Yoga e Fibromialgia

La fibromialgia è una sindrome che colpisce il 2% della popolazione generale (Font Gayà et al., 2020), con prevalenza tra la popolazione femminile, e ha un forte impatto sulla qualità della vita (Gormsen et al., 2010). Le cause restano ignote, ma si iniziano a scoprire gradualmente i meccanismi coinvolti. Leslie Crofford, esperta in scienza dell’infiammazione e ricercatrice in reumatologia alla Vanderbilt University, Tennessee, spiega che ci sono fattori di rischio genetici che rendono più probabile lo sviluppo di un disturbo da dolore cronico come la fibromialgia. La genetica non è però una certezza, in quanto una persona che nasce con una predisposizione non svilupperà i sintomi senza un fattore di “attivazione” come la presenza di artrosi, un trauma, o un forte stress. Inoltre, nonostante il sintomo principale della fibromialgia sia proprio il dolore, anche la stanchezza cronica, il sonno disturbato, la depressione e l’ansia hanno un forte impatto sulla qualità di vita dell’individuo (Crofford, 2017).

Una svolta nella comprensione della fibromialgia è arrivata attraverso gli sviluppi dell’imaging funzionale del cervello, i quali mostrano che gli individui affetti, per via di un’ipersensitività del sistema nervoso centrale, elaborano il dolore diversamente rispetto agli individui non affetti da fibromialgia (Mainguy, 2019). I pazienti mostrano, inoltre, una disfunzione del sistema nervoso autonomo, in quanto è stato riscontrato un declino della loro attività parasimpatica. Ciò indica, quindi, una linea autonoma che favorisce comportamenti difensivi piuttosto che di coinvolgimento (Eisenlohr-Moul et al., 2015).

Il ruolo dello yoga

Lo yoga può avere un ruolo essenziale nella gestione e terapia della fibromialgia, in quanto è particolarmente efficace nel portare il sistema nervoso dalla risposta di stress a quella di rilassamento. È quindi essenziale per quelle persone il cui sistema nervoso è in condizioni di sensibilità elevata e in stato di allerta.

Le persone affette da fibromialgia presentano spesso tensione e dolore cronico a livello articolare, e della schiena superiore, spalle e cervicale. Molte posizioni e sequenze nello yoga aiutano a sciogliere proprio le tensioni in queste aree, e per chi ha difficoltà nel movimento, lo yoga ristorativo offre molte alternative accessibili e con risultati simili.

Chi soffre di dolore cronico spesso, per proteggersi, respira inconsapevolmente in maniera superficiale e con respiri corti. Questo a sua volta può contribuire a mantenere corpo e sistema nervoso nella modalità di attacco-fuga, provocando il rilascio degli ormoni dello stress. La respirazione lenta e profonda contrasta lo stress stimolando l’attività del nervo vago, il quale collabora nel sistema parasimpatico a stimolare lo stato di riposo. Una respirazione corretta è, infatti, essenziale per gli individui affetti da fibromialgia in quanto è un’attività che abbassa al minimo i rischi di provocare le risposte dolorifiche, ma allo stesso tempo si ottimizza la possibilità di riportare in equilibrio il sistema nervoso.

La ricerca

La ricerca, seppur nuova e ancora limitata, ha finora dimostrato risultati positivi riguardo all’efficacia dello yoga nel trattamento della fibromialgia.

In uno degli studi più recenti, risalente al 2020 e pubblicato nel Journal of Clinical Medicine, è stato concluso che lo yoga e le terapie di movimento consapevole, uniti alle cure tradizionali (intese come terapie farmacologiche), si dimostrano più efficaci rispetto all’utilizzo esclusivo delle cure tradizionali. Nel corso di 12 settimane, l’applicazione di una terapia multi-disciplinare (con yoga, terapia del movimento, immersioni in natura, terapia farmacologica e terapia cognitivo comportamentale), ha mostrato miglioramenti statisticamente significativi in tutte le aree di studio. Sono emersi miglioramenti importanti nelle capacità funzionali dei partecipanti, nella presenza di sintomi ansiosi e depressivi, nell’affaticamento e nella percezione del dolore (Serrat et al., 2020). Questo evidenzia l’importanza di non limitarsi a terapie prettamente farmacologiche, e di aggiungere lo yoga come terapia complementare nel proprio percorso di cura.

