Disturbi psicosomatici

Disturbi psicosomatici

Cos’è?

La Psicosomatica è una branca della medicina che studia quelle malattie la cui origine non è prettamente biologica, ma piuttosto psicologica. La Psicosomatica utilizza una visione olistica che pone in rapporto la mente e il corpo, sottolineando quindi l’unità psicofisica dell’essere umano (Fabiano, 2009).

Il primo a studiare sistematicamente questo rapporto nella medicina fu lo psicanalista statunitense Franz Alexander. Ipotizzò che il processo mediatore dell’insorgenza di una malattia a seguito di un’emotività non espressa era una disfunzione del sistema neurovegetativo, che era correlato alla manifestazione di disturbi come l’ipertensione arteriosa oppure coliti e ulcere (ibid).

Oggi si va incontro ad una visione multifattoriale, in cui si ipotizza che un’alterazione biologica sia il risultato dell’interazione di più fattori, fra i quali troviamo il fattore psicologico. La medicina infatti si sposta sempre più verso un modello bio-psico-sociale, in cui viene riconosciuta la rilevanza di aspetti sia psicologici che sociali nei confronti dell’assetto biologico.

Eziopatologia

Il legame tra stimoli psicologici e l’insorgenza di una malattia con evidenza biologica non è immediato. Per questo motivo si rischia ancora oggi di confondere il concetto di malattia psicosomatica con quella che potrebbe essere una malattia “inventata” o “immaginata” dal paziente. L’origine psicologica attiva dei sistemi a cascata di natura biologica, che a loro volta sfociano in cambiamenti di natura patologica a livello fisico (Giarnieri, 2009). Per questo è estremamente importante conoscere l’esistenza di un’eziologia psicologica, per poter intervenire prontamente sull’origine e non lasciare che le patologie avanzino e si cronicizzino.

Nel Nuovo Libro della Psicosomatica, il neurologo Dott. Fabio Fabiano spiega che per cogliere il legame fra mente e corpo nelle malattie psicosomatiche è necessario comprendere individualmente la natura degli stimoli psicologici, la mediazione cognitiva che avviene da parte del paziente, e la reazione psicobiologica che si manifesta a livello fisico.

  1. La natura degli stimoli
    L’ambiente agisce sull’individuo attraverso stimoli sia psicologici che sociali. Di particolare rilevanza sono gli eventi stressanti, ma soprattutto quegli eventi che possono essere piccoli ma ripetuti nel tempo, e che richiedono un adattamento da parte di tutti i sistemi della persona. Il Dott. Fabiano specifica che sono “i microstimoli quotidiani ripetuti caratteristici delle situazioni stressanti protratte nel tempo che inducono condizioni di attivazione emozionale cronica” (Fabiano 2009, p. 187).
  2. La mediazione cognitiva
    Gli stimoli stressanti che vengono sperimentati non necessariamente si traducono in manifestazioni emotive. L’assetto cognitivo individuale agisce da filtro, per cui il risultante stato emotivo si crea non solo in base all’intensità dello stimolo, ma anche in base a tutte le esperienze e aspettative che condizionano la sfera cognitiva della persona.
  3. La reazione psicobiologica
    È quindi in seguito alla mediazione cognitiva che si arriva ad una reazione a livello fisico. La risposta allo stress consiste in tutta una serie di cambiamenti che avvengono a livello del sistema nervoso centrale, endocrino, ed immunitario. Il Dott. Fabiano spiega che “l’attivazione di questi tre sistemi ha la fondamentale funzione di adattare l’organismo alle richieste ambientali e di fornire un supporto biologico-metabolico al comportamento e all’azione” (Fabiano 2009, p. 188). In condizioni fisiologiche in cui si viene sottoposti a stimoli stressanti, è naturale che si attivino questi sistemi e meccanismi in modo transitorio, e che ci sia poi un ritorno allo stato precedente. Quando però lo stimolo stressante è costante o ripetitivo, e viene mediato a livello cognitivo in modo che i nostri sistemi percepiscano una minaccia, possiamo riscontrare un’attivazione cronica a carico dei sistemi nervoso, endrocrino e immunitario.

