La schizofrenia

La schizofrenia

Che cos’è la schizofrenia?

La schizofrenia è una condizione psichiatrica classificata all’interno dei disturbi psicotici, caratterizzata da fenomeni quali dissociazione della personalità, allucinazioni e deliri, che rappresentano le manifestazioni principali della patologia, e comportano importanti compromissioni del funzionamento personale, sociale e lavorativo. La persona, infatti, tende a perdere il contatto con la realtà, può sentire voci o vedere cose che non esistono, e spesso è emotivamente molto turbata da questi fenomeni. L’esordio viene solitamente preceduto da un periodo in cui la persona si ritira in sé stessa, il coinvolgimento sociale è sempre più scarso e ci sono conseguenze negative importanti (per esempio, la perdita del lavoro o l’abbandono scolastico). L’età di esordio si colloca solitamente tra i 18 e i 28 anni, e si è visto che le donne tendono a sviluppare il disturbo con alcuni anni di ritardo rispetto agli uomini.

Sintomi della schizofrenia

I sintomi della schizofrenia vengono solitamente suddivisi in due categorie principali:

  • Sintomi positivi: indicano l’emergere di elementi non presenti in precedenza, in particolare allucinazioni e deliri. Le prime possono riguardare tutti i canali sensoriali, ma quelle più comuni sembrano essere di tipo uditivo, che si manifestano prevalentemente come voci che la persona sente, che parlano tra loro o commentano le sue azioni. I deliri, invece, sono idee estremamente rigide e strutturate, a cui la persona crede fermamente, ma che mancano di fondamento e di prove di realtà. In questa categoria rientra anche la disorganizzazione, che si manifesta sia nella struttura del pensiero, sia nel comportamento;
  • Sintomi negativi: sono quelli che di solito compaiono per primi, in modo graduale e progressivamente ingravescente. Comportano ritiro sociale e perdita di interesse, e si manifestano principalmente con apatia, distacco emotivo, disinteresse nei confronti della socialità, regressione delle abilità linguistiche, difficoltà di attenzione, concentrazione e problem solving.

Cause della schizofrenia

Le cause della schizofrenia sono tuttora oggetto di studio, ma si ritiene comunque che la loro natura sia multifattoriale. In particolare, la genetica sembra giocare un ruolo importante: la probabilità di sviluppare il disturbo, infatti, aumenta se questo è già presente in parenti di primo grado, in modo proporzionale alla vicinanza della parentela. Anche alterazioni nella trasmissione di serotonina e dopamina, due sostanze adibite alla trasmissione delle informazioni tra le cellule del cervello, si sono mostrate in parte responsabili dell’esordio della schizofrenia; è stato possibile arrivare a questa conclusione perché si è visto che alcuni psicofarmaci che regolano l’attività di queste sostanze sono efficaci nel ridurre alcuni sintomi. Infine, si è ipotizzato che anche i traumi alla nascita possano comportare delle modifiche a livello cerebrale che contribuiscono, in seguito, alla manifestazione del disturbo. Quelli elencati sono considerati “fattori di vulnerabilità”, cioè indicano che la persona con queste caratteristiche ha più probabilità di sviluppare la schizofrenia rispetto a chi non le presenta. Ci sono poi i cosiddetti “fattori precipitanti”, che incidono sull’esordio della malattia in soggetti già predisposti: eventi fortemente stressanti (es., lutti, abusi, divorzio ecc.) e l’uso/abuso di sostanze come cocaina, anfetamina, LSD.

Trattamento della schizofrenia

La terapia farmacologica è di fondamentale importanza nella gestione dei sintomi della schizofrenia, e di solito prevede l’utilizzo di farmaci antipsicotici, in alcuni casi associati ad antidepressivi o ansiolitici. Anche la psicoterapia ha un ruolo molto importante nell’intervento con il paziente schizofrenico, perché consente di acquisire strumenti di gestione dei sintomi positivi (allucinazioni e deliri) e di ritrovare alcune abilità perse con l’esordio della malattia (es., abilità sociali e di comunicazione). La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale si è dimostrata particolarmente efficace in questo campo, in particolare nella sua variante più recente sviluppata appositamente per l’intervento sui disturbi di gravità significativa, che viene definita Recovery-Oriented Cognitive Therapy (CT-R) e si focalizza proprio sulle risorse del paziente e sulle sue potenzialità, oltre che sulla collaborazione al trattamento. Come si può notare anche dal modo in cui ci riferisce a questo approccio terapeutico, il concetto di “recovery” è basilare nel trattamento di condizioni gravi come la schizofrenia: esso si fonda, infatti, solo in parte sulla gestione della sintomatologia, dando priorità al superamento dei traumi conseguenti alla malattia, come la difficoltà del percorso terapeutico, causato anche da eventuali maltrattamenti subiti, e la perdita delle proprie abilità con conseguente riduzione delle opportunità personali, lavorative e sociali.

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