Fibromialgia

Cos’è la fibromialgia?

La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso, frequentemente accompagnata da affaticamento, disturbi del sonno e alterazioni cognitive. Questi sintomi contribuiscono a un significativo stress psicologico e possono compromettere il funzionamento quotidiano in vari ambiti, tra cui lavoro, famiglia e relazioni sociali. La diagnosi richiede spesso numerose visite ed esami, comportando un elevato costo per il sistema sanitario nazionale; si stima che le persone con fibromialgia si sottopongano a circa 10 visite mediche all’anno (Häuser et al., 2021).

Epidemiologia e differenze di genere

La prevalenza della fibromialgia varia tra il 2% e l’8% della popolazione generale, con una netta predominanza nel sesso femminile, che rappresenta circa il 90% dei casi, con un picco tra i 40 e i 60 anni di età (Senato.it, 2023). Le ragioni di questa disparità non sono completamente comprese, ma si ipotizza che gli ormoni sessuali, in particolare gli estrogeni, possano influenzare la modulazione del dolore. La carenza di estrogeni in donne in pre- o post-menopausa risulta essere correlata con l’insorgenza della fibromialgia e di altre malattie reumatiche, mentre una somministrazione di estrogeni può risultare benefica per tali condizioni (Kosek et al., 2021). Tuttavia, le differenze di genere nella percezione del dolore, nella resilienza, nella stanchezza e nelle comorbidità psichiatriche sono ancora oggetto di studio (Bartley et al., 2020).

Sintomi

I sintomi della fibromialgia sono molto variabili, e persone diverse possono manifestare sintomi differenti. La sintomatologia sperimentata da un individuo può inoltre cambiare nel tempo, anche di giorno in giorno, rendendo necessario un monitoraggio continuo.

La manifestazione principale di questo disturbo è un dolore cronico (per oltre 3 mesi) generalizzato a diversi distretti corporei.

Fra i sintomi più comuni troviamo:

  • Aumentata sensibilità al dolore
  • Problemi del sonno
  • Stanchezza
  • Nausea
  • Diarrea
  • Dolore addominale
  • Dolore alla mandibola
  • Vertigini
  • Ipersensibilità agli stimoli sensoriali (freddo, caldo, luce, odori)
  • Difficoltà di memoria e concentrazione (dette fibro fog)

Altri sintomi, meno frequenti, possono essere: 

  • IBS (Sindrome del Colon Irritabile)
  • Mal di testa
  • Torpore agli arti
  • Ansia
  • Depressione

Cause

Le cause della fibromialgia non sono note. Se in passato veniva considerata una patologia prettamente psicologica, le ricerche più recenti mostrano come alla base del disturbo siano presenti anche processi organici.
Studi di neuroimaginghanno mostrato come, al centro di questa condizione, vi sia un deficit nella capacità di regolazione del dolore (eccessiva sensibilità e reattività al dolore).
Tra i fattori di rischio per lo sviluppo della fibromialgia troviamo:

Fattori di rischio neurobiologici

La patogenesi della fibromialgia è complessa e multifattoriale, coinvolgendo alterazioni neurobiologiche sia a livello centrale che periferico.

Alterazioni del sistema nervoso centrale: Studi di neuroimaging hanno evidenziato disfunzioni nell’ippocampo e una riduzione di una sostanza chiamata N-Acetil Aspartato (NAA), che potrebbe indicare un’alterazione del funzionamento cerebrale (Emad et al., 2008). Inoltre, sono state trovate anomalie nel sistema che regola la dopamina, una sostanza chimica legata al piacere e alla motivazione. Queste anomalie possono rendere più difficile per il cervello regolare il dolore, contribuendo alla sua percezione intensa o costante (Sommer et al., 2008).

Alterazioni del sistema nervoso periferico: Uno studio ha dimostrato che, in alcune persone, è presente una maggiore innervazione nelle mani, soprattutto quelle che controllano i movimenti di apertura e chiusura. Questo è dovuto a delle piccole anomalie nei vasi sanguigni locali (chiamati shunt artero-venosi), che ostacolano la corretta circolazione del sangue nei tessuti. Di conseguenza, può verificarsi una ridotta quantità di ossigeno nei tessuti (ipossia), accompagnata da dolore, perdita di forza nelle mani e difficoltà nel regolare la temperatura corporea (Albrecht et al., 2020).

Alterazioni del microbiota intestinale: Uno studio canadese ha evidenziato che le persone con fibromialgia presentano un microbiota intestinale alterato rispetto a chi non soffre di questo disturbo. Questo suggerisce che un’alterazione della flora intestinale – cioè dell’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino – potrebbe essere collegata ai sintomi della fibromialgia (Minerbi et al., 2020).

Diagnosi

La diagnosi di fibromialgia si basa principalmente sulla raccolta della storia clinica e sull’esame medico obiettivo. Esami medici e di laboratorio possono aiutare, anche se limitatamente, il processo diagnostico per escludere altre condizioni (disturbi reumatici, ecc).
Per arrivare a una diagnosi di fibromialgia può essere utile:

    • Raccogliere la storia clinica relativa a tipo, intensità e durata della sintomatologia
    • Raccogliere la storia clinica relativa a eventuali fattori di rischio
    • Esame medico obiettivo

Trattamento della fibromialgia

La fibromialgia è una condizione cronica che può essere gestita ma non curata definitivamente. Il trattamento è individualizzato e combina diversi approcci, comprendendo interventi farmacologici e non farmacologici. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è risultata efficace nel ridurre il dolore percepito e migliorare l’umore e il funzionamento nella vita quotidiana (Hassett et al., 2020). Inoltre, il programma di riduzione dello stress basato sulla mindfulness (MBSR) ha dimostrato di migliorare la qualità della vita, ridurre il dolore percepito e migliorare la qualità del sonno (Pérez-Aranda et al., 2019).

Mindfulness e fibromialgia

Il programma MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) si è dimostrato efficace nel trattamento della fibromialgia e in particolare nell’aumentare la capacità della persona di gestire e affrontare i sintomi fisici e psicologici, con maggior accettazione e consapevolezza. Fra i benefici sono inclusi una diminuzione del dolore percepito e dei sintomi dolorosi, miglioramento della qualità del sonno e della qualità di vita.

Riferimenti bibliografici

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  • Pérez-Aranda, A., et al. (2019). A randomized controlled efficacy trial of mindfulness-based stress reduction for fibromyalgia: The EUDAIMON study. Pain, 160(11), 2508-2523.
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