Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione

Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione

Cos’è il Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione?

La paura della contaminazione è l’ossessione più frequentemente segnalata nel Disturbo Ossessivo Compulsivo ed è spesso associata a rituali compulsivi come il lavaggio ripetitivo delle mani, la pulizia e l’adozione di misure sproporzionate per ridurre l’esposizione a fonti percepite di contaminazione.

Anche le convinzioni ossessive, che riguardano una sopravvalutazione della minaccia percepita e un’accresciuta sensibilità al disgusto, possono essere presenti nella paura della contaminazione caratteristica del  DOC.

Chi è affetto da questo sottotipo di DOC può, quindi, provare grande angoscia anche quando tocca oggetti apparentemente innocui come una maniglia della porta e può trascorrere ore in comportamenti di pulizia eccessivi, provocando irritazione o sanguinamento della  pelle. In alcuni casi, queste esasperanti routine di pulizia fanno sì che i pazienti non siano nemmeno in grado di lasciare la propria casa, con importanti ricadute sulla propria vita personale, lavorativa e relazionale.

La contaminazione, definita come “una sensazione intensa e persistente di essere stati inquinati, sporcati o infetti, o messi in pericolo a seguito del contatto, diretto o indiretto, con un oggetto/luogo/persona percepito come sporco, impuro, infetto o dannoso” può riferirsi anche ad esperienze interne, senza che vi sia stato alcun contatto con oggetti fisici.

La contaminazione mentale si verifica, infatti, quando gli individui provano sentimenti di sporcizia interna e angoscia in assenza di contatto fisico con un contaminante.

Sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione

I sintomi principali possono includere:

Contaminazione da contatto

Ossessioni

  • Paura di contrarre una malattia che sarà grave o fatale per sé stessi o per gli altri attraverso l’esposizione a virus, batteri o altri oggetti percepiti non igienici;
  • Paura di essere avvelenati da sostanze di uso quotidiano come prodotti chimici domestici, oppure avvelenare qualcuno accidentalmente.

Compulsioni

  • Lavaggio ripetuto delle mani, doccia o disinfezione di sé o dei propri oggetti.
  • Evitare o gettare via tutto ciò che si ritiene contaminato e che non sia possibile pulire del tutto
  • Ricerca di continue rassicurazioni su una possibile contaminazione riguardo sé stessi o le proprie cose
  • Cura continua delle aree percepite pulite che altri non possono toccare o in cui non possono entrare.

Contaminazione mentale

Ossessioni

  • Timore di contaminanti immaginari come parole o frasi che possono attivare il ricordo di una situazione che ha causato danni mentali;
  • Timore delle persone che hanno causato danni o fatto del male all’individuo;
  • Sentimenti di grande responsabilità personale come un ricordo o uno scenario e provare grande vergogna o senso di colpa.

Compulsioni

  • Atti rituali eseguiti per neutralizzare i contaminanti mentali.
  • Evitamento di persone, luoghi, ricordi, parole o immagini che l’individuo ritiene causino contaminazione mentale.
  • Incapacità di nominare persone, oggetti o pensieri che causano contaminazione mentale.

Cause del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione

Gli studi epidemiologici indicano che la dimensione della contaminazione è una delle manifestazioni più comuni del Disturbo-ossessivo-compulsivo nell’arco della vita. Inoltre, si stima che sia uno dei sottotipi di DOC più diffusi negli adulti (46%) e nei bambini (47%).

L’insorgenza in età pediatrica avviene in genere entro i 12 anni di età con prevalenza nella popolazione maschile.

La ricerca ha evidenziato una stretta relazione tra ansia, sensibilità al disgusto e paura legata alla contaminazione, connessa ad una elevata attività dell’insula e delle regioni fronto-limbiche; recenti studi in ambito neurocognitivo suggeriscono il coinvolgimento di numerosi altri distretti cerebrali.

Nella contaminazione mentale, l’insorgenza del disturbo è connessa ad eventi particolarmente traumatici, come abusi sessuali.
Le distorsioni cognitive (errori nei processi mentali di giudizio), possono contribuire alla reattività al disgusto nel DOC.

