Cefalea Tensiva

Cos’è

La cefalea tensiva è una delle forme più comuni di mal di testa, caratterizzata da una serie di episodi di mal di testa ricorrenti, che durano da 30 minuti a 1 settimana. Questo tipo di cefalea può manifestarsi in tre varianti principali, associata o meno a dolore pericraniale:​

  • Episodica infrequente (ETTH infrequente): meno di 12 giorni l’anno;
  • Episodica frequente (ETTH frequente): tra 12 e 180 giorni l’anno, con almeno 10 episodi che si verificano più di 1 giorno e meno di 15 giorni al mese, per almeno 3 mesi;
  • Cronica (CTTH): più di 180 giorni l’anno, ovvero più di 15 giorni al mese per almeno 3 mesi.

In passato nota come “cefalea psicosomatica”, la cefalea di tipo tensivo (TTH) viene così definita per sottolineare quella sorta di tensione mentale o muscolare che si presenta in questi mal di testa. La cefalea tensiva ha una prevalenza del 40% nella popolazione generale. Il tipo più frequente di cefalea tensiva ha una manifestazione episodica. Colpisce prevalentemente persone fra i 30 e i 39 anni.

Sintomi

Le persone descrivono il dolore da cefalea tensiva come se indossassero un cappello strettissimo, una stretta bandana o un peso infuocato attorno alla testa. Al contrario dell’emicrania, nella cefalea tensiva il dolore non aumenta con l’attività fisica. Il dolore può presentarsi sia anteriormente che posteriormente, ma nel 90% dei casi è bilaterale. In alcuni casi il mal di testa si accompagna a inappetenza.

I sintomi tipici includono: 

  • Dolore bilaterale: spesso descritto come una sensazione di pressione o tensione su entrambi i lati della testa.​
  • Intensità lieve o moderata: il dolore non è generalmente debilitante e non peggiora con l’attività fisica.​
  • Assenza di sintomi associati: solitamente non sono presenti nausea, vomito, fotofobia (sensibilità alla luce) o fonofobia (sensibilità al suono).​

Il dolore sperimentato è vissuto solitamente come una tensione o una contrazione, la sua intensità è da media a moderata, si localizza bilateralmente (su entrambi i lati della testa). Inoltre, insieme al mal di testa non si devono presentare sensazione di vomito, nausea, fotofobia o fonofobia (rispettivamente, il fastidio alle luci o ai rumori).

Psicobiologia della cefalea tensiva

Perché viene la cefalea tensiva

Uno dei fattori principali è la tensione muscolare, soprattutto nei muscoli del collo e della testa. Se questi muscoli rimangono contratti troppo a lungo, possono attivare segnali di dolore che vengono inviati al cervello. Questo spiega perché molte persone con cefalea tensiva avvertono rigidità o dolore al collo e alle spalle.

Nelle forme più croniche, il sistema nervoso può diventare più sensibile al dolore, un fenomeno noto come sensibilizzazione centrale. In pratica, il cervello inizia a percepire anche stimoli normali come fastidiosi o dolorosi, rendendo gli episodi di mal di testa più frequenti e intensi nel tempo.

Il legame tra stress e cefalea

Le persone con cefalea tensiva spesso mostrano una risposta alterata allo stress. Alcuni studi hanno rilevato che chi soffre di questo disturbo ha una minore variabilità della frequenza cardiaca (HRV), un segnale che indica un sistema nervoso autonomo più reattivo e una maggiore difficoltà a rilassarsi dopo periodi di tensione.

Inoltre, sono stati trovati livelli più bassi di sostanze infiammatorie nel sangue (come la proteina C-reattiva e l’interleuchina-6) nelle persone con prognosi più favorevole. Questo suggerisce che i processi infiammatori potrebbero influenzare la gravità della cefalea tensiva, anche se il loro ruolo esatto è ancora in fase di studio.

Un possibile collegamento con il sistema nervoso e i vasi sanguigni

Sebbene la cefalea tensiva non sia direttamente collegata alle emicranie, alcune ricerche hanno evidenziato che le persone con forme croniche di questo disturbo possono avere alterazioni nei livelli di CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina), una sostanza coinvolta nella regolazione del dolore e della dilatazione dei vasi sanguigni nel cervello. Questo apre nuove prospettive nella ricerca di trattamenti più mirati.

Conseguenze

La cefalea tensiva, soprattutto se cronica, può produrre gravi conseguenze sulla salute della persona, influenzandone i livelli di autonomia, la qualità del sonno, i livelli di attività nella vita quotidiana e la salute psicologica.

  • Il 74% delle persone con cefalea tensiva riporta qualche forma di difficoltà di vita quotidianaa causa dei mal di testa
  • 1 persona su 3 riporta un calo del funzionamento nellaqualità del sonno, nei livelli di energia e nel benessere emotivo
  • L’ambito meno compromesso è più frequentemente quello lavorativo
  • Le persone con cefalea cronica hanno un rischio 3-15 volte più alto di soffrire di un disturbo d’ansiao di un disturbo dell’umore

Diagnosi

La diagnosi di cefalea tensiva è clinica, e non può essere condotta con esami di laboratorio. Solo il colloquio e la raccolta di informazioni cliniche e anamnestiche possono condurre a una corretta diagnosi.

Alcune patologie da escludere, per poter diagnosticare la cefalea tensiva, sono:

  • Eccessivo utilizzo di farmaci
  • Mal di testa cronico post-traumatico
  • Disturbi degli occhi o dei seni facciali
  • Disturbi della giunzione temporo-mandibolare
  • Ipertensione intracranica idiopatica
  • Patologie tumorali
  • Disturbi psichiatrici
  • Spondilosi cervicale

Trattamento

La cefalea tensiva cronica, nel 47% dei casi, si trasforma in episodica anche senza trattamento. Si osserva solitamente un peggior esito nei casi in cui il mal di testa è unilaterale (è sperimentato solo su un lato della testa), se gli attacchi durano più di 3 giorni, se è presente sensazione di nausea concomitante e se la persona abusa di farmaci nel tentativo di gestire il dolore.

Le forme di trattamento seguono un approccio multidisciplinare.

Terapia fisica

Fisioterapia, esercizi di allungamento, posturali, yoga, impacchi freddi, ultrasuoni, manipolazioni e tecniche dirette alla consapevolezza posturale, possono aiutare a disattivare meccanismi di aggravamento del dolore e a rieducare eventuali errori di postura e movimento.

Farmacoterapia

In molti casi, le persone sottovalutano l’entità dei mal di testa, ricorrendo ad automedicazioni di fortuna tramite farmaci da banco. In un primo momento è quindi necessario regolare l’assunzione dei farmaci utilizzati, in modo da ricorrere alla corretta terapia. Fra i farmaci più impiegati troviamo antidepressivi, miorilassanti, tossina botulinica, Aspirina, ibuprofene, ketoprofene, sedativi, ansiolitici…

Terapia cognitivo-comportamentale

Impiegata per insegnare alla persona tecniche di rilassamento o di Mindfulness, che permettano di rilasciare consapevolmente la contrazione muscolare e l’agitazione che contribuiscono ai mal di testa.Grazie a un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale è poi possibile identificare i pensieri e le credenze che incrementano lo stress aggravando i sintomi. Una parte importante del trattamento consiste nell’imparare a prevenire situazioni e abitudini che non fanno che peggiorare o aumentare il numero di mal di testa (es. saltare i pasti o una scorretta igiene del sonno). Tenere un diario degli episodi di mal di testa può aiutare la persona e il clinico a monitorare l’andamento degli attacchi.

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