Dipendenza da giochi on line (Internet Gaming Disorders)

Cos’è

L’Internet Gaming Disorder (IGD) è una forma di dipendenza legata ai videogiochi, in particolar modo online, che può portare a difficoltà importanti nella vita quotidiana, influenzando negativamente le relazioni, lo studio, il lavoro e il benessere personale.

Il DSM-5 non riconosce ancora l’IGD come diagnosi ufficiale, ma lo include nella Sezione III come “condizione che necessita di ulteriori studi” (American Psychiatric Association, 2013). Diversamente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha formalmente incluso il Gaming Disorder nell’ICD-11, nella sezione dedicata ai disturbi da comportamento di dipendenza, rendendolo una diagnosi clinica a tutti gli effetti (World Health Organization, 2019).

L’IGD presenta caratteristiche sovrapponibili ai disturbi da uso di sostanze: cravingtolleranzaastinenzaperdita di controllo e persistenza del comportamento nonostante le conseguenze negative. Il soggetto tende a proseguire l’attività videoludica anche in presenza di evidenti ripercussioni sul benessere psicologico, sul rendimento scolastico o lavorativo e sulle relazioni interpersonali (Griffiths et al., 2014).

Inquadramento diagnostico

DSM-5

Il manuale diagnostico statunitense (DSM-5) propone 9 criteri per l’Internet Gaming Disorder (IGD). Tra questi rientrano:

  1. Preoccupazione persistente per il gioco (pensare costantemente al gioco online, anche quando non si gioca)
  2. Sintomi di astinenza quando non si può giocare (irritabilità, ansia, tristezza)
  3. Tolleranza, cioè il bisogno di passare sempre più tempo a giocare
  4. Tentativi ripetuti e falliti di controllare, ridurre o interrompere il gioco
  5. Perdita di interesse per altre attività che prima risultavano piacevoli o significative
  6. Prosecuzione del gioco nonostante la consapevolezza dei problemi che sta causando
  7. Mentire a familiari, amici o terapeuti riguardo al tempo trascorso a giocare
  8. Utilizzo del gioco come strategia per regolare emozioni negative, come senso di colpa, ansia o impotenza
  9. Rischio o perdita di opportunità significative (lavorative, scolastiche o relazionali) a causa del gioco

Per formulare un sospetto diagnostico di IGD, devono essere presenti almeno 5 di questi criteri per un periodo di 12 mesi (APA, 2013).

ICD-11

L’ICD-11 riconosce il Gaming Disorder come entità diagnostica autonoma, identificandolo con un pattern persistente o ricorrente di comportamento videoludico caratterizzato da:

  • Compromissione del controllo sul gioco
  • Crescente priorità data al gioco rispetto ad altri interessi o attività
  • Persistenza dell’attività videoludica nonostante le conseguenze negative

La sintomatologia deve essere evidente per almeno 12 mesi e provocare un impatto funzionale significativo (WHO, 2019).

Epidemiologia

Le stime sulla prevalenza dell’IGD variano considerevolmente. Secondo una metanalisi di Fam (2018), la prevalenza media si attesta all’1,6%, ma può salire fino al 7,2% utilizzando criteri meno stringenti. I tassi più elevati si osservano tra gli adolescenti e giovani adulti, con un picco tra i 12 e i 21 anni (Arnani, 2021; Ko et al., 2024).

Tra i principali fattori di rischio psicologici figurano ansia, depressione, disregolazione emotiva, bassa autostima e FoMO (Fear of Missing Out), ovvero la paura di essere esclusi da interazioni sociali online (Wang et al., 2022). Anche tratti di personalità quali impulsivitànarcisismo e locus of control esterno risultano correlati all’IGD (Yılmaz et al., 2023).

Dal punto di vista ambientale, l’accesso illimitato alla tecnologia, la presenza di stimoli digitali costanti e la mancanza di una strutturazione del tempo libero rappresentano ulteriori elementi predisponenti. Anche stili genitoriali disfunzionali (eccessivamente severi o negligenti) sono stati associati a un aumento del rischio (Cao et al., 2024).

Numerosi studi hanno inoltre evidenziato una comorbidità elevata con ADHD, disturbi d’ansia, depressione e disturbi della personalità (Ko et al., 2024; Ghali et al., 2023), complicando il quadro diagnostico e terapeutico.

Aspetti neurobiologici

L’IGD è associato ad alterazioni neurofunzionali e strutturali simili a quelle osservate nelle dipendenze da sostanze:

  • Studi di neuroimaging hanno evidenziato ridotti volumi dello striato, struttura centrale nel circuito della ricompensa, correlati alla gravità dei sintomi (Zhou et al., 2019)
  • Alterazioni del sistema dopaminergico, con una riduzione dei recettori dopaminergici striatali, sono state riscontrate nei soggetti con IGD, suggerendo un meccanismo neurochimico simile a quello delle addiction (Kim et al., 2011)
  • Gli adolescenti con IGD mostrano alterazioni nello spessore corticale e attivazioni disfunzionali nella corteccia cingolata anteriore dorsale (dACC) e insula, aree coinvolte nella regolazione emotiva e nel controllo cognitivo (Lee et al., 2015; Gong et al., 2022)