Alcuni esempi sono:

  • la magia simpatica: la convinzione che la contaminazione possa diffondersi in modo rapido e dinamico, attraverso una catena di oggetti distanti molti gradi dall’oggetto contaminato iniziale.Alla base della magia simpatica si ritiene che vi siano due credenze di base:
    • la legge del contagio: una volta che un oggetto è entrato in contatto con un oggetto contaminato rimarrà sempre tale (riluttanza a bere una tazza di caffè che è stata mescolata con un cucchiaio usato ma lavato);
    • la legge di somiglianza: la somiglianza visiva di un oggetto con uno contaminato è sufficiente perché anche questo venga contaminato (la riluttanza a mangiare alimenti a forma di un oggetto che si ritiene “sporco”);

Nella popolazione LGBTQIA+ è stata documentata la presenza di sintomi di contaminazione più gravi e una maggiore incidenza di comorbidità con uso/dipendenza da sostanze, traumi/stress.

Nonostante gli sforzi significativi per scoprire le basi genetiche del Disturbo Ossessivo Compulsivo, non è ancora chiaro come i fattori di rischio genetici e ambientali interagiscano e convergano, a livello molecolare, nell’epigenetica del DOC.

Diagnosi e Trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione

Il livello di insight (consapevolezza del disturbo) è variabile in base alla gravità delle manifestazioni cliniche. Nei casi più severi, l’accesso spontaneo al trattamento clinico è più difficoltoso.
La diagnosi si fonda sui sintomi che causano compromissione o disagio clinicamente significativi e su diversi strumenti diagnostici come lo Yale-Brown-Obsessive- Compulsive Scale.

Sono presenti comorbidità con:

Studi di neuroimmagine funzionale suggeriscono il coinvolgimento di corteccia prefrontale – talamo – striato (circuiti neurali responsabili del processo decisionale, inibizione della risposta e individuazione dell’errore),  nonché l’influsso contestuale di traumi perinatali (come  ipertensione arteriosa materna ed emorragia preparto).
Si pensa, tuttavia, che siano coinvolti ulteriori circuiti neurali.
Nonostante gli sforzi significativi per scoprire le basi genetiche del Disturbo Ossessivo Compulsivo, non è ancora chiaro come i fattori di rischio genetici e ambientali interagiscano e convergano a livello molecolare, nell’epigenetica del DOC.

Cura del Disturbo Ossessivo Compulsivo da Contaminazione

Tra le numerose terapie cognitivo comportamentali attualmente in uso per la cura del Disturbo Ossessivo Compulsivo, la più utilizzata è la ERP (Response Prevention Exposure), che interviene con:

  • il confronto sistematico tra le situazioni che evocano la paura ed i relativi stimoli di attivazione
  • la sospensione dei rituali compulsivi funzionali alla riduzione immediata dell’ansia/disagio
  • Attraverso sessioni di visualizzazione immaginativa o in un setting concreto (ambiente di vita/lavoro del paziente), si procede alla progressiva presentazione di stimoli stressogeni che il soggetto impara a tollerare gradatamente.

Interventi di ristrutturazione cognitiva risultano, inoltre, efficaci nel dominio del disgusto.

Utile anche l’intervento psicoeducativo sulla famiglia, per ridurre i vissuti negativi rispetto alla gestione quotidiana, che spesso sono responsabili della esacerbazione del disturbo.

Tenuto conto della notevole connessione tra il disturbo specifico e la wandering mind (“la mente che vaga tra i pensieri), la pratica della Mindfulness si rivela fondamentale nell’interrompere il legame circolare tra pensieri intrusivi e rinforzo delle compulsioni.

E’, dunque, fondamentale che la terapia sia costruita intorno alle caratteristiche individuali del paziente e dei suoi contesti di vita.

L’approccio farmacologico si avvale degli Inibitori Selettivi della ricaptazione di Serotonina (SSRI), sebbene possano anche essere utilizzati, in aggiunta, inibitori della monoamminossidasi e neurolettici, con risultati parziali in caso di assenza di terapia cognitiva.

Neuromodulazione e neurochirurgia sono opzioni previste nei casi di forme gravi e recidivanti.

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