Il legame di attaccamento: concetti chiave

Il legame di attaccamento: concetti chiave

La Teoria dell’Attaccamento, definita da John Bowlby (1976; 1978; 1983; 1989) e successivamente elaborata da Mary Ainsworth (1978; 2006), aiuta a comprendere l’importanza dei legami affettivi precoci nella formazione della personalità e delle relazioni umane.

Gli esseri umani sono biologicamente predisposti a formare legami affettivi stabili con gli adulti della specie. Gli adulti significativi (o “caregiver”, in genere i genitori) non sono solo fonte di soddisfacimento di bisogni primari per il bambino – come della fame, ad esempio -, ma anche e soprattutto fonte di accudimento, calore, protezione e affetto, rappresentando una “base sicura” da cui partire per esplorare il mondo (Bowlby, 1976).

Secondo Bowlby (1989), questo legame è essenziale per la sopravvivenza e il benessere emotivo dell’essere umano. I bambini che sviluppano un attaccamento sicuro con i loro caregiver tendono ad esplorare il mondo in modo più sicuro e a sviluppare relazioni interpersonali più soddisfacenti, non solo durante l’infanzia ma per tutto l’arco di vita.

Quando e come si forma l’attaccamento tra bambino e caregiver?

Il legame di attaccamento non si instaura solo dopo la nascita del bambino, ma comincia a formarsi addirittura ancor prima del parto e in fase perinatale. Tra i fattori che possono contribuire alla buona qualità di tale legame, ci sono anche il desiderio e il tipo di preparazione dei genitori relativamente alla nascita del figlio, lo stato emotivo e mentale della madre durante la gravidanza, il suo livello ormonale e le modalità del parto.

Dopo la nascita, sono fondamentali le ordinarie pratiche di accudimento e la qualità delle interazioni tra caregiver e bambino. Lo scambio reciproco di sguardi, ad esempio, è importantissimo ed è evidente già a partire dai primi due mesi di vita: in una tipica interazione faccia a faccia, possiamo facilmente osservare il bambino che guarda il genitore, il genitore che risponde al suo sguardo magari aggiungendo un sorriso, il bambino che a sua volta può rispondere con un altro sorriso, e così via. Si innesca così una sorta di danza, in cui entrambi i partner dell’interazione si muovono in sincronia e ciascuno risponde in modo armonico ai passi dell’altro (Schaffer, 1998).

Stili di Attaccamento

I modelli di attaccamento si sviluppano durante l’infanzia sulla base delle interazioni ordinarie con le figure di riferimento primarie. Mary Ainsworth, importante ricercatrice e studiosa americana, ha dato un contributo essenziale allo studio delle relazioni precoci nell’infanzia. In particolare, attraverso la “Strange Situation” ha identificato i principali stili di attaccamento. La Strange Situation è un’osservazione strutturata svolta in laboratorio, che esamina le reazioni dei bambini alla separazione e al ritorno del caregiver e in presenza di una persona estranea.

Ainsworth (1978) ha identificato tre principali stili di attaccamento:

  • Attaccamento Sicuro: i bambini con un attaccamento sicuro hanno fatto esperienza nella loro vita di un adulto disponibile, attento, coerente e sensibile ai loro bisogni. Sono a proprio agio nell’esplorare l’ambiente quando il caregiver è presente, mostrano segnali di stress quando l’adulto si allontana da loro ma sono consolati facilmente al suo ritorno.
  • Attaccamento Insicuro-Ambivalente/Ansioso: i bambini con questo stile sembrano angosciati anche quando il caregiver è presente perché non sono sicuri della sua effettiva disponibilità. Hanno fatto esperienza di un adulto non sempre disponibile, talvolta imprevedibile. Esprimono ansia e in alcuni momenti appaiono scarsamente consolabili dall’adulto familiare.
  • Attaccamento Insicuro-Evitante: i bambini con questo stile sembrano piuttosto disinteressati rispetto alla presenza o assenza del caregiver, emotivamente distaccati. Appaiono rispetto allo stesso piuttosto “indifferenti”, avendo fatto esperienza per tempi prolungati di un adulto distaccato e poco sensibile ai loro bisogni.

Mary Main (Main & Solomon, 1990), una ricercatrice che aveva collaborato con Mary Ainsworth, ha arricchito la comprensione degli stili di attaccamento, individuando e definendone uno ulteriore: lo stile di attaccamento disorganizzato. Nei bambini con attaccamento disorganizzato, si osservano comportamenti apparentemente contraddittori: avvicinarsi al caregiver ricercandone in modo caotico il contatto per poi allontanarsi dallo stesso in maniera poco organizzata e coerente. Questo può derivare da esperienze precoci fortemente traumatiche che possono generare confusione e ambivalenza nei confronti delle figure di attaccamento, vissute come imprevedibili e incostanti.

Quali implicazioni nella vita adulta?

Gli stili di attaccamento formati nell’infanzia possono avere un impatto significativo sulle relazioni interpersonali in età adulta e sull’immagine che l’individuo avrà di sé. La ricerca scientifica (Riva Crugnola, 2012; Malik et al., 2022) ha mostrato come gli individui con un attaccamento sicuro tendono ad avere relazioni più soddisfacenti e stabili, accompagnate da un’immagine di sé come degni di essere amati, ascoltati e considerati.  Di contro, individui che hanno fatto esperienza di uno stile insicuro possono sperimentare difficoltà nel formare e mantenere relazioni intime, con livelli di autostima bassi e scarsa fiducia in sé.

A partire dalle esperienze relazionali precoci con le figure di riferimento e dalle loro disponibilità, affidabilità e sensibilità, i bambini creano infatti dei “modelli operativi interni” (Bowlby, 1982), ovvero delle rappresentazioni mentali di sé e delle relazioni con il mondo esterno.