Conseguenze psicologiche, somatiche e relazionali

L’IGD ha ripercussioni multidimensionali:

  • Psicologiche: insonnia, irritabilità, ansia, depressione, pensieri ossessivi legati al gioco, sintomi dissociativi e isolamento sociale (Fitriani & Kamarudin, 2023)
  • Somatiche: dolori muscoloscheletrici, disturbi gastrointestinali, affaticamento cronico e problematiche visive connesse all’uso prolungato degli schermi (Fithria et al., 2022)
  • Relazionali: difficoltà familiari e isolamento interpersonale, spesso aggravati da stili genitoriali disfunzionali. Contesti familiari supportivi, invece, rappresentano un fattore protettivo rilevante (Wartberg et al., 2017)

Comorbidità psichiatriche

L’IGD presenta frequenti comorbidità con:

  • Disturbo depressivo maggiore
  • Disturbi d’ansia
  • ADHD
  • Disturbi di personalità (in particolare borderline e narcisistico)

Tali disturbi possono costituire fattori predisponenti o emergere come conseguenze del comportamento dipendente, alimentando un circolo vizioso di evitamento emotivo e rinforzo negativo (Salerno et al., 2022; Moroianu et al., 2021). L’identificazione precoce e la valutazione delle comorbidità sono fondamentali per impostare un trattamento efficace e personalizzato.

Trattamento

L’intervento clinico per l’IGD richiede un approccio multimodale e integrato, che includa:

  • Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): è considerata l’intervento evidence-based più efficace. Mira a modificare i pensieri disfunzionali, aumentare la consapevolezza dei comportamenti problematici e potenziare le abilità di coping (King et al., 2017)
  • Farmacoterapia: in caso di comorbidità, l’utilizzo di atomoxetina e metilfenidato (per ADHD) o antidepressivi come bupropione ed escitalopram può risultare utile (Park et al., 2016; Chang et al., 2022)
  • Psicologia positiva: programmi volti a rafforzare la motivazione intrinseca, il benessere soggettivo e le strategie di gestione dello stress (Gao et al., 2021)
  • Programmi multicomponenti: includono interventi psicoterapeutici individuali, psicoeducazione, coinvolgimento familiare e, nei casi più gravi, trattamenti residenziali (Sugaya et al., 2019)
  • Adattamenti culturali: in contesti asiatici sono diffusi programmi intensivi in “boot camp”, mentre nei paesi occidentali prevalgono approcci centrati sulla persona (Chang et al., 2021)

Riferimenti bibliografici

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.)
  • Arnani, M. (2021). Report IGD adolescents. Internal publication
  • Bala, R., & Randhawa, R. (2022). Internet gaming disorder in youthChild Psychiatry Quarterly
  • Cao, X., et al. (2024). Parenting styles and IGD risk. Journal of Adolescence
  • Chang, S. M., et al. (2021). Cultural aspects of gaming disorder treatment. International Journal of Behavioral Addictions
  • Fam, J. Y. (2018). Prevalence of IGD: A meta-analysis. Computers in Human Behavior, 55, 76–83
  • Fitriani, N., & Kamarudin, A. (2023). Psychological effects of gaming. Asian Journal of Psychiatry
  • Fithria, F., et al. (2022). Physical symptoms of IGD. Journal of Psychosomatic Research
  • Gao, T., et al. (2021). Positive psychology interventions in IGD. Addictive Behaviors Reports
  • Ghali, N. A., et al. (2023). Comorbidity in IGD. Frontiers in Psychiatry
  • Gong, D., et al. (2022). Prefrontal control and impulsivity in IGD. Neuroscience Letters
  • Griffiths, M. D., et al. (2014). The role of cognitive distortions. Clinical Psychology & Psychotherapy
  • Jeong, E. J., et al. (2021). Environmental risks for IGD. Journal of Media Psychology
  • Kim, S. H., et al. (2011). Dopamine receptor changes in IGD. NeuroImage
  • King, D. L., et al. (2017). Cognitive-behavioral therapy for IGD. Clinical Psychology Review
  • Ko, C. H., et al. (2024). IGD epidemiology and comorbidities. Journal of Behavioral Addictions
  • Lee, D., et al. (2015). Emotion-cognition interaction in IGD. Biological Psychology
  • Moroianu, S., et al. (2021). Coping and depression in IGD. Psychiatry Research
  • Park, S., et al. (2016). Pharmacological treatments for IGD. CNS Drugs
  • Salerno, L., et al. (2022). ADHD and IGD. European Child & Adolescent Psychiatry
  • Sugaya, N., et al. (2019). Integrated treatment for IGD. Addictive Behaviors Reports
  • Wang, P., et al. (2022). FoMO and psychological mediators. Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking
  • Wartberg, L., et al. (2017). Psychopathological correlates of IGD. Journal of Youth and Adolescence
  • World Health Organization. (2019). International Classification of Diseases 11th Revision (ICD-11)
  • Yılmaz, E., et al. (2023). Personality traits and IGD. Journal of Behavioral Addictions
  • Zhou, Y., et al. (2019). Striatal volume and IGD severity. Brain Imaging and Behavior
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