebler S, Cooper Z, Fairburn CG. (2010) Cognitive behavioral therapy for eating disorders. Psychiatr Clin North Am.
  • Vuillier L, Greville-Harris M, Talbot CV, May L, Moseley RL. Early (2024) evaluation of a DBT-informed online intervention for people with eating disorders. Journal of Eating Disorders.

Mindfulness

Mindfulness Progetto salute

L’utilizzo della mindfulness nei disturbi dell’alimentazione può essere estremamente utile. La mindfulness può aiutare le persone che soffrono di un disturbo dell’alimentazione a sviluppare una maggiore consapevolezza di sensazioni, pensieri ed emozioni legati al cibo e al corpo e contribuire a ridurre il comportamento alimentare disfunzionale, come le abbuffate o le restrizioni estreme.

La mindfulness nei disturbi dell’alimentazione promuove una maggiore regolazione emotiva e un rapporto più sano con il cibo e il proprio corpo.

La mindfulness riduce il pensiero negativo ripetitivo e migliora l’autocompassione, il decentramento, la flessibilità psicologica, la regolazione delle emozioni e la consapevolezza enterocettiva “interna” dei segnali di fame e sazietà.

Inoltre, la mindfulness e più specificatamente il protocollo MBSR può aiutare le persone a gestire lo stress, l’ansia e la depressione spesso associati ai disturbi dell’alimentazione, favorendo una maggiore regolazione emotiva e una migliore gestione delle difficoltà quotidiane.

  • Ardi, Ziv PhD; Golland, Yulia PhD; Shafir, Roni PhD; Sheppes, Gal PhD; Levit-Binnun, Nava PhD. (2021). The Effects of Mindfulness-Based Stress Reduction on the Association Between Autonomic Interoceptive Signals and Emotion Regulation Selection. Psychosomatic Medicine.
  • Vanzhula, I.A., Levinson, C.A. (2020) Mindfulness in the Treatment of Eating Disorders: Theoretical Rationale and Hypothesized Mechanisms of Action.

Mindful eating

Mindful Eating Progetto salute

Nel contesto del Progetto Salute, la pratica di mindful eating rappresenta un approccio scientifico che facilita la consapevolezza alimentare e mira a migliorare la relazione tra l’individuo e il cibo, e l’uso di modalità alimentari più equilibrate e sane.

La mindful eating insegna a essere pienamente presenti e attenti durante il pasto e a diventare consapevoli delle sensazioni fisiche, emotive e mentali legate all’atto del mangiare.

Attraverso la mindful eating, i partecipanti al Progetto Salute imparano ad apprezzare il cibo dal punto di vista sensoriale, a rallentare il ritmo, a riconoscere i segnali di fame e sazietà del proprio corpo e a distinguere tra fame fisica e fame emotiva. La mindful eating aiuta a ridurre l’alimentazione impulsiva ed emotiva, a usare nuovi modi per auto-consolarsi e gratificarsi, a favorire scelte alimentari più sane e a promuovere una relazione più saggia con il cibo.

Apprendere la mindful eating nel Progetto Salute consente ai partecipanti di avere un rapporto più rilassato e gioioso con il cibo, e promuovere un benessere fisico, mentale ed emotivo attraverso un approccio più equilibrato e consapevole all’alimentazione.

  • Pepe RB, Coelho GSMA, Miguel FDS, Gualassi AC, Sarvas MM, Cercato C, Mancini MC, de Melo ME (2023). Mindful eating for weight loss in women with obesity: a randomised controlled trial. Br J Nutr.

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