Uso patologico di Internet

Uso patologico di Internet

Nonostante la crescente diffusione del concetto di dipendenze tecnologiche, ad oggi la comunità scientifica non è concorde nel rendere tale costrutto una vera e propria diagnosi.

Da una casistica riportata da Save The Children (2023) emerge che il 5% dei giovani tra i 14 e i 21 anni è moderatamente dipendente da internet, mentre lo 0,8% lo è gravemente.

Alcuni segni di un utilizzo problematico di Internet negli adolescenti includono:

  • Preoccupazione costante per Internet: gli adolescenti che usano il web in modo problematico pensano costantemente alla rete, pianificando quando e come accedervi e mostrando ansia quando non possono farlo
  • Aumento del tempo online: passano sempre più tempo online, trascurando altre attività importanti come il sonno, lo studio, gli hobby o le interazioni sociali faccia a faccia
  • Sintomi di astinenza: manifestano irritabilità, ansia o depressione quando sono impossibilitati ad accedere a Internet
  • Mancanza di controllo: non riescono a controllare il tempo trascorso online nonostante i tentativi di ridurre l’uso
  • Conseguenze negative: l’uso eccessivo di Internet porta a conseguenze negative nella vita quotidiana, come problemi nella scuola, nelle relazioni personali o nella salute mentale
  • Negazione: spesso negano di avere un problema o minimizzano l’impatto negativo che l’uso eccessivo di Internet ha sulla loro vita

Varie tipologie di uso problematico di Internet

L’uso problematico di Internet può manifestarsi in varie forme e può coinvolgere diverse attività online. Alcune delle tipologie comuni di uso problematico di Internet includono:

  • Uso compulsivo di Internet e social media: questa forma di dipendenza si verifica quando un individuo trascorre un’eccessiva quantità di tempo su piattaforme di social media come Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, ecc. Questo può comportare una dipendenza dalla validazione sociale, l’ossessione per il conteggio dei “mi piace” o dei commenti, e l’incapacità di distaccarsi dalle piattaforme anche quando ciò ha conseguenze negative sulla vita quotidiana
  • Dipendenza dalla pornografia online: questo tipo di dipendenza coinvolge l’uso compulsivo di materiale pornografico su Internet, con conseguenze negative sulla salute sessuale, sulle relazioni personali e sul funzionamento quotidiano. Gli individui con questa dipendenza possono dedicare sempre più tempo alla ricerca e al consumo di materiale pornografico, sviluppando una tolleranza e avendo difficoltà a smettere nonostante gli effetti dannosi
  • Gioco d’azzardo online: coinvolge l’uso compulsivo di siti web di gioco d’azzardo online, con conseguenze negative simili a quelle del gioco d’azzardo tradizionale, come perdita di denaro, problemi finanziari, conflitti nelle relazioni e difficoltà nel smettere di giocare nonostante le conseguenze negative
  • Dipendenza da videogiochi online: riguarda l’incapacità di controllare il tempo trascorso a giocare a videogiochi online, con conseguenze negative sulla salute, sulle relazioni personali e sulle responsabilità quotidiane. Questo può includere la difficoltà di smettere di giocare, la priorizzazione dei giochi online rispetto ad altri impegni e l’isolamento sociale
  • Shopping online compulsivo: comprende l’uso eccessivo di siti di shopping online, con acquisti impulsivi e irrazionali che portano a problemi finanziari, stress e conflitti nelle relazioni. Le persone con questa dipendenza possono sperimentare una sorta di gratificazione istantanea attraverso gli acquisti online, ma poi provare rimorso o colpa dopo.

L’uso problematico di Internet all’interno dei manuali diagnostici

L’unica forma di uso problematico della rete presa in considerazione all’interno dei manuali diagnostici è l’Internet Gaming Disorder, incluso nella sezione 3 del DSM-5 come un “Disorder In Need of Further Study” (Condizione che necessita di ulteriori studi), il che significa che è stato riconosciuto come un problema potenziale che richiede ulteriori ricerche per determinare se dovrebbe essere incluso come un disturbo ufficiale nelle future edizioni del DSM o in altre classificazioni diagnostiche internazionali.

Il DSM-5-TR (APA, 2022) elenca i criteri diagnostici preliminari per l’Internet Gaming Disorder, che includono:

  1. Preoccupazione con i giochi su internet (ad esempio, preoccupazione costante per il gioco, pensieri riguardanti il gioco)
  2. Bisogno di aumentare il tempo trascorso giocando ai giochi su internet per ottenere la stessa eccitazione
  3. Difficoltà a controllare o smettere di giocare ai giochi su internet
  4. Persistente utilizzo dei giochi su internet nonostante le conseguenze negative (ad esempio, compromissione delle relazioni, riduzione delle ore di sonno, peggioramento delle prestazioni accademiche)
  5. Diminuzione dell’interesse per altre attività o diminuzione del tempo trascorso in altre attività a causa del gioco su internet

Per una diagnosi ufficiale di Internet Gaming Disorder devono essere soddisfatti i cinque dei criteri sopra elencati, e i sintomi devono causare disagio significativo o compromettere il funzionamento sociale, lavorativo o in altre importanti aree della vita.

