Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR)

Mindfulness Based Stress Reduction

Il programma Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) è un protocollo clinico ideato da Jon Kabat-Zinn e attuato dal 1979 presso il Medical Center dell’Università del Massachusetts e, susseguentemente, esportato in un vasto numero di ospedali, centri, istituti, associazioni e studi negli Stati Uniti e in ogni parte del mondo.

A oggi, l’interesse verso i protocolli Mindfulness-based è talmente diffuso da rendere difficoltoso il conto delle professionalità che se occupano ufficialmente a diversi livelli: si stima già superato il milione e la Mindfulness è una realtà quotidiana in molte scuole statunitensi ed europee, oltreché orientali, e una pratica estesa a contesti speciali altamente stressanti, come le carceri, lo sport competitivo, il lavoro performante.

Il programma MBSR adopera una confluenza di epistemologia e pratica clinica, facendo convergere le scienze mediche e psicologiche e la tradizione meditativa buddhista, unita all’insieme di quegli insegnamenti filosofici conosciuti come Dharma.

La Mindfulness, altresì detta “il cuore della meditazione buddhista”, è il centro dei protocolli MBSR: essa addestra l’attenzione, la consapevolezza non giudicante, la compassione e la saggezza affinché divengano strumenti quotidiani per conseguire la serenità e uno stile di vita più sano, contrastando lo stress e l’ansia.

Lo stress, com’è noto, è una “risposta non-specifica dell’organismo a qualsiasi pressione o richiesta” sia interna che esterna (Selye, 1955).

La società contemporanea, fortemente competitiva e sempre più solipsistica, amplifica la percezione individuale dello stress con le sue dinamiche routinarie. Il mondo del lavoro, la crisi dell’economia, la costante invasione del tempo libero dovuta alla diffusione di mezzi di comunicazione invasivi (telefoni cellulari, posta elettronica, tablet sempre connessi), il traffico, i problemi di ogni giorno sulla gestione della casa e della famiglia sono fonte di stress. Del resto, ogni situazione nella quale si debba porre un impegno elevato, anche quando positiva, aumenta il carico di fatica: un trasloco, la nascita di un figlio, un matrimonio o una promozione sul lavoro, con tutta la pressione e la responsabilità che comportano.

Il protocollo MBSR mira alla riduzione dello stress, insegnando a riconoscerne la fonte e a rispondere agli stimoli anziché evitarli o reagire impulsivamente e automaticamente. Inoltre, aiuta a sedimentare e sostenere abitudini di vita più salutari: una corretta alimentazione, esercizio fisico regolare e buone abitudini per conciliare il sonno e mantenere il giusto ritmo sonno-veglia.

Quante volte ci siamo trovati a reagire a una circostanza occasionale mettendo in atto un comportamento irriflessivo e solito? Senza creare lo spazio per un’alternativa, per una gestione giovevole e vantaggiosa dell’imprevisto, abbiamo replicato al fatto “inserendo il pilota automatico” e comportandoci come sempre, perdendo in freschezza, creatività e possibilità. L’MBSR insegna ad aprire uno spazio vuoto tra l’evento e la risposta da dare, giocando la carta della propositività, anziché della rassegnazione.

Gli studi pubblicati sino a oggi sono concordi nell’evidenziare l’impatto significativo del protocollo MBSR su individui affetti da stress: la riduzione dei sintomi è stata misurata attraverso questionari (Baer et al., 2012; Geary, Rosenthal, 2011) e misurazione dei livelli di cortisolo anche in soggetti con gravi patologie organiche, quali il cancro (Bränström et al., 2012).

Il programma MBSR è un’evidenza clinica fondata, proposta nei contesti più disparati della medicina integrativa, delle neuroscienze e della psicologia, consentendo di affrontare e risolvere molte problematiche psicologiche e fisiche legate allo stress in ambienti disparati e fasce d’età eterogenee.

Il programma MBSR ha trovato impiego su pazienti affetti da patologie quali, solo per citarne alcune:

  • Dolori cronici
  • Malattie cardiovascolari
  • Cancro
  • Malattie polmonari (asma)
  • Ipertensione
  • Cefalea
  • Disturbi del sonno
  • Disturbi d’ansia e attacchi di panico
  • Disturbi digestivi connessi allo stress (colite, gastrite)
  • Malattie della pelle (psoriasi)
  • Difficoltà di memoria e concentrazione
  • AIDS

Il protocollo MBSR non si rivolge solo a persone che hanno una patologia fisica o un disturbo psicologico, ma è dedicato a tutti coloro che hanno l’impressione di “aver perso il controllo non solo del loro corpo, ma di tutta la loro vita” (Kabat-Zinn, 1990, p. 7). Vale a dire che chiunque, in salute o in malattia, desideri raggiungere un livello più alto di benessere psicofisico può impegnarsi nella pratica.

Non a caso, gli studi empirici ad ampio spettro (Center for mindfulness, health care and society, 2004, Rosenzweig e altri, 2010, Merkes, 2010; Grossman et al., 2004) su individui sani e non che hanno aderito a un protocollo MBSR attestano:

  • Una significativa riduzione dei sintomi fisici e psicologici a lungo termine
  • Profondi e positivi cambiamenti dell’atteggiamento, del comportamento e della percezione

di se stessi, degli altri e del mondo

  • Un rafforzamento del corpo, della sua capacità di guarigione, delle sue risposte immunitarie,

della reattività allo stress e del senso generale di benessere fisico (Kabat Zinn, Schumaker et al. 2003)

Cosa facciamo all’Istituto Beck

Presso il nostro Istituto è possibile partecipare al programma MBSR, così come teorizzato e messo in pratica nei protocolli ufficiali del Professor Jon Kabat-Zinn.

Il protocollo prevede un incontro individuale preliminare, seguito da 8 incontri settimanali di 2 ore e mezzo, con classi di circa 15-20 partecipanti durante i quali è previsto:

I partecipanti al corso sono chiamati a una presenza e a un contributo attivo. Non sono depositari di apprendimenti statici o auditori passivi, piuttosto sperimentano dinamicamente e personalmente la pratica MBSR, per imparare gradualmente a servirsi della forza e della capacità risolutiva e di cambiamento che già possiedono.

In questo sforzo attivo sono necessari:

  • Assunzione di responsabilità
  • Impegno e pratica regolare
  • Energia

Ciò permetterà la sollecitazione e il risveglio delle proprie capacità interne di crescita e guarigione. In altre parole, non è il programma ad agire sulle persone ma sono i partecipanti ad agire il proprio cambiamento.

Cambiare senza cambiarsi, quindi, in un percorso di conoscenza, rispetto per le proprie specificità e tenerezza che investe la persona e, susseguentemente, il mondo intorno

Per maggiori informazioni rivolgiti alla nostra segreteria.