Queste rappresentazioni influenzeranno la percezione di tutte le altre relazioni interpersonali che con il progredire della crescita il bambino svilupperà anche al di fuori del contesto familiare, definendo le sue abilità sociali e affettive, la capacità di regolare le emozioni e la fiducia nelle relazioni stesse.

Alcuni fattori correlati a una migliore qualità dell’attaccamento sono una buona regolazione emotiva, un migliore funzionamento sociale e più elevate abilità cognitive (Bourne et al., 2022; Jethava et al., 2022). Altri studi mostrano come diverse forme di attaccamento insicuro siano associate a rigidità emotiva, difficoltà nelle relazioni sociali, nelle capacità attentive e nell’empatia (Bourne et al., 2022). L’insicurezza nell’attaccamento, inoltre, è stato mostrato essere un fattore predisponente per l’insorgenza di alcuni disturbi psicologici, con esordio soprattutto in adolescenza, tra i quali l’ansia, la depressione, i disturbi alimentari e nei casi più gravi anche i disturbi psicotici (Cortes Garcia et al., 2021; Carr et al., 2018; Mirkovic et al., 2021; Jugovac et al., 2022; Rogers et al., 2022).

 

Gli stili di attaccamento possono essere modificati?

Gli stili di attaccamento si formano nell’infanzia e possiedono una certa stabilità lungo tutto l’arco di vita ma la ricerca ha ampiamente dimostrato come possano svilupparsi in età adulta relazioni interpersonali sane e adeguate, anche a fronte di esperienze precoci sfavorevoli e avverse (Riva Crugnola, 2012; Jeong et al., 2022; Jugovac et al., 2022).

La consapevolezza degli stili di attaccamento può fornire un’opportunità preziosa per promuovere il benessere emotivo e migliorare le dinamiche relazionali sia nei contesti familiari che extrafamiliari.

Gli interventi psicologici (Jeong et al., 2022; Jugovac et al., 2022), come la psicoterapia, possono aiutare gli individui a costruire legami di attaccamento adeguati con i propri figli e, attraverso una maggiore consapevolezza dei propri modelli di attaccamento, a instaurare relazioni più positive.

 

Bibliografia

  • Ainsworth, M (2006) Modelli di attaccamento e sviluppo della personalità, Raffaello Cortina, Milano
  • Ainsworth, M., Blehar, M., Waters, E., & Wall, S. (1978). Patterns of Attachment. Hillsdale, NJ: Erlbaum.
  • Bourne, S. V., Korom, M., & Dozier, M. (2022). Consequences of Inadequate Caregiving for Children’s Attachment, Neurobiological Development, and Adaptive Functioning. Clinical child and family psychology review25(1), 166–181. https://doi.org/10.1007/s10567-022-00386-4
  • Bowlby, J. (1976): Attaccamento e perdita, Vol. 1: L’attaccamento alla madre, Boringhieri, Torino
  • Bowlby, J. (1978): Attaccamento e perdita, Vol. 2: La separazione dalla madre, Boringhieri, Torino.
  • Bowlby, J. (1983): Attaccamento e perdita, Vol. 3: La perdita della madre, Boringhieri, Torino.
  • Bowlby, J. (1989):Una base sicura. Applicazioni cliniche della teoria dell’attaccamento, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Carr, S.C. et al. (2018). Relationship between attachment style and symptom severity across the psychosis spectrum: A meta-analysis.Clinical Psychology Review, 59, 145-158. doi: 10.1016/j.cpr.2017.12.001.
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  • Jeong, J., Franchett, E. E., Ramos de Oliveira, C. V., Rehmani, K., & Yousafzai, A. K. (2021). Parenting interventions to promote early child development in the first three years of life: A global systematic review and meta-analysis. PLoS medicine18(5), e1003602. https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1003602
  • Jethava, V., Kadish, J., Kakonge, L., & Wiseman-Hakes, C. (2022). Early Attachment and the Development of Social Communication: A Neuropsychological Approach. Frontiers in psychiatry13, 838950. https://doi.org/10.3389/fpsyt.2022.838950
  • Jugovac, S., O’Kearney, R., Hawes, D. J., & Pasalich, D. S. (2022). Attachment- and Emotion-Focused Parenting Interventions for Child and Adolescent Externalizing and Internalizing Behaviors: A Meta-Analysis. Clinical child and family psychology review25(4), 754–773. https://doi.org/10.1007/s10567-022-00401-8
  • Main, M., & Solomon, J. (1990). Procedures for identifying infants as disorganized/disoriented during the Ainsworth Strange Situation.
  • Malik, F., & Marwaha, R. (2022). Developmental Stages of Social Emotional Development in Children. In StatPearls. StatPearls Publishing.
  • Mirkovic, B., Delvenne, V., Robin, M., Pham-Scottez, A., Corcos, M., & Speranza, M. (2021). Borderline personality disorder and adolescent suicide attempt: the mediating role of emotional dysregulation. BMC psychiatry21(1), 393. https://doi.org/10.1186/s12888-021-03377-x
  • Riva Crugnola, C. (2012). La relazione genitore-bambino. Tra adeguatezza e rischio. Il Mulino, Milano
  • Rogers, C. R., Chen, X., Kwon, S. J., McElwain, N. L., & Telzer, E. H. (2022). The role of early attachment and parental presence in adolescent behavioral and neurobiological regulation. Developmental cognitive neuroscience53, 101046. https://doi.org/10.1016/j.dcn.2021.101046
  • Schaffer, H.R. (1998). Social Development. Oxford, Blackwell

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