Fattori di rischio per l’uso problematico di Internet in adolescenza

Ci sono diversi fattori di rischio che possono contribuire all’uso problematico di Internet negli adolescenti. Questi fattori possono essere di natura individuale, familiare, sociale o ambientale:

Fattori individuali

  • Disturbi psicologici: adolescenti con disturbi come depressione, ansia, ADHD o impulsività possono essere più inclini all’uso problematico di Internet
  • Bassa autostima: gli adolescenti con bassa autostima possono utilizzare Internet come mezzo per evadere dai problemi o cercare rassicurazione e gratificazione online
  • Bisogni non soddisfatti: gli adolescenti che si sentono soli, isolati o insoddisfatti delle loro relazioni sociali offline possono ricorrere all’uso eccessivo di Internet per soddisfare il bisogno di connessione e appartenenza
  • Personalità: certi tratti della personalità, come l’impulsività, la ricerca di sensazioni o la tendenza all’evitamento, possono aumentare il rischio di sviluppare un uso problematico di Internet

Fattori familiari

  • Dinamiche familiari disfunzionali: ambienti familiari caratterizzati da conflitti, abusi, trascuratezza o genitori poco coinvolti possono favorire l’uso problematico di Internet come strategia di coping

Fattori sociali e ambientali

  • Pressioni accademiche: elevate aspettative accademiche e il timore del fallimento possono portare gli adolescenti a utilizzare Internet come mezzo di evasione o procrastinazione
  • Pressioni sociali: gli adolescenti possono sentirsi sotto pressione per aderire alle tendenze online, mantenere un profilo socialmente accettabile sui social media o partecipare costantemente alle conversazioni online
  • Accesso facile e illimitato a Internet: la disponibilità costante di Internet tramite smartphone, tablet e altri dispositivi può rendere più difficile per gli adolescenti regolare il proprio utilizzo e porre limiti appropriati

Fattori tecnologici

  • Design delle piattaforme: Le caratteristiche dei siti web e delle app, come la gamification, le notifiche push e il contenuto altamente coinvolgente, possono favorire l’uso eccessivo e problematico di Internet

Adolescenti, web e nuovi fenomeni psicologici

L’utilizzo problematico di Internet porta con sé condizioni psicologiche peculiari, quali:

  • FoMo, acronimo di “Fear of Missing Out” (paura di perdere qualcosa), condizione psicologica caratterizzata dall’ansia o dalla preoccupazione che gli altri stiano vivendo esperienze interessanti o piacevoli dalle quali si è esclusi. Questo termine è stato reso popolare nel contesto dell’era digitale e dei social media, poiché la costante connessione online può amplificare tale paura
  • Phubbing, neologismo che deriva dall’unione delle parole “phone” (telefono) e “snubbing” (snobbare). Si riferisce all’atto di ignorare le persone presenti fisicamente in un contesto sociale, preferendo invece concentrarsi sul proprio telefono cellulare o altri dispositivi digitali
  • NoMo phobia, termine che deriva dall’acronimo “No Mobile Phone phobia“, è usato per descrivere la paura di essere senza il proprio telefono cellulare o di non poter utilizzare i servizi del telefono cellulare. Questo termine riflette l’ansia o l’agitazione che molte persone provano quando si trovano in situazioni in cui non possono accedere al proprio telefono
  • Ringxiety è un termine che deriva dall’unione delle parole “ring” (suonare) e “anxiety” (ansia). Si riferisce alla sensazione errata di percepire la vibrazione o il suono di un telefono cellulare quando in realtà non sta suonando. Questo fenomeno è spesso associato al fatto che le persone sono così abituate a ricevere notifiche o chiamate sui loro telefoni che percepiscono erroneamente queste sensazioni anche quando il telefono non è effettivamente attivo

Cosa può fare la Terapia Cognitivo-Comportamentale in caso di uso problematico di Internet

La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è uno degli approcci terapeutici più utilizzati per trattare l’uso problematico di Internet negli adolescenti. Questo tipo di terapia si concentra sul cambiamento dei pensieri e dei comportamenti disfunzionali associati all’uso eccessivo di Internet, nonché sullo sviluppo di strategie per gestire efficacemente l’impulso di utilizzare Internet in modo problematico.

Ecco alcune strategie e tecniche utilizzate nella TCC per trattare l’uso problematico di Internet negli adolescenti:

  • Consapevolezza: aiutare gli adolescenti a diventare consapevoli dei propri schemi di utilizzo di Internet e dei pensieri e delle emozioni associati ad essi
  • Identificazione dei trigger: aiutare gli adolescenti a identificare i trigger o le situazioni che li spingono a utilizzare Internet in modo problematico, come la noia, lo stress o la solitudine
  • Gestione dello stress: insegnare agli adolescenti tecniche di gestione dello stress, come la respirazione profonda, il rilassamento muscolare progressivo e la mindfulness, per ridurre l’ansia e l’impulso di utilizzare Internet come meccanismo di coping
  • Sostituzione dei comportamenti problematici: sostituire i comportamenti problematici legati all’uso di Internet con attività alternative più sane e gratificanti, come l’esercizio fisico, l’arte, la lettura o l’interazione sociale faccia a faccia
  • Ristrutturazione cognitiva: aiutare gli adolescenti a identificare e sfidare i pensieri distorti o disfunzionali che sostengono il loro uso problematico di Internet, come le credenze irrazionali riguardo alla necessità di essere sempre connessi o di ricevere costantemente feedback positivi sui social media
  • Controllo degli impulsi: insegnare agli adolescenti a riconoscere e gestire gli impulsi e il desiderio di utilizzare Internet in modo eccessivo attraverso l’utilizzo di tecniche come la ritardata gratificazione e la pianificazione anticipata di alternative
  • Abilità di comunicazione: migliorare le abilità di comunicazione degli adolescenti per favorire relazioni interpersonali più soddisfacenti e ridurre la dipendenza dalle interazioni online
  • Controllo dell’ambiente digitale: promuovere l’adozione di abitudini sane nell’uso di Internet, come limitare il tempo trascorso online, stabilire regole familiari sull’uso dei dispositivi digitali e creare un ambiente digitale che favorisca il benessere e l’equilibrio

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