Fra i disturbi che possono essere associati ad un’eziologia di tipo psicosomatico troviamo:

  • Fibromialgia
  • Stanchezza cronica
  • Cefalea
  • Cervicalgia
  • Mal di schiena
  • Ipertensione
  • Colite spastica
  • Dermatite psicosomatica
  • Dolore cronico
  • Psoriasi
  • Tachicardia
  • Asma
  • Dispnea
  • Gastrite
  • Stipsi
  • Colon irritabile
  • Dolori articolari
  • Insonnia
  • Ulcera
  • Astenia

Prevenzione e cura

È importante comprendere che l’eziologia psicologica non significa che i sintomi siano “inventati”, “immaginati” o “auto-inflitti” dall’individuo. L’origine psicologica attiva dei sistemi a cascata di natura biologica, che a loro volta sfociano in cambiamenti di natura patologica a livello fisico. Per questo è estremamente importante conoscere l’esistenza di un’eziologia psicologica, per poter intervenire prontamente sull’origine e non lasciare che le patologie avanzino e si cronicizzino.

Sono stati individuati dei fattori di rischio, che portano ad un’aumentata possibilità di sviluppare un disturbo psicosomatico. Fra i fattori di rischio più importanti troviamo:

  • Condizioni di aumentato stress
  • Accumulo di eventi stressanti in periodi di tempo brevi
  • Una ridotta capacità di identificare o di esprimere le emozioni
  • Pattern di comportamento di tipo A
  • Uno stato protratto di depressione
  • La mancanza o riduzione di una rete di supporto emotivo

La medicina psicosomatica è importante nella cura delle patologie anche in un altro senso. La relazione fra psiche e corpo può portare all’attivazione di meccanismi che fanno insorgere diverse malattie, ma allo stesso tempo un assetto psicoemotivo forte ed equilibrato può aiutare a disattivare questi stessi meccanismi andando a facilitare la guarigione.

Essendo i disturbi psicosomatici il risultato di un’interazione di vari fattori, si consiglia di mantenere la visione multi-disciplinare anche nell’approccio terapeutico. Diversi studi ormai confermano come gli approcci multi-disciplinari di cura siano più efficaci rispetto agli approcci puramente farmacologici (Grahn et al., 1998; Lera et al., 2009; Netterstrøm et al., 2013; Fava et al., 2017). In una possibile terapia multi-disciplinare, possiamo includere:

Riferimenti bibliografici

  • Fabiano, F. (2009). La psicosomatica del nostro sistema nervoso. In Nuova Frontiera: affrontare lo stress liberando la mente e il corpo: il nuovo o libro della psicosomatica (pp. 175-204).
  • Fava, G. A., Cosci, F., & Sonino, N. (2017). Current Psychosomatic Practice. Psychotherapy and psychosomatics, 86(1), 13–30. https://doi.org/10.1159/000448856
  • Giarnieri, V. (2009). Gli indicatori clinici della psicosomatica. In Nuova Frontiera: affrontare lo stress liberando la mente e il corpo: il nuovo o libro della psicosomatica (pp. 225-244).
  • Grahn, B., , Ekdahl, C. & Borgquist, L. (1998). Effects of a multidisciplinary rehabilitation programme on health-related quality of life in patients with prolonged musculoskeletal disorders: A 6-month follow-up of a prospective controlled study. Disability and Rehabilitation, 20(8), 285-297. https://doi.org/10.3109/09638289809166084
  • Lera, S., Gelman, S. M., López, M. J., Abenoza, M., Zorrilla, J. G., Castro-Fornieles, J. & Salamero, M. (2009). Multidisciplinary treatment of fibromyalgia: Does cognitive behavior therapy increase the response to treatment? Journal of Psychosomatic Research, 67(5), 433-441. https://doi.org/10.1016/j.jpsychores.2009.01.012.
  • Netterstrøm B., Friebel L. & Ladegaard, Y. (2013). Effects of a Multidisciplinary Stress Treatment Programme on Patient Return to Work Rate and Symptom Reduction: Results from a Randomised, Wait-List Controlled Trial. Psychotherapy and Psychosomatics, 82, 177-186. https://doi.org/10.1159/000346369

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