Uno studio della Harvard Medical School nel 2019, dopo una terapia di yoga della durata di 6 settimane, ha riportato diminuzioni significative nella percezione del dolore e dell’affaticamento, e miglioramenti nella qualità del sonno. Atteggiamenti catastrofici nei confronti del dolore sono diminuiti, in correlazione a una diminuzione dei sintomi della fibromialgia (Lazaridou et al., 2019).

Anche la meditazione si rivela efficace, come emerso in uno studio centrato sulla Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR). Lo studio, pubblicato in Annals of Behavioral Medicine, ha utilizzato questo approccio per aiutare i pazienti ad alleviare il dolore attraverso la pratica della consapevolezza, aiutandoli a fare delle pause per poter scegliere la loro reazione nei confronti delle avversità, piuttosto che lasciarsi reagire senza scelta. Gli effetti sulla percezione di stress, dolore, qualità del sonno, affaticamento, severità dei sintomi e livelli di cortisolo sono tutti stati monitorati in 51 donne. Lo studio ha riportato miglioramenti significativi in tutte le aree, con un ulteriore miglioramento nei partecipanti che hanno continuato a praticare MBSR oltre il termine dello studio (Cash et al., 2015).

L’evidenza

Lo yoga coltiva una sana volontà di accettare e imparare dal proprio dolore e da altre esperienze avverse. Il ruolo dell’accettazione nel diminuire lo stress emotivo e l’attivazione simpatica associati al dolore sono a loro volta stati oggetto di studio, con risultati positivi (Kratz et al., 2007; McCracken et al., 2004).

Lo yoga porta effetti energizzanti al corpo e alla mente, in maniera simile all’esercizio aerobico, ma con metodi più accessibili per chi soffre di dolore cronico. Questo potrebbe essere uno dei motivi per cui lo yoga migliora l’affaticamento associato alla fibromialgia (Carson et al., 2010).

Lo yoga provoca la “risposta di rilassamento” (Vempati & Telles, 2002), che è parte dell’attività del sistema nervoso autonomo e include una serie di cambiamenti fra cui l’aumento del volume respiratorio e un abbassamento della frequenza cardiaca. Essendo una disfunzione del sistema nervoso autonomo coinvolta nella genesi dei sintomi della fibromialgia, è stato postulato che le tecniche calmanti a livello psico-fisiologico possono alleviare i sintomi della fibromialgia come il dolore e lo stress emotivo (Hadhazy et al., 2000).

La fibromialgia influisce su ogni individuo in modo unico, e lo yoga dovrebbe adattarsi infatti ai bisogni di ognuno. Può essere più indicato iniziare con respirazione e consapevolezza per alcuni, mentre per altri potrebbe essere di beneficio partire subito con movimento e allungamento. La certezza è che occorre introdurre una forma di yoga nel proprio percorso anche psicoterapeutico di cura della fibromialgia. 

 

Bibliografia

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  • Serrat, M., Almirall, M., Musté, M., Sanabria-Mazo, J. P., Feliu-Soler, A., Méndez-Ulrich, J. L., Luciano, J. V., & Sanz, A. (2020). Effectiveness of a Multicomponent Treatment for Fibromyalgia Based on Pain Neuroscience Education, Exercise Therapy, Psychological Support, and Nature Exposure (NAT-FM): A Pragmatic Randomized Controlled Trial. Journal of Clinical Medicine9(10), 3348. https://doi.org/10.3390/jcm9103348
  • Vempati, R. P., & Telles, S. (2002). Yoga-based guided relaxation reduces sympathetic activity judged from baseline levels. Psychological Reports90(2), 487–494. https://doi.org/10.2466/pr0.2002.90.2.487
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