Disturbo Ossessivo-Compulsivo da Relazione (ROCD)

Cosa è

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo da Relazione (ROCD) è una variante del disturbo ossessivo-compulsivo caratterizzata da ossessioni e compulsioni incentrate sulla qualità e sulla natura della relazione affettiva. Porsi delle domande in un rapporto di coppia sull’idoneità della relazione o del/la partner è naturale, tuttavia i soggetti affetti da ROCD vivono dubbi intrusivi e ricorrenti riguardo al proprio partner, alla compatibilità e alla stabilità della relazione, accompagnati da comportamenti compulsivi come il confronto costante, la ricerca eccessiva di rassicurazioni e l’ipercontrollo delle dinamiche relazionali (American Psychiatric Association, 2013).

I sintomi: ossessioni e compulsioni

I sintomi principali del ROCD includono:

Ossessioni relazionali

Pensieri intrusivi e disturbanti che generano dubbi sul sentimento, sull’attrazione o sulla compatibilità con il partner.

Comportamenti compulsivi

Atti di verifica e confronti continui, come il controllo reiterato dei segnali emotivi del partner o il ricorso a costanti richieste di rassicurazione, che mirano a ridurre l’ansia ma finiscono per rafforzare il ciclo ossessivo (McKay et al., 2015).

Ansia anticipatoria

Paura costante che i dubbi possano minare la relazione, contribuendo a tensioni emotive e a conflitti interpersonali che compromettono il benessere individuale e di coppia.


In base alla sintomatologia riscontrata si possono delineare due sottotipi di ROCD: 

Focalizzati sulla relazione

La persona è ossessionata da dubbi e preoccupazioni sui sentimenti verso il partner, i sentimenti che il partner ha nei suoi confronti e rispetto alla “qualità” della relazione.

Questi individui passano molto del loro tempo a pensare “Se non sono sicuro, allora questa non è la relazione giusta per me”, “Dovrei sentire sempre il vero amore, altrimenti qualcosa non va”, “Se non provo amore in ogni momento, allora significa che non amo davvero il mio partner”, “Se il mio partner non me lo dimostra continuamente, allora non mi ama abbastanza”.

 

Focalizzati sul partner

L’individuo presenta ossessioni rispetto alle caratteristiche del partner ad es., “Le sue orecchie sono troppo grandi”, “Non è abbastanza socievole”, “Lei non è abbastanza intelligente”, “Lui è emotivamente instabile”.

In risposta a queste ossessioni la persona mette in atto compulsioni che possono essere mentali e/o comportamentali.

 

  • Esempi di comportamenti compulsivi:

Fare sesso con il partner per verificare lo stato di eccitazione ed il coinvolgimento emotivo

Mettere alla prova i propri sentimenti flirtando con altre persone

Utilizzare siti di incontri per mettersi alla prova rispetto ai sentimenti verso il partner

Le persone con ROCD hanno delle convinzioni estreme sull’amore “Se non penso sempre al mio partner, probabilmente non è vero amore” ed evitano spesso situazioni sociali, uscite in coppia, film romantici per “tutelarsi” da ossessioni e/o compulsioni. I sintomi del DOC da relazione sono stati collegati anche a significative difficoltà personali (ad esempio ansia o altri sintomi DOC) e/o a difficoltà di coppia (ad es., relazione e insoddisfazione sessuale).

Fattori di Rischio

Il ROCD sembra insorgere da una combinazione di tre fattori:

  • Vulnerabilità individuale: predisposizioni genetiche e stili cognitivi caratterizzati da perfezionismo e da una tendenza all’ipervalutazione dei propri sentimenti possono facilitare l’insorgenza del disturbo
  • Esperienze relazionali passate: relazioni precoci o modelli di attaccamento insicuri possono contribuire allo sviluppo di dubbi persistenti e all’insicurezza in ambito affettivo
  • Processi cognitivi disfunzionali: quando interpretiamo in modo esagerato le normali oscillazioni emotive e diamo troppa attenzione a segnali che percepiamo come negativi nella relazione, finiamo per rafforzare il circolo ossessivo-compulsivo (Rachman, 2018)

Trattamento e Strategie Terapeutiche

Le evidenze più recenti supportano un approccio integrato nel trattamento del ROCD, che include:

Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) con Esposizione e Prevenzione della Risposta (ERP)

L’ERP adattato al ROCD prevede l’esposizione a situazioni relazionali scatenanti, impedendo la ricerca di rassicurazioni e facilitando la desensibilizzazione nei confronti dei pensieri intrusivi.

 

Ristrutturazione Cognitiva

Interventi mirati a modificare le convinzioni disfunzionali relative alla relazione e a promuovere una valutazione più equilibrata dei sentimenti e delle dinamiche di coppia.

 

Integrazione di Tecniche di Mindfulness

L’uso della mindfulness aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza dei pensieri intrusivi senza identificarvisi, migliorando la regolazione emotiva e riducendo l’ansia associata (Rachman, 2018).

 

Farmacoterapia

In alcuni studi si è visto, inoltre, che può essere trattato anche con farmacoterapia. I risultati migliori, in questo caso, sono stati ottenuti con un SSRI o con Clomipramina, sempre in combinazione con la terapia cognitivo-comportamentale (Del Casale. A, Sorice. S, Padovano. A, Simmaco. M, Ferracuti. S, Lamis. DA, Rapinesi. C, Sani. G, Girardi. P, Kotzalidis.GD, Pompili. M, 2019).

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). American Psychiatric Publishing.
  • Doron G, Derby DS, Szepsenwol O. (2014) “Relationship obsessive-compulsive disorder (R-OCD): A conceptual framework” Journal of Obsessive-Compulsive and Related Disorders.
  • Doron G, Derby DS, (2014) “Relationship OCD PhD”, International OCD Foundation
  • Del Casale.A, Sorice.S, Padovano.A, Simmaco.M, Ferracuti. S, Lamis.DA, Rapinesi.C, Sani.G, Girardi.P, Kotzalidis.GD, Pompili.M,(2019) “Psychopharmacological Treatment of Obsessive-Compulsive Disorder (OCD)”, Current Neuropharmacology.
  • Drabik.MV, Melli.G, (2021)“L’amo o non l’amo: vincere le ossessioni sulla relazione e sul partner”, Erikson.
  • McKay, D., Abramowitz, J. S., Taylor, S., & Liao, B. (2015). Obsessive-compulsive disorder and related disorders: A cognitive-behavioral perspective. Psychological Review, 122(3), 431–447.
  • Rachman, S. (2018). The nature of obsessional thoughts. Behaviour Research and Therapy, 101, 38–43.
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